
Arrivato alla notorietà mainstream per aver disegnato le copertine di “The Whitest Boy Alive”, progetto solista di Erlend Oye dei Kings of Convenience, Geoff Mcfetridge è un eccellente illustratore, graphic designer e art director canadese.
Il suo eclettismo è impressionante. Skater appassionato (Solitaryarts è un piccolo negozio dove acquistare le tavole decorate da lui), amico dei Beastie Boys (è stato art director della loro rivista “Grand Royal Magazine”) e di Sofia Coppola (gli splendidi titoli di testa de “Le Vergini Suicide” che trovate dopo il salto sono opera sua), illustratore e animatore (per il New York Times e la Intel, tra gli altri), designer per Nike, Patagonia, Pepsi e Vans.
Al di là delle innegabili doti creative, la sua maggiore qualità è forse proprio la strenua difesa del suo ‘linguaggio’ anche e soprattutto di fronte a committenti che metterebbero in soggezione chiunque, deviandone lo stile. Mcfetridge non si adatta: realizza i suoi lavori seguendo il filo esile e ‘infantile’ del tratto che lo caratterizza.
E’ immediatamente riconoscibile, anche quando si esprime su media diversissimi, gioca con nomi blasonati e spoglia di tutta l’autorità persino i colossi del brand. Coraggio e spirito naif in dosi massive. Quello che manca -troppo spesso- a molti.
[Guarda i titoli di testa di “The Virgin Suicides” di Geoff Mcfetridge]
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La Coalizione Italiana contro la Povertà (GCAP), in occasione del G8 che si è tenuto la scorsa settimana a L’Aquila, ha lanciato una campagna stampa per chiedere al Governo italiano e agli otto paesi più ricchi del mondo, un maggiore e più responsabile impegno nella lotta globale alla povertà.
La campagna porta il titolo Press the 8, e l’azione di fare pressione sui governi, perché si occupino di questioni che riguardano la sopravvivenza di milioni di persone, è stata traslata visivamente in maniera letterale, ovvero con una “pressa”, costituita dal logo dell’iniziativa, che schiaccia materialmente la testa degli otto leader.
L’agenzia incaricata di ideare la campagna è stata la milanese Grey: il direttore creativo è Francesco Emiliani, Letizia Bozzolini e Francesca Andriani rispettivamente art director e copywriter, mentre le illustrazioni sono state realizzate dal famoso illustratore Paolo Rui.
Via | Ibelieveinadv.com
Cody Haltom, designer e art director, ha curato per l’agenzia The Butler Bros, l’immagine per High Fashion Home, uno store d’arredamento di Houston, Texas.
Per realizzare la campagna promozionale e la comunicazione visiva interna allo store, Cody Haltom ha ideato un font creato a partire dalle forme dei pezzi di design presenti in negozio: B come una poltrona, O come una Ball Chair, Y come tulipani in un vaso.
La sagoma vuota di un divano “buca” un flyer, e prende la texture di quasiasi oggetto le capiti sotto, con lo slogan find inspiration, con riferimento alla possibilità di scegliere tra 15.000 differenti tessuti per il proprio sofà. Un lavoro composito e coerente che esalta la mission di High Fashion Home, in maniera curiosa, ma diretta.
Via | Sharesomecandy.com

L’art director Jon Kubik e il copywriter Adam Noel hanno recentemente lasciato il mondo delle agenzie pubblicitarie per mettersi in proprio. Per cominciare, hanno inaugurato questo strambo e a tratti geniale blog.
Si chiama Steal Our Ideas, letteralmente “ruba le nostre idee”, ed è una galleria di idee fulminanti che il dinamico duo ha avuto e che, non potendo utilizzarle, mette a disposizione di chi legge. Provocatorio, ironico e in qualche modo anche poetico, il progetto di Adam e Jon comprende suggerimenti per: parlare con se stessi nel futuro, fare uno spot per la Converse, utilizzare un iphone in modo non convenzionale e via così. Ogni idea è una vignetta. Alcune contengono soluzioni semiserie per liberare il processo creativo dall’egemonia delle agenzie.
Via | Frizzifrizzi.it

Per la prossima edizione del Salone del Mobile milanese, il Superstudio cambia pelle e guarda alle nuove tendenze. Il “Temporary Museum for New Design 2009″, questo il nome della promettente novità, è una formula inedita che raccoglie progetti di ricerca orientati alla sperimentazione, capaci di anticipare tendenze e habitus culturali dei prossimi anni.
Tre le location su cui si articolerà l’esposizione, con un trenino ecocompatibile a fare da collegamento per la gioia degli affaticati visitatori. Presso il Superstudio Più verrà allestita la sezione “International Panorama”, di cui farà parte la costola “Discovering other worlds, other ideas”, ubicata nel basement e riservata a designer e paesi emergenti. Al Superstudio 13 di via Forcella, “Italians: new perspectives”, riserva indiana per italiani vecchi e nuovi.
Quanto alle presenze, nomi noti e promesse emergenti condivideranno declinazioni diverse di un medesimo approccio visionario. Tra i Big, oltre alle storiche conferme quali Moooi e Tom Dixon, troveremo Felice Limosani con un’installazione per i 60 anni di Adidas accanto allo spagnolo Vicente Garcia Jiménez con un’opera luminosa e a dir poco totemica per Foscarini. Tra le new entry, invece, prepariamoci a divertirci con il mondo onirico e iper glamour della slovena Nika Zupanc, passando dalla rivisitazione soviet di Design Apparat, ispirato al design bulgaro, fino alle poetiche sperimentazioni del neozelandese David Trubridge.
Aspettative? Una grande “retrospettiva sul futuro”, con un registro che travalica la fiera per farsi esposizione e riflessione sulla cultura del design. Il progetto, ideato da Gisella Borioli, vede la direzione artistica di Giulio Cappellini.
Tu non sai è un piccolo libro che contiene una piccola storia, narrata con parole, grafica e poesia, da una copywriter e un’art director di Milano, che condividono lavoro, passione e amicizia. Sapendo che Tu non sai è scritto da Barbara Volpini, illustrato da Azzurra Bacchetta, stampato su carta acquarello, confezionato artigianalmente e sigillato in una busta sottovuoto, ho chiesto direttamente a loro tutto quello che non so.
Com’è nata l’unione tra Azzurra Bacchetta e Barbara Volpini, cosa condividete?
Barbara) Io e Azzurra viviamo a Milano ma, come la maggior parte della gente che vive in questa città, non siamo milanesi. Ci siamo incontrate per questioni lavorative 5 anni fa, e da allora siamo amiche, oltre che colleghe. Il nostro legame deriva anche dalla natura della nostra professione: io sono copywriter, lei art director e formiamo da sempre una coppia creativa. Capisci quindi che la condivisione è davvero intensa: giorni, notti, successi, delusioni, interessi, segreti e… racconti.
Continua a leggere: Il libro Tu non sai di Barbara Volpini e Azzurra Bacchetta
Franco Brambilla, grafico e illustratore devoto alla sci-fi, ci ha inviato le foto del nuovo Airstudio, il laboratorio creativo fondato con l’illustratore, musicista e dj Pierluigi Longo e con Giacomo Spazio, artista, art director e curatore di Limited No Art Gallery.
Al gruppo si è aggiunta la grafica e artista Valeria Maggiani, che condivide con loro lo spazio del nuovo studio situato a NOLETO, ‘north of Piazzale Loreto’. Uno studio arredato in modo creativo e funzionale, a misura del bisogno d’interazione che muove il lavoro di quattro talenti così eclettici e complementari.
Secondo lo stesso Brambilla “questo ex laboratorio industriale lontano dai rumori del traffico milanese è il luogo ideale per dedicarsi alla realizzazione dei nostri progetti che vanno dalla creazione delle copertine di Urania, all’organizzazione della prossima mostra da allestire nel nostro spazio espositivo, situato esattamente sotto lo studio: Limited No Art Gallery“, specializzata in illustrazione, grafica, fotografia, moda, musica, video ed eventi.