
Ai più attenti, ricorderà non poco George Dunning e Heinz Edelmann: rispettivamente regista e art director di Yellow Submarine il film dei Beatles del 1968. Celyn Brazier, con onestà, non fa certo mistero di aver nutrito una certa ammirazione per la coppia di designer e artisti: tuttavia i suoi lavori, pur prendendo le mosse dalla lezione di Edelmann e Dunning, sviluppano uno stile personale e inconfondibile.
Animatore e illustratore di base a Londra, Celyn Brazier ha esordito lavorando per la Ninja Tune Records su alcune copertine e artwork degli album, realizzando anche dei promo animati. Poi sono arrivati degli spot per la Honda e l’approdo alla BBC come regista e designer.
Una creatività duttile e esplosiva, che trova il principale sfogo nelle coloratissime illustrazioni dal tratto molto pulito eppure ricco di dettagli, che sono state pubblicate -tra gli altri- sulle pagine del Guardian e dell’Esquire. Dopo il salto, una gallery dei suoi lavori.

Trasformare oggetti apparentemente insignificanti. Dargli vita e far sì che non rimangano ‘abbandonati’ su tavoli e mensole per settimane. Cosa succederebbe se tutto ciò che trascuriamo avesse vita propria? Se si muovesse senza il nostro apporto e in modi che magari neanche immaginiamo?
Se lo sono chiesto Julien Vallée e Nicolas Burrows. Uno è un graphic designer canadese di cui vi abbiamo già parlato. L’altro è un illustratore inglese che fa parte dello studio creativo Nous Vous. Insieme hanno lavorato a Dansedance un esperimento interattivo presentato in occasione di “Collaborate”: quarta edizione di If You Could, progetto degli art director londinesi Will Hudson e Alex Bec che riunisce designer e illustratori per produrre pubblicazioni, esibizioni e eventi.
Il ‘gioco’ interattivo è sul sito. Con la tastiera comandate gli oggetti ‘disubbidienti’, che prendono vita davanti a un ignaro Vallée e ripetono in loop il loro movimento una volta attivati. Quello che invece trovate subito dopo il salto, è il making-of del progetto, tutto a base di montaggio, carta e talento creativo.
Continua a leggere: "Dansedance" di Julien Vallée e Nicolas Burrows: gli oggetti prendono vita

Una risorsa incredibile questo Display: Graphic Design Collection. Una raccolta accurata e selezionatissima dei più importanti libri, riviste, pubblicità e materiale riguardante il design. Dallo scorso anno, lo staff di Display propone il meglio per chi vuole interessarsi al graphic design del 20esimo secolo, con tanto di storia e testimonianze dei suoi ‘pionieri’.
Display è gestito e organizzato dallo staff della Kind Company, un ufficio di design indipendente di Brooklyn che si occupa di web e stampa. Già responsabile, tra l’altro, dell’Alvin Lustig Archive: un progetto-fondazione che diffonde l’opera del grande art director degli anni ‘30 e ‘40.
Tutto il materiale viene da collezioni originali: scansionato e fotografato con la massima attenzione. I contribuiti arrivano da privati, semplici entusiasti del progetto e dalla stessa Kind Company che mette a disposizione il tutto per scopi educativi, personali e -ovviamente- non commerciali. Un’iniziativa splendida, un lavoro di catalogazione impeccabile che si traduce in un luogo virtuale dove studiare, appassionarsi, scoprire nuovi nomi o approfondire quelli già noti. Non perdetevelo.
Non è una nuova versione virtuale di qualche trasmissione di cucina, ma un esempio praticamente perfetto di come si possa realizzare un brillante lavoro con una buona idea, molta pazienza e la giusta dose di ironia (sembra una ricetta).
Il lavoro di Stefania Rota (aka Maya Rota Klein) che vi presentiamo, è uno di quelli in concorso per Adobe YouGC, il contest riservato a tutti i creativi che vuole premiare le migliori produzioni Adobe User Generated. Un video che in poco meno di tre minuti, mostra con la tecnica della stop-motion, come sarebbe la preparazione dei biscotti al burro se si potesse usare Photoshop.
Bellissimo e divertente l’uso dei livelli, la selezione degli ingredienti, gli strumenti. Il tutto è stato prodotto con Photoshop -appunto- e Premiere. Lo stile artigianale e crafty (biscotti) compresi, sono tutta opera dell’art director.

Sta meritatamente spopolando nelle sale, ma forse pochi sanno che Piovono Polpette, il film di animazione in 3D di Phil Lord e Chris Miller, nasce come adattamento di “Cloudy with a Chance of Meatballs” (Nuvoloso con possibilità di polpette), un libro per bambini scritto nel 1978 da Judi Barrett e illustrato dal marito, Ron Barrett.
Art director di successo per la Young & Rubicam, Barrett lasciò improvvisamente il mondo della pubblicità per dedicarsi all’illustrazione per l’infanzia insieme alla moglie. Dopo il bellissimo lavoro per Piovono Polpette, ha realizzato altri due libri per far riflettere i bambini sul ruolo e l’importanza degli animali: “Animals Should Definitely Not Act Like People” (Gli animali non dovrebbero affatto comportarsi come persone) e il ’seguito’ “Animals Should Definitely Not Wear Clothing” (Gli animali non dovrebbero affatto indossare vestiti).
Oggi vi proponiamo una gallery (dopo il salto) in cui mettere a confronto libro e film. Immagini dalle pagine illustrate e screenshot dal lavoro di animazione in 3D. A voi giudicare se il cinema ha tolto qualcosa alla fantasia di Barrett o se è riuscito a ’svecchiare’ un po’ il suo tratto, decisamente datato. Ditecelo nei commenti!

Non potremo vederlo prima del prossimo anno, ma Tron Legacy è già un successo annunciato. Seguito (e remake?) del celebre film del 1982 che ha radicalmente cambiato il modo di concepire l’immaginario tecnologico, il film sarà una delle esperienze visive più spettacolari che ci attendono nel 2010.
Se per le novità cinematografiche potete affidarvi a Cineblog, qui vogliamo invece parlarvi di due dei personaggi più importanti dietro questo sequel: Kevin Ishioka, l’art director capo di questa produzione (già noto per Spiderman II e “Men In Black II”, di cui ha realizzato gran parte degli scenari), ma soprattutto Darren Gilford.
Product Designer e illustratore per il cinema e la pubblicità, ha avuto il difficilissimo compito di attualizzare, senza snaturarlo, tutto il lavoro fatto da Syd Mead (industrial designer che aveva già prestato il suo talento per Blade Runner), Peter Lloyd alle ambientazioni e soprattutto Jean Giraud (Moebius), il celeberrimo e visionario autore francese di fumetti che aveva ideato l’intero set e i costumi.
Continua a leggere: Darren Gilford e il design di "Tron Legacy"

Nati dalla collaborazione tra il MoMA di New York ed il designer Goran Lelas, gli animaletti di Somewhere City sono una piacevole e intelligente idea da regalare per natale ai più piccoli -e non solo.
Lelas è praticamente un mito vivente dell’industrial design e delle arti visive in genere. Dopo aver lavorato per molte case di moda e aver collaborato con le riviste più prestigiose (Vogue, Glamour) ha iniziato a interessarsi all’illustrazione per bambini ed è stato art director per numerose agenzie anche qui in Italia.
I toys di Somewhere City sono dei buffi ibridi con elementi presi in prestito da vari animali. E’ possibile mescolare sia i pezzi dello stesso personaggio che scambiarli tra di loro. Sono consigliati per i piccoli dai tre anni in su, ma sono disponibili anche le versioni in pelouche per i piccolissimi di due diverse dimensioni. Prezzi sullo shop dai 9 euro e 90 ai 19 euro e 90.

“Siamo stati abituati ad imparare l’alfabeto leggendo i poster appesi in classe, che associavano ogni lettera a un animale o a un oggetto. Al giorno d’oggi, i bambini sono sempre più computer dipendenti già da piccoli. Ho pensato che fosse arrivato il momento di adattare un vecchio metodo a un nuovo media. Così, dalle icone culturali alla mitologia greca, questo set di adesivi da tastiera accrescerà la conoscenza dell’alfabeto di ogni bambino. O di ogni adulto“.
Christopher Monro DeLorenzo, art director e designer newyorkese, presenta così la sua nuova creazione. E davvero non potremmo trovare parole più adeguate. Al di là del dichiarato intento pedagogico, questi adesivi sono davvero un ottimo esempio di illustrazione e graphic design perfettamente funzionale e dal grande impatto simbolico.
Pare saranno disponibili tra una settimana sul sito e c’è da scommettere che molti grandi ordineranno due set: uno per insegnare l’alfabeto ai più piccoli, l’altro per trovarsi sotto le dita qualcosa di divertente da digitare.
Il set design, lo styling, che sia per servizi fotografici o per installazioni temporanee, è una delle discipline nella sfera del design, in cui la creatività può avere più libero sfogo, giocando con materiali, forme e colori senza avere vincoli di funzionalità o durevolezza.
Jiggery Pokery è il giovane studio fondato dalle londinesi Anna Lomax e Lauren Davies che sono art director e set designer per riviste e brand di moda. L’uso sfrenato del colore, di oggetti gonfiabili, palloncini, pignatte e ghiaccioli, assicurano alle ragazze un effetto che non esitano a definire di “ottimismo ossessivo”.
Via | Sharesomecandy.com

GQ Italia compie 10 anni e festeggia con uno slancio di creatività e un numero che è una sorta di regalo già dalla copertina. Lo staff ha scelto dieci tra i migliori art director e creativi, gli ha inviato una pagina bianca con il logo, l’impaginazione della cover e una sola frase come linea guida: “10 anni di uomini, storie, avventure e stile”.
Il risultato sono le dieci copertine diverse con cui troverete GQ in edicola questo mese. Si va dal classico rivisitato come nel caso di Milton Glaser e Louise Fili, passando per i toni pop di Alex Trochut e Neville Brody fino al design più minimale e tipografico di Marian Bantjes e Experimental Jetset. Per non confinare l’idea alla celebrazione del decennale, GQ Italia ha deciso di proporre ai suoi lettori (e a chiunque voglia partecipare) di cimentarsi nella stessa sfida.
Scaricando qui lo stesso layout inviato ai blasonati art director, si può realizzare la propria cover e inviarla via mail alla rivista, che premierà le migliori con la pubblicazione. Di seguito, la gallery con tutte le copertine di questo mese.