Questo appartamento di Gotherburg si trova in un edificio del 1925, del quale conserva ancora alcune caratteristiche originali.
I pavimenti in legno e le porte pannellate sono elementi ad esempio che vengono dal passato di questo edificio, tuttavia combinati con soluzioni e idee nuove.
Lo stile nordico, delizioso e romantico, è riconoscibilissimo: l’uso del bianco, le grandi finestre che regalano spazio visivo, la carta da parati dietro al divano e dietro al letto, e anche qualche pezzo d’arredo o complemento (alcuni sono firmati Ikea).
Interessante la collocazione dello studio: per recuperare la giusta privacy infatti, si è scelto di fare a meno dell’illuminazione naturale, recuperando uno spazio sufficiente al lavoro in una sorta di sgabuzzino cieco, ma sufficientemente grande.
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Colonel, il team francese composto dai designer Isabelle Gilles e Yann Poncele, ha presentato la sua nuova collezione di arredi indoor ispirati all’outdoor d’altri tempi.
La linea si compone di quattro pezzi, due sedie e due lampade, che vogliono evocare scenari estivi, come la spiaggia, il giardino o il campeggio.
La Faces ricorda vagamente un ombrellone; la base è in legno di faggio, mentre il paralume è rivestito in feltro. La sedia Caracas si ispira a una seduta da campeggio del 1960 ed è realizzata in metallo e tela.
Anche la sedia Bog è ispirata agli arredi outdoor, è realizzata in faggio ed è assemblata senza l’utilizzo di chiodi o viti. Infine la lampada Suzie si ispira nuovamente alle sedie da spiaggia o da campeggio americane degli anni ‘60.
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In questa casa francese si alternano due caratteri distinti: da una parte la linearità di pareti regolari e intonacate, rese particolari e intime da una pavimentazione in legno e da arredi rustici, che nel soggiorno si raccolgono intorno a un bellissimo camino.
Dall’altra l’irregolarità affascinante ed evocativa di soffitti a volta rivestiti in pietra, di travi a vista non rifinite, di pavimenti in cotto rustico. Così la cucina, la sala da pranzo e il bagno acquistano una personalità decisamente unica.
Il bagno in particolare è quello che mi colpisce di più: con l’unica finestrella in alto, sotto al soffitto a volta, mi fa pensare alla rivisitazione in chiave concettuale di un’antica cella, oggi sicuramente più accogliente.
Arredi e accessori completano il quadro aggiungendo tocchi shabby chic che in un interno simile trovano la loro vera ragion d’essere.
Non si tratta sicuramente del primo esempio di “design floreale”, ma probabilmente è la primavera in arrivo a ispirare un certo ritorno ai fiori e alla natura.
Lo dimostrano complementi come Lolilla Chair, disegnata dall’Ahsayane Design Studio, una sedia che dichiara tuttavia un’ispirazione ben diversa: quella agli audaci vestiti usati per ballare il flamenco nel Sud della Spagna.
Così il richiamo alla delicatezza e al profumo dei fiori dal colore primaverile, si trasforma in un altro richiamo, più passionale e più sanguigno.
In ogni caso ciò che colpisce maggiormente è la realizzazione di queste sedie: i designer infatti hanno creato balze e volant con stoffa bianca e rossa, montando a mano uno per uno 120 “fiori” bicolore su ogni sedia bianca.

L’associazione spagnola ASCER ha chiesto all’architetto Héctor Ruiz-Velázquez di dare vita a un appartamento che parlasse di un nuovo concetto di living, inteso come spazio da vivere nella sua totalità.
Così Héctor Ruiz-Velázquez ha dato vita a questo appartamento, chiamato “Unlimited Space” e situato all’ultimo piano di un edificio del XX secolo di Madrid.
Lo spazio è stato trattato come elemento fondamentale e utilizzato nella sua trisimensionalità: così il living, la metratura abitabile insomma, non si sviluppa più solo in orizzontale e solo talvolta in verticale, ma abbraccia diversi livelli di profondità, sfruttando tutte le direzioni.
Così camere sospese si collegano senza soluzione di continuità ad altri “piani”, dove le varie aree funzionali trovano la loro ragion d’essere. Cambiando completamente il volto dell’interior design domestico. Per vedere altre immagini del progetto, vi rimando su Homedit.
Quella nelle immagini è la casa di San Paolo di Bruno Novelli, un artista che spesso trova la sua ispirazione per le strade della metropoli brasiliana.
Quando il paesaggio urbano suggerisce a Novelli soggetti e idee, lui si rifugia letteralmente in questo appartamento, dove può dare libero sfogo alle sue interpretazioni della realtà su tela.
E il suo “rifugio” riflette proprio questo: l’immediatezza, l’urgenza di dover prendere il pennello in mano e di dover dipingere, così su due piedi. Gli ambienti infatti sono pieni di colori e attrezzi del mestiere, e ospitano naturalmente molte delle opere dell’artista.
Tuttavia, nonostante l’estro si sia impadronito dei tavoli dello studio (pieni di macchie di colore), l’interior design di questo rifugio rimane piuttosto sobrio, forse relegato appunto a sfondo per ciò che al suo proprietario interessa di più: i quadri.
Tre pezzi identici di legno di quercia massello prendono vita e si differenziano attraverso una distinta operazione di intaglio. L’idea è venuta a Mathieu Guyaux, giovane designer belga con il pallino per le forme pure, le soluzioni modulari e un debole per l’autoproduzione.
Il risultato, la Cut Collection che vedete sopra, può essere utilizzata a piacimento a seconda delle necessità dell’utente finale, che può optare per un coffe table, un porta ombrelli o un piedistallo. Oppure per qualsiasi altro mobile riesca ad intravedere, seguendo gli spunti della propria fantasia.
Via | Not Cot
La scorsa settimana alla Stockholm Furniture Fair 2012, il designer Claesson Koivisto Rune ha presentato la sua nuova Heart Chair realizzata per David Design.
La sedia è realizzata in acciaio piegato, vanta uno schienale dall’inconfondibile forma e può essere fornita di un sedile imbottito opzionale.
La Heart Chair fa parte della Atelier Collection, la prima firmata David Design da quando il marchio ha cambiato gestione; della stessa linea fanno parte pezzi firmati da Inga Sempé, Luca Nichetto, Benjamin Hubert e Staffan Holm.
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Quella nelle immagini è la casa di un dj e collezionista di San Paolo (Brasile), il cui interior design è stato curato dall’architetto Guilherme Torres.
Il proprietario, come detto è un collezionista e la sua dimora deve necessariamente ruotare intorno alle sue collezioni; potrebbe sembrare semplice creare un interior design ispirandosi a qualcosa di concreto e già esistente come una passione, tuttavia in questo caso l’impresa si è rivelata più ardua del previsto.
Le collezioni del proprietario infatti sono numerose e appartenenti ad ambiti molto diversi fra loro: decine di giocattoli d’epoca, dischi in vinile, opere d’arte. La sfida dell’architetto dunque è stata quella di trovare arredi, complementi e colori in grado di ospitare e di fare da sfondo a protagonisti molto eterogenei, senza farli sembrare un’accozzaglia indistinta e disordinata.
A mio parere l’intento è riuscito: la casa ha una sua anima, a tratti ludica, e in ogni caso sempre interessante e in grado di dare risalto ad alcuni pezzi unici che il proprietario tiene in particolare considerazione.
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Tommaso Guerra, classe 1978, nato a Roma, è un designer, con tutte le declinazioni possibili che tale parola possa contenere. È un art director, un copywriter, un grafico, un amante del lettering, un arredatore e un artista, con ovviamente parecchi lavori alle spalle.
Quelle che mostriamo qui sono solo alcune delle sue molte produzioni: si tratta di oggetti dal design ridefinito e reinventato. Tratto comune delle sue creazioni è l’utilizzo di forme dall’uso quotidiano, dai tratti classici e conosciuti, con una netta nota di artigianalità che ne aumenta il valore e il gradimento.
Tommaso ha ingegno e manualità, che a quanto pare necessitano trovare più espressioni possibili nei già sopra elencati settori: il risultato sono contaminazioni inevitabili che portano a stimolanti creazioni, moderne e attuali.