
Il nuovo Chrome Hotel, progetto di Sanjay Puri, è una struttura che coniuga un’estetica originale (che ricorda il formaggio svizzero bucherellato) con le esigenze di contenere gli sprechi energetici.
Presenta una facciata inedita, caratterizzata da fori che permettono alla luce naturale di entrare all’interno, ma mantenendo i costi di air-conditioning al minimo.
Le finestre sono state volutamente rese opache, insieme a tutta la facciata “Swiss Cheese”, per consentire alla luce naturale di entrare creando un effetto incredibilmente fresco anche durante la notte, quando è retroilluminata da LED.
L’Hotel Chrome dispone di lastre in cemento, sparse in tutto l’edificio tra le camere, che hanno un doppio compito: da una parte agiscono come una barriera di calore e conferiscono maggior privacy agli ospiti grazie all’isolamento termico e acustico.
Dopo l’avveniristico studio dentistico per bambini realizzato a Berlino, Graft ha sperimentato un improvviso cambio di genere, occupandosi stavolta di un complesso di sei ville ecosostenibili da realizzarsi su un ameno isolotto della Malesia, ora rinominato Bird Island.
Ma come si riesce a progettare una casa ad effettivo impatto zero? Ad esempio rovesciando, come in questo caso, la relazione tra spazi interni ed esterni e tra relative superfici di rivestimento. Le pareti portanti, infatti, prevedono un uso inedito del vetro, mentre quelle esterne sono realizzate in tessuto di silicone, materiale resistente ai raggi UV e all’elevato tasso di umidità presente nella regione.
Non vi fate spaventare dall’anomala pendenza delle coperture: servono a raccogliere l’acqua piovana e a garantire una migliore ventilazione interna, a vantaggio di una tenuta termica efficace. E quanto all’alimentazione di tutto il complesso residenziale, ci penserà un’unica centrale a pannelli solari a coprire l’intero fabbisogno energetico dell’isola.
Via | AtCasa
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Una bottiglia si può trasformare in un abbordabile materiale da costruzione? A quanto apre sì, dando un’occhiata a questa insolita Heineken in versione squadrata.
Leggenda vuole che l’idea sia venuta in mente niente meno che al signor Heineken in persona: Alfred Heineken, genio del marketing ante litteram e al contempo designer navigato - suo il logo dalla celebre stella rossa-, constatò nel corso di un viaggio ai Caraibi che erano molte di più le bottiglie di birra lasciate sulla spiaggia che non la disponibilità di materiali edili a basso costo.
Di qui la messa in produzione della Heineken squadrata. Un’idea da ritirare in ballo, in tempi di auge ritrovata per prefabbricati ed architettura sostenibile e low cost?
Via | Creativehunter
Con il Watt di Rotterdam avevamo già avuto modo di parlare di progetti eco sostenibili per la scena dance. Ora, invece, voliamo a New York per osservare il primo nightclub ecocompatibile realizzato nella Grande Mela, dalle parti di Soho.
Greenhouse, questo il nome della discoteca, è un club di 550mq costruito con materiali riciclati e riciclabili, che hanno valso alla struttura il conseguimento della prestigiosa certificazione L.E.E.D. per il design e l’architettura sostenibile. I pannelli alle pareti e il pavimento, ad esempio, sono tutti realizzati in bambu, materiale verde per eccellenza, mentre i banconi del bar, invece, sono di vetro riciclato. Dal soffitto, colpo di scena assoluto di tutto il locale, penzolano più di 5.000 cristalli organici, che vibrano in sottofondo al ritmo della musica.
Ma oltre l’attenzione ambientale, è la scenografia d’impatto creata dai giochi luminosi e dalle scelte cromatiche a fare del Greenhouse una nuova meta calda delle notti newyorkesi. Bello oltre che buono, dunque. Il progetto è firmato Antonio Di Oronzo dello studio Bluarch.
Via | Framemag
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Gli inglesi amano il giardinaggio per tradizione. Gli inglesi amano i loro rifugi nel verde. Per questo negli ultimi anni si va sviluppando una serie di progetti architettonici che ruotano attorno all’idea di piccole costruzionistilisticamente perfette e completamente ecosostenibili. Abitare (o lavorare) in piccole casine da giardino dal design moderno e perfettamente integrato con l’ambiente circostante è diventato molto popolare.
Ecospace è una società londinese che progetta e realizza studios prefabbricati. Il tetto è un tappeto erbaceo, le pareti di legno svedese e non necessitano la posa di fondamenta. Sono stati progettati in maniera modulare, ma soluzioni personalizzate possono essere studiate all’occorrenza, anche per adattare i moduli alle esigenze paesaggistiche, in modo da minimizzare l’incidenza sul territorio.
Via | Treehugger.com