
Il MahaNakhon non esiste ancora. L’ha ideato Ole Scheeren, un architetto un po’ matto che è socio dell’Office for Metropolitan Architecture. Scheeren non è poi esattamente matto: visionario è la parola giusta. Ha già realizzato il meraviglioso Beijing Television Cultural Center e il palazzo che ospita la sede della China Central Television (meno bella, ma comunque visionaria).
A Bangkok, in Thailandia, hanno deciso che gli serviva un grattacielo di lusso. Una cosa minima: 313 metri per 77 piani. Il più alto della città. Dentro, solo posti per gente con una cartucciera di carte di credito gold. Duecento alloggi della Ritz-Carlton, 150 stanze di albergo costosissime, ristoranti, terrazze e una piazza, davanti. Per non farsi mancare nulla.
Io me la immagino la faccia dei committenti quando Scheeren gli ha detto: “Lo faccio, però ve lo buco”. Con un sistema di vetri e la tecnica di rimuovere dei giganteschi voxel (come i pixel, ma in 3D), il MahaNakhon sembrerà ’scavato’ da un unico gesto, come i palazzi di Cloverfield. Il risultato, va da sé, è splendido. Un po’ costoso, quello sì. Di seguito, la gallery dei render del progetto.

Thom Faulders, fondatore del Faulders Studio, è un architetto e designer a cui piace ipotizzare strutture al limite del possibile. Costruzioni che diventano esibizioni e esplorano il modo in cui le interfacce tra spazio, percezione e contesto interagiscono tra loro.
La sua architettura non è mai statica e non tratta il luogo che disegna nei modi stabiliti. Faulders lo considera piuttosto un’arena in cui reazioni e comportamenti possono adattarsi e generare qualcosa di nuovo e diverso.
“Deformscape”, il lavoro che vi presentiamo è forse il simbolo migliore di questo suo punto di vista. Uno spazio chiuso, una sorta di ‘giardino-scultura’ in cui i pattern tridimensionali disegnati danno l’illusione della distorsione della prospettiva e delimitano l’area vitale dell’albero: quella che assorbe l’anidride carbonica e non dovrebbe essere invasa da altre piante. Un intervento minimo, di forte impatto, per sensibilizzare e -contemporaneamente- alterare la percezione di chi osserva.

Se da una parte il (più) grande architetto francese è certamente uno degli emblemi più significativi del modernismo, non è detto dall’altra che questo tavolo, realizzato in suo onore dallo studio isreaeliano Dag-Designlab, si ispiri ugualmente al movimento moderno e ne eguagli la grandezza. La questione, tutto sommato, può considerarsi veramente rilevante?
Probabilmente no. Ad ogni modo, Savoy table rappresenta un tributo all’omonima villa di “Le Corbu”, realizzata a Poissy verso la fine degli anni ‘20. Il piano del tavolo, infatti, è ricoperto da un’illustrazione che ritrae la residenza, mentre le gambe insieme alla struttura di appoggio sono realizzate in ferro. Curiosa la tasca a inserto, pensata per inserire dossier e riviste. Progetto a cura di Tal Mor and Liran Elbaz.
Via | Designboom

Il background della designer di gioielli danese Mikala Mortensen è vasto, e abbraccia svariati campi come l’architettura, la collaborazione come concept designer alla LEGO e come artista nella lavorazione di metalli preziosi. Queste sue competenze hanno raffinato il suo stile estetico, che le permette di realizzare gioielli finemente lavorati e concettualmente impeccabili.
Grazie alle sue conoscenze la stessa designer afferma di “pescare” delle caratteristiche qua e là, per lavorare al meglio nel design dei suoi gioielli. Per quanto riguarda il campo architettonico, cerca di “captare” la luce, le ombre la spazialità e le proporzioni, per quanto riguarda le sue esperienze nel mondo industriale la valorizzazione del concetto e la funzionalità del prodotto, ed infine per quanto riguarda il mondo dei metalli preziosi i materiali, l’aspetto artigianale e lo spirito artistico.
Tutto questo fa del suo lavoro qualcosa di affascinante e sicuramente degno di nota. Tra le collezioni che più mi hanno colpito segnalo la sezione The Poetical, The Architectural e The Industrial. Per acquistare i suoi gioielli possiamo farlo andando nella sezione Shop Online del sito, oppure dare un’occhiata ad altri siti on line dove vendono i suoi prodotti, tutti elencati nella sezione Contact/Purchase del sito.
Via | bem legaus

Il team creativo di 5.5 designers ha curato l’allestimento della nuova boutique di design SABZ di Parigi ed è responsabile delle foglioline di varie tonalità di verde, che dalla facciata alle sale interne accompagnano il visitatore lungo un percorso senza confini tra indoor e outdoor.
Nell’atmosfera di loft contemporaneo introdotta dall’architetto Dennis Huerre, i 5.5 designer hanno immaginato elementi scenografici in armonia con la natura. Elementi che mimetizzano l’illuminazione e si arrampicano su pareti e soffitti per decorare lo spazio in una soluzione di continuità.
Lo spazio atipico di 750 mq di cui 250 mq di giardino, è reso accogliente e luminoso da ampie vetrate ed una tenda che si apre sul giardino, dalle forme fluide e irregolari degli scaffali per gli accessori che assomigliano alle falde geologiche di una carta topografica. L’intero arredamento evoca una sorta di ecosistema immaginario, riprodotto per accogliere il visitatore, metterlo a suo agio ed introdurlo alla filosofia produttiva del design SABZ.
Via | Yatzer.com

L’architetto italiano Stefano Tagliacarne ha sviluppato con successo il proposito della storica azienda Fritz Hansen, desiderosa di allestire lo spazio del nuovo showroom milanese in modo da enfatizzasse le collezioni e la filosofia aziendale del marchio danese, avvicinandole al gusto ed allo stile italiano.
La superficie totale di 340 mq, divisa in tre livelli è stata allestita sottolineando texture, finiture e caratteristiche naturali degli elementi strutturali dello spazio, garantendo la massima visibilità ai prodotti esposti, veri protagonisti dell’arredamento.
L’entrata al piano terra è collegata al piano superiore da una scala a chiocciola in cemento grezzo dello spessore di soli 8 cm, omaggio alla scala di Arne Jacobsen del Radisson SAS Hotel di Copenhagen, mentre una parete rivestita di legno grezzo, che si estende dal piano terra al primo piano è divenuta la sede espositiva delle scocche della sedia Series 7, icona dell’azienda, disegnata nel 1955 da Arne Jacobsen.
Continua a leggere: Stefano Tagliacarne e l'interior design del Fritz Hansen showroom di Milano

La mia prima vacanza in Spagna porta impresso il ricordo della costa iberica di Vinaros, vicina a Valencia. Una sequenza di rocce erose dal mare, baie, insenature e pozze d’acqua, facili da amare ma molto meno facili da esplorare. Questo è accaduto molto prima che Vicente Guallart progettasse il design di Microcoasts, una serie di isole di legno di varie dimensioni per godersi la natura selvaggia di questa costa.
Superfici dalle strutture dinamiche che riconfigurano il panorama delle sedute da spiaggia. Seguendo la filosofia progettuale delle palafitte, la linea geometrica e irregolare di questi atolli, consente di vivere questo tipo di territorio senza intaccarne la struttura originaria, se non a livello estetico, per questo probabilmente Vicente Guallart ha scelto un materiale come il legno per realizzarle, meno resistente ma anche meno invasivo di altri.
Via| Pruned
Ispirandosi alle atmosfere dello splendido film Odissea nello Spazio di Kubrick, il talentuoso Romolo Stanco, ha progettato l’Inerior design della Space Odyssey House. La residenza torinese di Andrea Dentamaro e Giovanna Teso è diventata uno spazio moderno che strizza l’occhio al retrofuturo, con le sue linee geometriche e flessuose, il pavimento che sembra convergere con il soffitto e i suoi 81 mq. caratterizzati da diverse tonalità di bianco, dinamizzato dai sofà rossi di Olivier Morgue.
L’angolo cottura monogbocco e funzionale si staglia al centro del salone, le cui mensole escono come armadi nella camera da letto. Il nuovo look ben illuminato e strutturato, che non risparmi il bagno, conferma il talento visionario ed anticonvenzionale del giovane architetto, alla continua ricerca di stimoli interessanti per arredare ogni genere di spazio, per il quale la parola impossibile “nonesiste”.

Pensando ad una soluzione per arredare gli spazi ristretti della Pigniu House, Daniel Jauslin architetto e direttore della Drexler Guinand Jauslin Architects di Zurigo, ha progettato SimpleDoubleDeux Bed. Pratico e leggero, con la sua struttura scorrevole in legno di faggio e il materasso pieghevole, in un attimo si trasforma da letto singolo in matrimoniale o in due letti singoli, senza il bisogno di ricorrere a scomodi ed ingombranti sistemi per la trasformazione.
L’idea in se è molto semplice ma davvero funzionale, tanto che il prototipo, dopo l’interesse suscitato da una pubblicazione su un magazine dedicato all’arredamento domestico, ha cominciato ad essere prodotto in serie ed ha anche vinto il I.D. Design Award Best of Category Furniture 2008. Se siete curiosi di ammirarne il funzionamento con i vostri occhi, SimpleDoubleDeux Bed sarà in mostra fino al 28 settembre al Sheila C. Johnson Design Center di New York City.
Via|Bookofjoe.com

Pensando ai ritmi frenetici che ci portano a consumare pasti mordi e fuggi, il giovane Architetto e Designer di Forlì Lorenzo Tappi ha progettato Compass, il piatto di plastica leggero e impilabile, nel cui diametro di 27cm sono comprese anche le posate ed il bicchiere. Una soluzione pratica, igienica ed elegante, per consumare un pasto degno di essere definito tale praticamente ovunque, a casa, a lavoro, a scuola o all’aperto. Compass è una delle proposte futuribili emerse dal concorso Dining in 2015 at work – during travel – at home, presentate in anteprima al Macef di Primavera.