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Tutti gli articoli con tag architetti

Lo studio RO&AD al Dutch Design Awards attraversa le acque per giungere tra i finalisti

pubblicato da Eugenio Pozzilli

Il ponte-fossato dello studio RO&AD

Al Dutch Design Awards sappiamo che giungono sempre grandi idee di ogni genere, come è giusto che sia, dal famoso cucchiaino, all’opera di urbanistica. Tra i finalisti di quest’anno è giunto anche lo studio RO&AD di designer e architetti.

Come è possibile? è stato quanto ha esclamato, sorpresa, la giuria, al vedere la realizzazione di un progetto che effettivamente dell’incredibile lo ha. Si tratta di un prodotto architettonico a metà tra un ponte ed un fossato, e infatti bene o male così è da percepire, nelle intenzioni del team creativo.

Il passaggio già di per sé ha un forte potere comunicativo ed evocativo, come per esempio quello da parte di Mosè con il suo popolo al seguito nell’attraversare il Mar Rosso; ed è proprio a questo episodio biblico che si sono ispirati gli architetti, nel progettare una fessura nel fiume che fosse attraversabile e si mantenesse a pelo con l’acqua.

Il canale un tempo faceva parte di una fortificazione in cui ci si nascondeva, ora invece il nascondersi diventa un gioco, una scoperta, una sorpresa, potendolo fare con il minimo dell’invadenza e il più assoluto rispetto di un’opera invisibile.

Il ponte-fossato dello studio RO&AD

Il ponte-fossato dello studio RO&ADIl ponte-fossato dello studio RO&ADIl ponte-fossato dello studio RO&ADIl ponte-fossato dello studio RO&AD

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Resource Furniture e lo spazio guadagnato

pubblicato da intweetion

Resource Furniture

Fondata nel 2000 da Steve Spett e Ron Barth, Resource Furniture è una quotatissima azienda che fornisce mobili europei a interior designer e architetti. Il loro impegno è quello a cui aspirano tante altre realtà: prezzi contenuti, consegne veloci e un customer care efficiente.

Una delle ‘marce in più’ di questi due arredatori e distributori è la loro fissazione per tutto ciò che consente di risparmiare spazio all’interno degli ambienti. Per questo si sono affidati ai prodotti di un talento come Giulio Manzoni per suggerire ai clienti l’utilizzo di una serie di elementi di arredo che contengono all’interno più soluzioni. Il video che vi proponiamo dopo il salto, spiega molto bene la ‘filosofia’ della loro linea “Space Savers”.

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"Infinity Chapel": la chiesa disegnata dallo studio hanrahanMeyers

pubblicato da intweetion

Infinity Chapel - hanrahanMeyers

Una struttura minimale realizzata per la “Tenth Church of Christ, Scientist” questa “The Infinity Chapel” dello studio newyorkese hanrahanMeyers. Quasi 400 metri quadri di superficie, trasformati da frammenti di luce naturale e racchiusi in un sistema complesso di pareti curve.

Arredi lineari con il legno a fare da elemento di contrasto, mentre dal soffitto pendono una serie di lampade cilindriche posizionate ad altezze diverse. L’atrio e la zona lettura affacciano all’esterno con grandi vetrate mentre al piano inferiore ci sono sale per l’insegnamento e una stanza per le riunioni in cui parte della luce arriva da alcune aperture sul pavimento dell’area di preghiera.

Ennesimo esempio di come, negli ultimi anni, anche le istituzioni religiose stiano chiedendo aiuto ad architetti e designer per rendere più eleganti gli spazi per le funzioni, esaltando il senso di raccoglimento e il messaggio del loro credo. Dopo il salto, una gallery della “Infinity Chapel” (via).

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BRB: la "Johnson Chapel" della Trinity School di New York

pubblicato da intweetion

BRB-JohnsonChapel

Non sarà certo il rinnovamento che fedeli -e non- attendono, ma quello che gli architetti dello studio BRB (Butler Rogers Baskett) hanno realizzato, può essere comunque considerato un primo passo affascinante per tutti quelli convinti che la forma sia il primo dei contenuti.

Commissionata dalla Trinity School di New York, la “Johnson Chapel” reinterpretata dal trio BRB, si è anche accaparrata l’AIA New York 2010 Design Award e, guardandola, non è difficile capire il perché. Mix calibrato e funzionale di tradizione e linee minimali che giocano in sottrazione.

Una parete in legno che integra porte e sedute, un’apertura nel soffitto che la luce attraversa con diverse inclinazioni in diversi momenti della giornata, arredi essenziali e, su un lato, un greto di pietre su cui scorre l’acqua che arriva da una fontanella impiantata all’interno di una roccia. Che crediate o meno nel potere della preghiera, il luogo rimane davvero suggestivo. Dopo il salto, la gallery (via).

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Jacques Lagrange e il mondo di Tati

pubblicato da intweetion

LagrangeVillaArpel

Non è neanche lontanamente immaginabile l’idea di riassumere in poche righe l’impatto e la portata che i film di Jacques Tati hanno avuto nella storia del Cinema e del costume francesi (e, in seguito, di tutto il mondo). “Giorno di festa”, “Le vacanze di Monsieur Hulot”, “Mio zio” e “Playtime” sono dei classici inarrivabili del divertimento intelligente che hanno ispirato moltissimi successori.

Qui su Designerblog invece vogliamo accennare alla presenza di Jacques Lagrange, come scenografo e collaboratore di Tati nelle sue pellicole. L’uomo che disegnò tutti gli interni e i bozzetti delle scene dei film del suo connazionale e che riuscì a infondere in quelle immagini un’aria di modernità esasperata, esprimendo visivamente tutte le contraddizioni del design minimale e ultra-funzionale che affascinava la borghesia dell’epoca.

Il culmine del suo lavoro fu l’ideazione di “Villa Arpel”, realizzata per il set di “Mon Oncle” (”Mio zio”): una feroce e ironica invettiva contro l’architettura (il padre e il fratello erano entrambi architetti) votata al modernismo più ’spinto’. Mobili, spazi e interni poco accoglienti, che sono diventati il protagonista aggiunto del film. Al di là della sua critica -che rimane discutibile- i suoi lavori sono ancora una delle opere migliori mai viste al cinema (e non solo). Dopo il salto, alcune immagini e un frammento di “Mon Oncle”.

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Il Rolex Learning Center di SANAA

pubblicato da intweetion

Rolex Learning Center

Già responsabili del nuovo spazio del New Museum Of Contemporary Art di New York (quello con la gigantesca scritta arcobaleno “Hell Yes!” sulla facciata), Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa, gli architetti giapponesi dello studio SANAA mettono a segno un altro capolavoro di urbanistica e design con il Rolex Learning Center.

Meno di una settimana all’inaugurazione di questa spettacolare struttura situata nel campus dell’EPFL: l’Ecole Polytechnique Fédérale di Losanna. Un progetto ambiziosissimo che ospiterà laboratori per l’insegnamento e una libreria con 500.000 volumi aperta a studenti e visitatori.

Votato alle scienze e all’abbattimento dei confini tra le discipline, l’EPFL richiama nella progettazione lo spirito che lo anima. Una struttura innovativa, coperta da un tetto curvo che nasconde gradinate, pendenze e patii, con poche, enormi aperture circolari e lunghi corridoi di vetrate. Seguendo questo link, un filmato che vi mostra tutte le caratteristiche. Dopo il salto, la nostra gallery.

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Designerblog.it intervista lo Studio IV Design

pubblicato da Bullberry



Dopo l’intervista ad Alberto Brogliato, oggi vi vogliamo presentare lo studio di Vicenza IV Design che parteciperà a Young Designer Home.

1) Parlateci di voi: percorso di studio e lavoro, obiettivi futuri.

IV Design: Siamo due architetti che uniscono momenti di progettazione architettonica alla creazione di oggetti.

2) Quali sono i vostri punti di riferimento nel mondo del design?

IV Design: Non ci sentiamo particolarmente legati al mondo del design, cerchiamo di progettare degli oggetti guardando sempre all’architettura, fatta di spazio, volumi, ecc. Pensiamo che ogni forma deve sostenere la forza di un’idea.

3) Come nascono i vostri progetti e da dove prendete l’ispirazione per dar vita alle vostre creazioni?

IV Design: Oltre che da un metodo progettuale, prendiamo spunto dalla costate osservazione della vita quotidiana.

4) Il progetto a cui siete più legati e perchè?

IV Design: Tutti i progetti hanno una loro lunga gestazione e per questo siamo a tutti ugualmente e fortemente legati.

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Re:design positively

pubblicato da Gianni Sivari

riciclaggio

“Re:design positively – Nuovi contenitori per la raccolta differenziata” è un concorso indetto da Coca Cola s.r.l con il supporto della Facoltà del Design del Politecnico di Milano e in collaborazione con l’Associazione ReMade in Italy che ha il fine di ottenere una proposta progettuale di contenitori per la raccolta differenziata di plastica, carta, vetro e alluminio, realizzati con materiali riciclati post-consumo. Il concorso ha il fine di incentivare la cultura della raccolta differenziata, valorizzare la creatività e la professionalità di giovani designer e avere modelli di nuovi contenitori di qualità ed elevato valore estetico.

Il Concorso è strutturato in due fasi: nella prima fase si procede con la presentazione di elaborati concettuali che rappresentino l’idea; la seconda fase è finalizzata all’elaborazione di un progetto esecutivo e alla realizzazione di un prototipo.
Il Concorso è libero e gratuito, aperto a designer, architetti e artisti che non abbiano superato il trentacinquesimo anno di età alla data di scadenza del presente bando: 30 dicembre 2009.
Qui il bando

Via | Youngdesigner.it

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Il padiglione ecosostenibile dell'International Design Center

pubblicato da intweetion

InternationalDesignCenter

Costruita nella città di Saint-Eienne, in Francia, la Cité du Design (o “Centre International du Design”) è una enorme struttura nata con l’idea di ospitare creativi, designer e architetti da tutto il mondo per far confluire quanti più studi sulla comunicazione, la ricerca e l’istruzione a livello internazionale.

L’edificio è costato 41,5 milioni di euro, una cifra tutto sommato contenuta viste le grandi dimensioni e la completa autosufficienza in termini energetici. I pannelli solari, perfettamente integrati nel design del progetto, oltre a un sistema di riscaldamento ideato appositamente, consentiranno l’ammortizzare ulteriore delle spese.

Il rivestimento del Centro, infatti, è composto da 14000 triangoli equilateri di diversi materiali che aiutano a controllare luce, temperatura e flussi dell’aria, in base alle condizioni ambientali. Alcuni dei triangoli sono celle fotovoltaiche che servono appunto per generare l’energia necessaria.

Il colpo d’occhio, poi, è assolutamente incredibile. Situato nel sito storico del National Arms Manufacture, il Centro Internazionale di Design è perfettamente integrato nell’area grazie alle sue linee geometriche e restituisce luminosità senza togliere ‘respiro’ allo spazio che invade. Di seguito, una gallery del progetto, realizzato dallo studio LIN, con sede a Berlino e Parigi.

Il Centro Internazionale di Design di Saint-Eienne
Il Centro Internazionale di Design di Saint-EienneIl Centro Internazionale di Design di Saint-EienneIl Centro Internazionale di Design di Saint-EienneIl Centro Internazionale di Design di Saint-EienneIl Centro Internazionale di Design di Saint-Eienne

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Vota gli studi di architetti

pubblicato da Francesco

Continua il nostro lavoro sul nuovo progetto relativo alle aziende italiane votate e commentate dal pubblico del web. Il widget sotto mostra le attività e aziende a voi più vicine, con la possibilità di scegliere una differente località.

Ogni tanto vi chiederemo di giudicare e commentare aziende, attività commerciali ecc. Questa volta tocca agli studi di architetti.

Nel frattempo stiamo lavorando per aggiungere una funzionalità per segnalare le aziende mancanti nel nostro archivio. Cosa ne pensate? Fateci sapere nei commenti.

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