
Probabilmente -diciamo pure sicuramente- è un fatto anagrafico. Chi appartiene alla generazione che consumava la musica su nastro è rimasto legato a quell’estetica. Forse, più che a forme e colori del supporto (le -orrendo termine in voga all’epoca- musicassette), al piacere di personalizzarle: renderle qualcosa di proprio.
Scriverci, colorarle, infilare di tutto nei contenitori, fino a renderle quasi irriconoscibili. Sono alcuni anni ormai che la moda del riutilizzo creativo delle cassette affolla mostre e negozi. Dagli esempi più legati al mondo dell’arte come le illustrazioni di Samia Havia a quelli più modaioli come -fra gli altri- la borsa di TopShop. Per non parlare poi delle cassettine che nascondono invece le nuove tecnologie come le porte USB o le pendrive per realizzare mixtapes in puro stile anni ‘80.
C’è chi, come Kate Bingaman-Burt, vuole le vostre compilation su nastro, chi addirittura usa il nastro magnetico per tessere cravatte. Qualcuno ha pensato addirittura di customizzare agende e portfolio con le tipiche sleeve lato A e lato B e altri hanno invece deciso che sarebbero diventate ottimi notebook, con tanto di custodia. Premete il tasto rewind e godetevi questo momento di nostalgia.

Chi è 9 0 0 0? Il poco che si sa, ammesso sia vero, è che vive a Bogotà, in Colombia (ma non ci giurerei). Dal suo Twitter si direbbe che studia (o insegna?) all’università. Le uniche due cose certe sono gli spazi tra le cifre del numero che si è scelto come nickname e il suo irriverente talento.
Molti potrebbero essere incappati nei suoi lavori attraverso il suo spazio su Flickr, come è capitato al sottoscritto. Fulminanti immagini che uniscono riferimenti alla cultura pop e lapidarie affermazioni sul mondo. Tanto graphic design in salsa surrealista, a volte estremo, altre molto più lucido e ragionato.
Non ci sono riferimenti ovvi, facili o scontati. La forza di 9 0 0 0 è proprio nel non preoccuparsi di una qualche coerenza temporale. Se ci sono icone a 8 bit, state certi che gli verrà dato un tocco retro in stile ’70s. Se c’è una foto presa da qualche rivista degli anni ‘60, il font utilizzato la decontestualizzerà a colpi di pixel enormi. Riesce a strapparci più di un sorriso, questo misteriosissimo terrorista della grafica. Surreale fino in fondo.
(Le immagini vengono da Tumblr. Nel frattempo, 9 0 0 0 ha cancellato -come dubitarne?- quasi tutto il suo archivio)

Geniale e eccessivo fashion designer, Jean Charles de Castelbajac non smette di unire alla moda il suo amore per il mondo delle icone popular. JC/DC (così firma i suoi lavori) ha deciso di rendere omaggio a uno dei suoi oggetti ‘feticcio’: i mattoncini più famosi del mondo.
Ispirandosi alla sua passione per i Lego, ha realizzato una serie di abiti e accessori anni ‘80, fino ad avviare la produzione di questo modello di orologio che sembra uscito direttamente da una scatola di costruzioni della nota ditta di origini danesi.
Ancora non si conosce né il prezzo né quando verranno messi ufficialmente in vendita, ma sono state annunciate sei colorazioni diverse ognuna delle quali sarà contenuta in una confezione ‘modellata’ sul cubo di Rubik. Più ’80s di così… Dopo il salto, il folle video dell’immaginaria sfilata per la collezione Lego primavera/estate 3001.
Per gli appassionati di kit fai da te e dei mitici occhiali Ray-Ban, arrivano le ultime novità. Gli intramontabili Ray-Ban Wayfarers di Raymond Stegeman, indossati da Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany o dai mitici The Blues Brothers negli anni 80, dopo il ritorno alla ribalta e il recente Project Colorize, si arricchiscono di un’ulteriore chicca grazie al Colorize kit.