Having great ideas is the easy part. Making them great is what’s hard.
Sull’abilità dello studio d’animazione brasiliano Lobo ormai ci rimangono pochi dubbi. Questa volta sono alle prese con una pietra miliare della comunicazione pubblicitaria e della creatività di tutti i tempi: il discorso sull’ispirazione che Leo Burnett pronunciò nel 1967. “When to take my name off the door” è una serie di consigli ‘al contrario’: i momenti in cui si vorrebbe che il proprio nome non venisse associato a un lavoro.
Il risultato di questo brillante video e dello stile vintage delle illustrazioni che sottolineano abilmente la voce stentorea di Burnett, è tutto nel titolo: nei suggerimenti di una grandissima mente e dell’impronta che ha saputo dare alla comunicazione moderna. Applausi allo staff di Lobo.
Per promuovere il nuovo ciondolo Hot Air Balloon Bag, il celebre marchio di moda Luis Vuitton ha scelto di affidare un’animazione all’illustratore Christian Borstlap che è stata lanciata insieme al restyling del sito dell’azienda.
Il video immagina la borsa-mongolfiera intraprendere un viaggio avventuroso in un luogo immaginario e surreale, con gli elementi del logo che costituiscono parte dei dettagli e dello scenario disegnato in stile vittoriano che rimanda a quello delle acqueforti. Un lavoro davvero ottimo, reso ancora più efficace dalla colonna sonora del duo The Dø.
Vi segnaliamo uno di quei prodotti che spesso passano inosservati, un po’ perché possono essere scomodi, un po’ perché girano all’estero, e sul circuito italiano è più difficile trovarne, nonostante l’animazione -di questo si tratta- stia prendendo sempre più piede anche da noi. Video divertente e inequivocabile, va dritto al punto: sesso e amore, serve rispetto.
L’Akama Studio si è occupata della realizzazione di un video di sensibilizzazione per la lotta all’AIDS, con un team creativo di tutto rispetto, con Alexandre Ada, Yann Boyer, Dominique Coco, Guillaume Dhont, David Fourrage, Laurent Herveic, Cédric Jeanne, Helder Pereira, Thibault Pluvinage. Il cliente è AIDES, organizzazione francese da anni impegnata nell’informazione e tutela contro la nota malattia a trasmissione sessuale; l’agenzia pubblicitaria è la TBWA, una delle più importanti al mondo, e la casa di produzione è la WANDA, altro colosso dagl’importantissimi clienti e risultati.
Il video (anche in versione etero per lei e per lui) ha vinto tre premi: un Leone d’oro al Cannes international advertising festival; il primo premio per il Citizen campaign great award; e un Eurobest d’oro all’Eurobest awards.
Avete presente l’ansia di scartare i regali che ci prendeva la notte di Natale quando eravamo piccoli? Quelli dello studio Royale hanno deciso di fare gli auguri ai loro clienti e sostenitori con un’animazione in CG di poco più di un minuto in cui un bambino tenta in ogni modo di aprire in anticipo il suo pacco per scoprirne il contenuto.
Divertenti l’idea e le trovate, nonostante lo stile del disegno e dell’animazione siano fin troppo debitori a quello consacrato dalla Pixar (le somiglianze nel character design sono quasi imbarazzanti). Il finale - che ovviamente non vi sveliamo - è il senso dell’augurio della Royale.
Una piccola mostra ad Antwerp celebra le gif animate, il grado zero dell’animazione digitale, un formato tanto comune sul web quanto guardato con diffidenza dal mondo del design, che non ama la bassa definizione e lo stile che generalmente lo accompagnano.
Eppure queste immagini in movimento ripetute a loop sono davvero le pronipoti di quegli affascinanti dispositivi, fenachistoscopi, prassinoscopi, zootropi, che nell’800 preannunciavano la nascita del cinema. Da questa considerazione è partito il designer olandese Pieterjan Grandry che proprio in occasione dell’esibizione ha progettato e realizzato il suo Gif Player.
Si tratta di un apparecchio di legno, con un foro, quasi un buco della serratura, da cui spiare l’animazione che gira all’interno, su una piastra simile a quella di un giradischi. Luci a LED, microchip, sensori magnetici e un dimmer per regolare la velocità dell’animazione, riproducono in maniera sofisticata i meccanismi che quasi due secoli fa posero le basi di quella magia che oggi chiamiamo animazione.
La Tempo, nota marca di fazzoletti, carta igienica e salviettine, sta puntando a rilanciare la propria immagine, e in questo, rinnovarsi agli occhi del grande pubblico. Per far ciò ha contattato l’agenzia Publicis London, che tramite la Film Productions Club, società di produzione di animazione con sede a Londra, ha realizzato lo spot che potete vedere qui.
Il progetto poi nel concreto è stato affidato alla creazione e alla regia di Vida Vega, che con i suoi 30 secondi di animazione, si propone di essere il primo di una serie che fa parte di una campagna che attraverserà tutta l’Europa.
Il linguaggio utilizzato è semplice, ma immediato e d’effetto. Si tratta di acquerelli che con grazia e simpatia si svolgono tra le pieghe e il tessuto di uno dei classici fazzoletti Tempo, appena uscito dal pacchetto. Quanto ci viene raccontato è la quotidianità, e con questa quanto la Tempo può esserci vicina nel concreto nei diversi momenti.
Non solo viene narrata una storia deliziosa e leggera, ma con delicatezza e dinamica questa ha principio e conclusione, attraversando momenti diversi, tutti caratterizzati da atteggiamenti di amorevolezza e tenerezza, che è poi da sempre quanto vuol comunicare la Tempo.
Via | Ninjamarketing
History of Graphic Design Avant Garde from Minji Aye Hong on Vimeo.
Costruttivismo russo, De Stijl, Bauhaus, il tutto concentrato in un’animazione di 30 secondi che utilizza ritmo, colore, geometria e movimento per ripercorrere la nascita del Modernismo, le avanguardie da cui tutta la cultura visiva del ‘900 (e oltre) ha avuto origine.
Si tratta di un piccolo esperimento scolastico progettato e disegnato dalla studentessa coreana Minji Aye Hongplus alla School of Visual Arts di New York, un breve esercizio in 2D che pur senza distaccarsi dai canoni grafici in uso, risulta un lavoro piacevole ed efficace.
È un bel connubio quello tra il cantautore Toh Kay e l’animatore Eric Power. Terreno d’incontro tra i due artisti il video ufficiale di “I’ve Set Sail“, dove la poesia dell’uno e dell’altro si sommano per tre minuti di musica e animazione.
Il video è realizzato con la cartotecnica in stop motion, come la moltitudine delle altre produzioni realizzate da Eric Power visibili anche sul sito personale dove sono raccolti altri lavori di fotografia e design.
Curioso da sapere è come egli sia totalmente autodidatta, e questo a suo dire conferma come tutto si possa realizzare, se c’è impegno e passione. Il suo stile può piacere o meno, ma effettivamente non si può dire che nei suoi lavori non siano presenti le due suddette qualità.
“Compressed 02″ di Kim Pimmel è un lavoro che unisce le tradizionali bolle di sapone alla tecnica del time-lapse per creare un affascinante cortometraggio basato su due forze: una è l’azione capillare, l’altra il magnetismo. Tutto è possibile grazie a due liquidi: il ferrofluido nero e un colorante rosso.
Insieme creano questa sorta di danza ipnotica i cui movimenti sono dettati dal propagarsi (e l’esplodere) delle bolle mentre pulsano intorno a un centro più denso. Il tutto è stato girato con una Nikon D90 e un macro Nikkor 60mm, con un processore Arduino a gestire gli intervalli di tempo e dell’evoluzione. Dopo il salto, trovate il primo capitolo della serie “Compressed”, in cui a subire un trattamento particolare è la polvere del toner di una stampante, trascinata su una superficie bagnata tramite un magnete.
Fine settimana: il momento per concedersi qualche minuto in più e (ri)scoprire il talento incredibile di un regista capace di esprimere la sua visionaria creatività con tecniche diverse. La carriera cinematografica di Terry Gilliam è nota a tutti: dalla comicità surreale dei Monty Python (di cui era l’unico membro statunitense) ai suoi capolavori come regista, firmati singolarmente. Meno nota è la sua abilità di animatore, svelata nella splendida miscela di découpage, stop motion e disegni originali che caratterizzava le animazioni del “Monty Python’s Flying Circus”.
Artigianato e tantissime idee, una fantasia instancabile che trovava nel surrealismo e nelle stampe vittoriane il bacino principale da cui attingere per declinare la sua capacità di raccontare. Oggi vogliamo proporvi due video. Il primo, a inizio post, è un’intervista in cui Gilliam spiega le sue tecniche, il modo di procedere dal cut-out di panorami e personaggi fino alla ripresa delle silhouette in movimento. Il secondo, dopo il salto, è “Storytime”: il suo corto del 1968. Nove minuti di puro, delirante talento.