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Tutti gli articoli con tag ambiente

Energy X, la casa prefabbricata attenta all’ambiente firmata Hartl Haus

pubblicato da Bullberry



Nuova sfida per gli architetti e i progettisti Hartl Haus, specialista delle case prefabbricate e pioniere nella costruzione di abitazioni eco-sostenibili.
Con Energy X, la casa prefabbricata è a basso consumo energetico, ma è anche caratterizzata da design innovativo e massima attenzione nei confronti dell’ambiente e del comfort abitativo.
La filosofia costruttiva di Hartl Haus strizza l’occhio al futuro della progettazione, basandosi su tre principi: l’utilizzo di materiali naturali e rinnovabili, lo studio di un’architettura ad hoc per sfruttare al meglio le risorse naturali e l’implementazione di soluzioni tecnologiche innovative per il risparmio energetico.

Energy X è un’abitazione di grande impatto visivo: minimalista e ultramoderna, la casa prefabbricata firmata Hartl Haus si contraddistingue per l’estrema attenzione dei dettagli, sia indoor che outdoor.
I 164,16 m2 di spazio abitabile sono suddivisi su due piani, caratterizzati da massima luminosità.

Il piano terra è occupato per metà dalla zona living, con ampio soggiorno e cucina.
Il corridoio, con una particolare porta in vetro che assicura la grande luminosità, separa la zona giorno da un’altra stanza, che può essere utilizzata come studio ma anche come camera per gli ospiti, in quanto dotata di bagno supplementare.
Al piano superiore si trova la zona notte con una camera matrimoniale, due camere da letto per i bambini e un comodo bagno.
Come tutte le case prefabbricate Hartl Haus, il modello Energy X è interamente personalizzabile in base alle specifiche esigenze e ai gusti estetici personali.

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Rispetto dell'ambiente e risparmio col design intelligente

pubblicato da Eugenio Pozzilli

Riduttore economizzatore per la vaschetta del WCSe vi dicessi che investendo meno di dieci euro potreste guadagnarne con certezza molti di più? Non è marketing piramidale, ma puro e semplice design, un investimento che in più fa anche bene all’ambiente. Questo succede quando un prodotto è ben pensato e progettato, questo è design.

La Save & Safe è un’azienda di Torino che dà la possibilità di risparmiare più di 52.000 litri di acqua a famiglia, avendo realizzato un semplice oggetto, un riduttore per lo scarico del w.c., che vi farà evitare di installare un doppio scarico. Forse l’argomento non è dei più attraenti, e l’oggetto non così elegante e alla moda, ma d’altronde non ne ha bisogno.

Come funziona: si installa il riduttore nella vaschetta di porcellana e il gioco è fatto. Quando l’acqua si carica il livello è regolato da un galleggiante, il riduttore essendo un piccolo peso fa sì che il galleggiante si alzi di meno, così che l’acqua non si carichi tutta.

Via | Commercio Etico

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"Mattoni": l'arredamento modulare di Giorgio Caporaso

pubblicato da intweetion

Mattoni di Giorgio Caporaso

Un altro lavoro presentato durante la settimana del design a Milano quest’anno, Mattoni è un modulo per l’arredamento realizzato da Giorgio Caporaso. Ogni elemento è disponibile in vari colori in legno o cartone: entrambi in materiali ecologici, riciclabili e biodegradabili.

All’interno del modulo è possibile coltivare un piccolo angolo verde, con un sistema di irrigazione che suggerisce -ironicamente- le soluzioni per i pazienti negli ospedali: un modo per ricordare che l’ambiente necessita delle nostre cure anche quando è ‘costretto’ all’interno di un appartamento.

Il moduli “Mattoni” possono essere utilizzati singolarmente o uniti per creare una libreria o un armadio. Basta ruotarli lungo il perno verticale o sovrapporli con l’angolazione desiderata. Possono essere inseriti l’uno nell’altro attraverso l’apertura o completati con degli scaffali. Trovate la gallery che ne mostra i vari utilizzi dopo il salto.

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Philippe Starck e la lampada "Hooo!!!" per Flos

pubblicato da intweetion

Hooo!!!Lamp-by-Philippe Starck

Era già stata presentata proprio dal suo ideatore Philippe Stark lo scorso anno a Milano. Ora ha trovato una distribuzione con l’italianissima Flos che la produrrà in edizione limitata. Stiamo parlando di “Hooo!!!” una lampada che nasce dalla collaborazione di cinque diversi soggetti.

Il design è appunto di Stark. Il testo che scorre sotto forma di LED all’interno è dell’artista statunitense Jenny Holzer, la tecnologia è dell’interactive designer anglo-tedesco Moritz Waldemeyer. Infine il cristallo viene dalla Baccarat, un’industria francese che produce oggetti in vetro mentre, come vi abbiamo già annunciato, la distribuzione sarà tutta italiana.

L’oggetto in sé sarà anche un po’ eccessivo e di difficile collocazione, ma si rivolge a un mercato particolare e l’idea della matrice di LED è davvero suggestiva. Non solo trae forza dai giochi di riflessi del cristallo, ma proietta all’esterno i vari messaggi scritti dalla Holzer illuminando ulteriormente l’ambiente. Dopo il salto, un video girato durante l’esposizione.

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Paper Tiger: il design 'cartonato' di Anthony Dann

pubblicato da intweetion

Sgabello-PaperTiger

Paper Tiger è il nome che il designer australiano Anthony Dann ha scelto per la sua linea di prodotti. Mobili interamente fatti di cartone (con qualche aggiunta in feltro), ideati sulla base di studi di assemblaggio semplice e intuitivo attraverso piegature e incastri.

Il lavoro di Dann come consulente di design e come brand designer, lo porta ad avere molti clienti interessati alle strutture temporanee e versatili: elementi modulari facili da trasportare e sistemare per gli allestimenti. Nascono così sia i suoi sgabelli decorati che i ripiani rivestiti o gli espositori.

Tutto, appunto, sempre in cartone riciclato, con un occhio all’ambiente. Proprio grazie al mix ottimale di funzionalità e sostenibilità, Paper Tiger ha vinto il Launch Pad award for Sustainability nel 2007 e i suoi prodotti sono certificati da Ecospecifier. Dopo il salto, una gallery della produzione.

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"Casa Lever" di Marc Newson

pubblicato da intweetion

CasaLever

Casa Lever è una struttura nata nei primi anni ‘50 per ospitare gli uffici della Lever Brothers: un’azienda inglese che produceva saponi. Oltre mezzo secolo dopo, in seguito a un periodo di chiusura è stata riportata in vita dal genio di Marc Newson, l’arcinoto designer australiano, che ha lavorato accanto a quella che ora è la sede della “Lever House Art Collection”.

Il risultato è uno dei più prestigiosi ristoranti di New York: cucina italiana (milanese, nello specifico) e un ambiente che è praticamente l’essenza dello stile retro. Osservando le foto sembra di essere sul set di Mad Men: parati, mobili e dettagli completamente recuperati e imitati dagli anni gloriosi in cui il locale è nato.

Gli arredi sono opera dell’interior decorator americano William Georgis. Il concept è dei fondatori Gherardo Guarducci e Dimitri Pauli, proprietari della catena statunitense dei ristoranti “Sant Ambroeus”. I quadri che vedete alle pareti sono invece di ‘un certo’ Andy Warhol. Sono diciannove, per l’esattezza. Originali. Dopo il salto, l’immancabile gallery (via).

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Creative Review: il backstage della cover del trentennale

pubblicato da intweetion

CreativeReviewCover

Creative Review è uno dei magazine più noti e longevi nell’ambito del design. Praticamente una piccola ‘bibbia’ per chi si occupa di cultura e comunicazione visuale, sempre con un occhio attentissimo a tutte le nuove tendenze e ai nomi più in vista tanto da meritarsi a pieno titolo l’altisonante auto-definizione: “The best in visual communication”.

Nato nel 1980 a Londra, Creative Review celebra quest’anno il suo trentennale con un numero speciale e una cover davvero molto bella. Affidata al talento di Rachel Thomas designer e direttrice artistica, è un set che descrive al meglio l’intento principale di Creative Review: raccontare, analizzare e dibattere il ruolo e il lavoro dei creativi. Quale ambito più adatto di uno studio?

Per giunta, Rachel Thomas ha scelto proprio il suo stesso ambiente di lavoro, allestito a dovere, e ha incaricato il fotografo Marcel Christ di ritrarre il risultato. Sul blog del sito invece, lo staff della rivista ha deciso di pubblicare alcuni scatti dal backstage. Un modo in più per dimostrare l’interesse per il processo creativo e dare ai lettori la misura del lavoro e della passione che sono dietro a un successo trentennale. Dopo il salto, la gallery.

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Torna l' "Abitacolo" di Munari

pubblicato da intweetion

BrunoMunari

E’ un abitacolo, appunto, costituito da un telaio in acciaio elettrosaldato, corredato da un letto e accessori vari in materiali diversi. E’ un posto dei giochi, del sonno, di studio e di svago, un ‘hortus conclusus’ infantile, trasformabile a piacere […] E poiché è una struttura, è pure facilmente smontabile, pronta ad assumere una nuova veste, correndo dietro alla fantasia…

E’ una struttura ridotta all’essenziale, uno spazio delimitato e allo stesso tempo aperto… E’ un modulo abitativo, un habitat, contiene tutti gli oggetti personali… Uno spazio nascosto in cui la presenza del bambino rende superflui i mobili, su cui la polvere non sa dove posarsi. E’ il minimo ma da il massimo. Numerato ma illimitato. L’habitat diventa l’ambiente adattabile alla personalità dell’abitante. Pesa 51 chili e può portare anche venti persone.

Bruno Munari presentava così il suo “Abitacolo” nel lontano 1971. Realizzato con l’idea di disegnare un nuovo spazio per i ragazzi, prodotto da Robots, raggiunse l’intento di permettere ai più giovani di lasciare tutto in uno stato di ‘ordinato disordine’ per sentirsi protetti dai giochi, dai libri, dagli oggetti familiari durante il sonno.

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I mobili di Vincent Leman

pubblicato da intweetion

VincentLeman

L’atto creativo è un’esperienza profondamente soddisfacente. Partire da un’idea astratta, dargli forma, definirne le proporzioni, tracciarne le linee, integrare la funzionalità e rendere reale una scintilla di immaginazione dotandola di una presenza fisica è un processo che mi da grande gioia.

Sono parole di Vincent Leman, designer che realizza “Dust Furniture”: spettacolari pezzi unici, mobili frutto non solo di una grande abilità nel ‘chiedere’ alle forme di adattarsi alle sue idee, ma caratterizzati anche da uno stile che riassume moltissime influenze.

Immaginate di entrare in un ambiente in cui le fantasie liquide di Dalì si uniscono al -l’accostamento non è casuale- mondo della versione di “Alice nel paese delle meraviglie” disegnata da Disney. Arredamento sghembo e sinuoso, colori ‘pop’ e forme particolari che ne generano altrettante in incastri improbabili.

Armadi e cassettiere che sembrano potersi animare da un momento all’altro, elementi di arredo che riescono ad essere contemporaneamente eleganti e spiazzanti. Forse difficili da integrare negli interni tradizionali, ma -visti i risultati- chi avrebbe mai il coraggio di chiedere a Leman di lavorare diversamente?

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"Harvest". Il vinile è morto? Ascolta la terra.

pubblicato da intweetion

Dopo aver sparso suoni nell’aria come batteri, esplorato i confini tra musica classica ed elettronica collaborando con il progetto Chambertronica e sviluppato ulteriormente il concetto di audio virale utilizzando l’iPhone come ‘cellula’ che cattura i suoni e li riproduce in sincrono con l’ambiente circostante, Olle Cornéer ha deciso di spingere ancora oltre la sua personale idea di sound design.

Al grido di “Il vinile è morto. Bene. Ora Ascolta il meraviglioso rumore della terra”, Cornéer (insieme a Martin Lübcke), ha pensato bene di inventarsi il “Terrafon”: una strana macchina, simile quasi alle creazioni steampunk, per amplificare i suoni dei campi. Non pensate a niente di bucolico: grilli e fiumiciattoli non gli interessano. Immaginatevi come, o meglio cosa deve sentire un aratro quando affonda il vomere.

Completando l’opera con amici e colleghi vestiti in abiti tradizionali, hanno trascinato questo assurdo grammofono per i campi Uppland, in Svezia. Hanno ripreso il tutto e la scorsa estate hanno presentato il lavoro al Volt Festival di Uppsala. L’idea è abbastanza folle ma fa -intelligentemente- riflettere sulla natura dei suoni che ci circondano, compresi quelli che non riusciamo direttamente a percepire. Ha senso riprodurli o cercare nuove strategie (design) per catturarli? Cornéer e Lübcke, secondo me, conoscono la risposta.

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