L’angolo nascosto di un vicolo, una panchina nel parco, la cabina di un bancomat: per molte, troppe persone a Barcellona è questa la loro casa. La Fondazione Arrels cerca di dare loro un tetto e per farlo tenta con questa campagna sociale di focalizzare l’attenzione sul problema e raccogliere fondi.
Ideata dall’agenzia Altraforma di Barcellona, questa azione di ambient marketing attira lo sguardo dei passanti proprio su quei punti da cui di solito lo si distoglie, i rifugi allestiti dai senzatetto. Lo fa attraverso dei semplici disegni a terra che simulano le planimetrie di un architetto, con sottile e amara ironia.
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La campagna di ambient marketing della Arrels Fundacio

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L’agenzia pubblicitaria Cossette di Vancouver, per pubblicizzare l’iniziativa di alcuni locali Mc Donald’s che offrivano un caffè gratis ai propri avventori, ha realizzato un allestimento alla fermata di un autobus, utilizzando lo spazio per le affissioni interno a uno dei ripari in plexiglass.
Una macchina per il vapore è stata inserita dentro la cornice che solitamente contiene i normali poster pubblicitari, in modo che chiunque si accostasse alla fermata venisse attratto, in queste giornate così fredde, da uno sbuffo di vapore proveniente da una tazza di caffè. L’immediata reazione di tutti? Cercare con lo sguardo la M gialla più vicina…
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Che siate interessati oppure no, i vampiri di nuova generazione hanno ormai invaso il mondo della comunicazione: saghe letterarie di vampiri romantici, serie cinematografiche e telefilm sanguinari sono, che lo vogliate o no, la tendenza del momento, soprattutto per milioni di adolescenti in tutto il mondo.
A Sydney, per promuovere la pubblicazione della Saga di Twilight, l’agenzia US ha progettato una campagna che ha richiesto uno sforzo grafico davvero minimo: solo due piccoli adesivi rossi, due puntini come quelli lasciati dal morso di un vampiro, sono stati applicati sul collo di modelle, attori, sportivi, il cui volto compare sui vari cartelloni pubblicitari.
Indipendentemente dai prodotti pubblicizzati, i testimonial sono stati morsi, come se un vampiro passando da uno spazio pubblicitario all’altro, li avesse contagiati tutti. A ben guardare però, sui minuscoli stickers si legge “The Twilight Saga” e “Get Bitten”.
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Un gesto semplice, come aprire una bustina di ketchup in un fast-food, strappandone un angolo. Ma sulla bustina sono raffigurate le gambe di un ragazzo, o il suo volto. Strappando la bustina salta via una gamba, una tempia. Cola liquido rosso. Sembra vero. Al cinema non ci dicono sempre: non è sangue, è solo ketchup?
È la campagna contro le mine antiuomo dell’Organizzazione Non Governativa neozelandese Calm realizzata da Publicis Mojo: la pubblicità sociale si insinua nei gesti quotidiani, in quegli automatismi che abbassano le difese della nostra attenzione selettiva. È solo ketchup, ma questa volta, almeno, fa riflettere.
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Una campagna contro le mine antiuomo sulle bustine di ketchup

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Il traffico di esseri umani, che sia tratta di schiave per il mercato della prostituzione o di bambini per la vendita degli organi, è qualcosa di talmente terribile, che ci fa sentire talmente impotenti, che a volte preferiamo semplicemente distogliere lo sguardo.
Lo IOM, l’International Organization for Migration, ha commissionato a McCann Kenya questa efficace campagna di ambient marketing che punta a cogliere di sorpresa lo sguardo del passante con un gioco di tromp l’oeil. Un finto bagagliaio si apre infatti sulla fiancata di un bus a rivelare una clandestina che fa capolino.
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La pubblicità sociale cerca sempre nuovi modi per superare le nostre diffidenze nei confronti di argomenti scomodi, cogliendoci di sorpresa, nei momenti o nei luoghi in cui siamo distratti, sovrappensiero, guidati da qualche automatismo nei gesti quotidiani.
In questo caso l’agenzia tedesca Serviceplan per la campagna SOS Kinderdörfer contro l’abbandono infantile, ha installato su dei tappeti mobili silhouette di bambini che guardano all’insù verso gli adulti e gli tendono speranzosi le mani, in un gioco prospettico che inganna la vista.
Il trompe l’oeil è accompagnato da un effetto sonoro interattivo: ogni volta che il passante appoggia la mano sul corrimano, una voce ripete la frase “taking a child by the hand”. Prendere un bambino per la mano è proprio quel che si propone di fare l’organizzazione internazionale.
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The crown jewel from Challenge Your World on Vimeo.
WeAreGreen.tv è una web tv nata con lo scopo di sostenere e promuovere attività ecologiche e iniziative biocompatibili. È stata fondata dal regista d’animazione Babe Elliott Baker e dalla fotografa e designer Kiesha Jean, che per il suo lancio hanno prodotto questo spot.
Si intitola The Crown Jewel ed è una sorta di finta pubblicità per un’ideale fabbrica di cibo organico, una macchina utopica e perfetta che funziona in totale armonia con l’ambiente circostante perché “il cibo è la chiave per la nostra sopravvivenza”.
Il corto, diretto da Babe Elliott Baker e Greg Herman a partire dai disegni di Lauren Indovina, ha partecipato al concorso di cui vi avevamo già parlato, Challenge Your World, in cui veniva chiesto agli artisti di condividere le loro, macchine speciali, le loro folli idee per salvare il mondo.
Continua a leggere: The Crown Jewel, il finto spot di un'utopica fabbrica di cibi organici
Ode alla tipografia. Questa giovane studentessa australiana è diventata un piccolo caso nella rete, con questo video che la ritrae mentre ricopre il suo corpo con la frase “Write here, right Now” con un pennarellone nero e cammina per le vie della sua città come un messaggio ambulante.
Il video nasce come parte di un progetto universitario sull’individuazione di spazi urbani, su cui la comunità possa esprimere i propri messaggi attraverso i graffiti. Se inizialmente la campagna doveva essere solo a mezzo stampa, Gemma O’Brien ha pensato di andare un po’ oltre e, ispirata dal performer e body-artist Stefan Sagmeister, di usare il suo corpo per una vera e propria campagna virale.
Via | Lettercult.com
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Il Cannes Lions Festival, la kermesse che celebra i migliori progetti nel campo dell’advertising, ha premiato con il Grand Prix Lion la campagna giapponese Kit Kat Mail ideata dall’agenzia JWT Japan per dare evidenza alle barrette di cioccolato Kit Kat ed evitare la concorrenza soffocante, portandole fuori dagli scaffali dei supermercati.
Partendo dalla constatazione che Kit Kat in giapponese vuol dire all’incirca “sei vincente”, e sfruttando la consuetudine delle famiglie giapponesi a mandare messaggi di auguri ai ragazzi nelle scuole all’inizio dei corsi o in vista degli esami, è stata pianificata un’operazione dalla portata davvero inusuale che ha coinvolto il servizio postale pubblico e le istituzioni giapponesi.
Kit Kat infatti ha lanciato una speciale confezione delle barrette inviabile via posta, personalizzabile con un messaggio come una cartolina e in vendita in tutti gli uffici postali. Il servizio si è dimostrato un gran successo e i biglietti d’auguri cioccolatosi sono stati utilizzati non solo per i ragazzi nelle scuole ma in ogni altra occasione, inaugurando un mercato del tutto inesplorato.
Via | AdoboMagazine.com

Per pubblicizzare «The Pratice», una nuova serie poliziesca in onda sul canale televisivo Jimmy, emittente abituata a sperimentare nuovi linguaggi e a presentare al suo pubblico format innovativi, l’agenzia parigina Marcel ha organizzato una campagna di ambient marketing davvero curiosa.
Nelle toilette di alcune sale cinematografiche sono stati posizionati degli sticker sugli specchi che consentivano agli avventori di specchiarsi e al contempo lasciavano intravedere delle scene aldilà del vetro. Lo spettatore era così catapultato nel vivo dell’azione, come fosse nella sala interrogatori di un commissariato, dietro ad un specchio unidirezionale, di quelli che si vedono nei thriller e polizieschi.
Un bell’effetto di immersione completa e di interazione tra finzione e realtà. Sul sito dell’agenzia tra l’altro, è possibile guardare un breve video che racconta l’installazione degli stickers e la divertente reazione di alcuni spettatori nelle toilette.
Via | Trendsnow.net
Continua a leggere: L'esperienza di un interrogatorio in una campagna di ambient marketing.