
Ancora un lavoro di branding per una competizione sportiva, ’stavolta dallo studio creativo Arcade di Toronto, in occasione delle prossime Olimpiadi invernali che si svolgeranno nel 2010 in Canada. Dopo essersi fatti conoscere lo scorso anno, sempre in ambito sportivo, con una campagna impeccabile per promuovere una linea della Nike, hanno messo a frutto esperienza e creatività nel realizzare una serie di prodotti legati all’abbigliamento.
L’Arcade ha prodotto sciarpe, t-shirt, berretti e felpe, che riprendono colori e declinano il logo valorizzandolo, in modo perfettamente rispondente allo spirito della manifestazione. In più ha curato l’allestimento dello shop e un elegante catalogo che illustra i prodotti dedicati.
Pochissimi elementi e nessuna concessione a certi nuovi trend esagerati che il disegno grafico impone. Il risultato rafforza e al tempo stesso rinnova l’immagine di una competizione antichissima. Di seguito, una gallery dei prodotti.
Arcade Studio per le Olimpiadi invernali di Vancouver 2010







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Campi di panni stesi infiniti. Questo potrebbe essere il sottotitolo dell’installazione del Ball Nogues Studio, realizzata in occasione della Shenzhen Biennale di Hong Kong.
Trenta volontari della mostra insieme agli organizzatori, hanno appeso ben 10000 capi di abbigliamento di American Apparel, creando una lunghissima successione di colori e forme. T-shirt e biancheria intima che verranno poi smantellati e regalati ai visitatori, sottolineando l’immaterialità dell’operazione e l’idea di una ridistribuzione senza sprechi degli elementi utilizzati.
Il colpo d’occhio è impressionante, così come l’evidente pazienza richiesta da un simile allestimento. Il consumismo e alcune delle sue icone, contemporaneamente sovrastano l’osservatore e vengono ‘distrutti’ proprio nel momento dell’esperienza artistica che li mette in mostra. Di seguito, una gallery dell’installazione.
Foto | via (courtesy of)
Built To Wear Ball - Nogues Studio e American Apparel





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A quanto pare, il mondo giapponese dei punti vendita è alla ricerca di nuove formule commerciali in grado di avvicinare a sé un consumatore dagli orientamenti dinamici e dal portafoglio ristretto. E c’è chi, è il caso di Issey Miyake, per seguire il trend spariglia le proprie collezioni per dare vita ad un nuovo marchio, “24 Issey Miyake“, caratterizzato da pezzi basic, un costo contenuto e venti nuovi colori studiati per dare carattere ai capi.
Lo studio Nendo è stato incaricato di progettare il layout per l’allestimento del punto vendita, per il quale ha studiato alcuni espositori realizzati ad hoc ed ispirati allla fisionomia dei minimarket giapponesi, a quanto pare molto diffusi soprattutto nella vendita a tutte le ore di cibo confezionato. Tavolini bassi, espositori e stand, realizzati in semplice tondino di ferro dipinto di bianco, valorizzano per contrasto il colore delle confezioni e permettono di adattarsi alle planimetrie che caratterizzano ogni singolo corner 24, spesso ubicato all’interno di un più vasto centro commerciale. Il risultato? Una volumetria semplice ma d’effetto, a cui non sarebbe male ricorrere anche nel campo dell’arredamento domestico.
Via | Daily Tonic
Lo showroom Issey Miyake con i mobili di Nendo



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Passato, presente e futuro di Richard Ginori nell’allestimento firmato da Paola Navone presso l’ex Ansaldo in via Tortona, in collaborazione con Pitti Immagine. Una coreografia monumentale per l’ampiezza dello spazio, una sorta di cattedrale industriale trasformata per l’occasione in una monografia sulle attività della casa di porcellane fiorentina fondata nel 1735. In mostra, un mix di pezzi storici e ultimi arrivati, arrangiati con installazioni ad arte. Tra divani e tavolini, la location più frequentata di tutta Zona Tortona 2009, l’indirizzo dove fare buca e concedersi una pausa di relax.
Continua a leggere: A Tortona, il tempio di Richard Ginori firmato Paola Navone
Dopo la collaborazione con Marti Guixé, Camper guarda a oriente e sceglie il designer giapponese Nendo per allestire il proprio spazio presso il Bread&Butter di Barcellona, la fiera leader per le tendenze dello street e dell’urbanware.
Il concept, “Imaginary Walks”, ci ricorda che ogni paio di scarpe è una storia a sé, incarnando i percorsi individuali, fisici e metaforici, di ciascun possessore. Proprio per rievocare l’immaginario e la creatività insiti in ogni vissuto personale, Nendo ha scelto di creare una pedana fatte esclusivamente di libri, simbolo di una narrazione che si trasforma in una “library of footware stories”.
Uno spunto ben articolato, che si traduce in un allestimento di grande semplicità, basso costo e buon impatto visivo (ma anche emozionale?).
Via | Dezeen

Semplice quanto d’impatto la scenografia curata da Hung-Ming Chen per Hommin in occasione della Design Week di Stoccolma, la fiera del design svedese e scandinavo che chiuderà i battenti domani. Grazie ad un espediente ispirato alla composizione di un filo di perle, i vestiti in gruccia rimangono appesi in qualsiasi punto li si collochi, al di là del loro peso e della vicinanza dalle estremità.
La lampada Starlight, che completa l’allestimento, è composta invece da layer diversi che riflettono la luce l’uno sull’altro, garantendo una diffusione morbida.
Via | Dezeen
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Anche i più insensibili al fascino del giardinaggio potrebbero non resistere alla curiosità di una visita al Garden Museum di Londra, ospitato all’interno della vecchia chiesa evangelica di St.Mary at Lambeth, ora sconsacrata.
La riprogettazione del luogo di culto è stato affidata al team dei Dow Jones Architects, i quali hanno moltiplicato le potenzialità espositive degli spazi grazie all’inserimento di una struttura in legno che, prendendo corpo in una sorta di mezzanino, guida i visitatori lungo il percorso mostra e fino al caffè e allo shop.
Un luogo, mutatis mutandis, dal fascino comparabile? La chiesa di Donnaregina accanto al Madre di Napoli, usata anch’essa come spazio espositivo. Una bellissima sintesi contemporanea tra la forza contrastante di affreschi gotici e cemento del pavimento.
Via | Coolboom
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B institut è un salone di bellezza biologico di Vannes, in Francia, con un design particolare curato dallo studio parigino Trust in Design. L’idea di base è stata la creazione di uno spazio confortevole e accogliente, che rispecchiasse lo spirito e l’identity del marchio. Ogni elemento scelto, dalle sedie (Stool_One e Chair_One_4Star di Magis) all’illuminazione, ricorda elemento organici o strutture molecolari, come un mondo letto al microscopio.
Il colore dominante è il verde, proprio a sottolineare lo slancio bio di B institut: resina verde prato sul pavimento e stickers sulle pareti, verdi anch’essi come un rampicante digitale che si insinua di stanza in stanza. Il legno è l’altro elemento predominante, sulle pareti o sul soffitto della reception, dove campeggia un enorme lampadario-ramo.
Continua a leggere: B.institut il salone di bellezza progettato da Trust in Design
Una sorta di mappa del territorio, che si dispiega dal pavimento alle mensole sulle pareti, caratterizza l’interior design della nuova libreria Vagabond di Stoccolma.
L’idea di portare il mondo esterno in questo negozio specializzato in guide per viaggi, ha ispirato la progettazione degli svedesi di Smånsk, che basandosi sui concetti di prossimità, distanza e pluridimensionalità, hanno realizzato il design sghembo e suggestivo che guida questa sorta di territorio da esplorare.
L’allestimento si armonizza bene con la filosofia della libreria, espressa dalle parole di Sant’Agostino, che recitano sulla parete: “The world is a book, and those who do not travel read only a page.”
Via | Dezeen.com
Continua a leggere: L’Interior Design dello Store Vagabond di Smånsk
In occasione del Copenhagen Furniture Festival, fino al 23 dicembre l’azienda danese Gubi presenta presso il suo showroom di Copenaghen, una selezione delle ultime produzioni di design e la collezione di lampade Bestlite con un allestimento a dir poco creativo ed originale.
I designer, architetti ed artisti, Sarah Becker con PUF, Isabel Berglund con Mbler p snor, Ben Clement & Sebastian de la Cour con Mountain of Depression, Christian Kornum con Lyslevende e Stine Bidstrup con Sights and sites for an office landscape, presentano gli elementi d’arredo come parte di un’istallazione artistica che offre del design una visuale più ampia ed eclettica.
Via | Architonic.com