
Le foto di Valentina Vannicola
Alla natura ho assegnato un ruolo da protagonista nei miei lavori; è indispensabile per garantire quell’aurea di sospensione che ho cercato di ricreare nelle immagini. Una natura invernale, cupa, piovosa, spesso deserta e infinita, che sviluppa un rapporto empatico con i personaggi che la popolano.
La mia terra di per se è già una perfetta scenografia, con le sue colline brulle, la desolata nebbia mattutina, i lividi corsi d’acqua. Questi luoghi sono fissati indelebilmente nella mia memoria, sono le mie radici e ogni volta che affronto un progetto mi scorrono davanti come messe in visione da un vecchio proiettore di diapositive.
Valentina Vannicola, fotografa, scenografa, costumista, quel che davvero fa è rendere reali le sue fantasie, i suoi sogni, che poi spesso coincidono con le fiabe, ma riviste e corrette attraverso la sua particolare visione, per questo il paesaggio è così importante, per lei proveniente dalla Maremma laziale vicino Tolfa. E la stessa importanza ce l’hanno i personaggi che popolano le sue foto, anch’essi così intimi e originari delle sue terre.
Continua a leggere: Valentina Vannicola ci porta con le foto nel suo onirico mondo di fiabe

Quanti pezzi di design quest’anno sono stati ispirati da Alice nel Paese delle Meraviglie, riportata alla ribalta in versione blockbuster da Tim Burton? Un numero impressionante, a cui non fa eccezione questo cabinet/scrittoio del berlinese Studio Ziben.
Si chiama infatti Alice in Wonderland questo mobiletto che ha l’aria d’essere stato assemblato a caso, asimmetrico nell’appoggio su due ruote in legno di rovere da un lato e su due gambe tornite e laccate in bianco dall’altro. La parte superiore, squadrata e dalle linee più moderne sottolinea ancora di più il contrasto. In vendita (ad un prezzo piuttosto esoso) su Art Syndacate.
Via | Design-milk.com

Domani 3 marzo 2010 è il giorno dell’uscita ufficiale di Alice In Wonderland, il nuovo, ambizioso film di Tim Burton ispirato al romanzo di Lewis Carroll (che non segue però affatto alla lettera). Burton non è il primo ad aver tentato la sfida con il mondo surreale e metaforico di Alice. Il più illustre predecessore fu proprio Disney, lo stesso che dà il nome alla società che produce la pellicola di Burton.
Quella di Disney fu un’impresa titanica per l’epoca tanto che, nonostante fosse stata messa in cantiere già tra gli anni ‘30 e ‘40, vide la luce solo nel ‘51 dopo la guerra. All’inizio ‘zio Walt‘ aveva deciso di realizzare un film che fosse un misto di animazione e attori reali, proprio come invece sarà la versione di Tim Burton. Poi Disney stabilì che sarebbe costato troppo anche in termini di sforzi produttivi. L’impatto sull’immaginario collettivo, avvenne anni dopo: la pellicola infatti fu un fiasco al botteghino e stroncata dai critici. Quando andò in onda in televisione, 23 anni dopo, ottenne il successo sperato.
Vintage Disney Alice in Wonderland è un blog che raccoglie una quantità impressionante di materiale legato al capolavoro animato. Storyboard e gadget, poster, disegni e memorabilia legati al mondo di Alice e alla sua diffusione, tanto da essere ormai identificata con l’eroina Disney prima ancora che con quella letteraria.
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Tra i tanti servizi da tè che ci vengono presentati, molti sono quelli che sperimentano con la materia e con la sua consistenza: porcellane che sembrano sul punto di prendere vita, diventare corpi vivi e pulsanti, morbidi al tatto, con un voluto gioco di tromp l’oeil.
Tazzine sul punto di sciogliersi, come se la dura ceramica diventasse d’un tratto glassa cedevole, teiere a cui spuntano zampine che le trasformano in esseri ibridi, divertenti oppure inquietanti a seconda dei punti di vista. Il servizio Ambula dello studio di Taiwan Finding Cheska non sfugge a questa classificazione.
Rigorosamente in porcellana bianca, il set si compone di cinque elementi, due tazze, una teiera/caffettiera, una lattiera e una zuccheriera che sembra siano state fermate e congelate mentre loro stesse stavano partecipando a un party.
Via | Design-milk.com
Se la lunga attesa per Alice nel Paese delle Meraviglie in versione Tim Burton vi ha contagiati, sarete magari alla ricerca di oggetti, disegni, accessori che possano ricreare quelle ambientazioni, portare nel vostro mondo un po’ della magia del racconto di Carroll.
Allora forse vi piacerà Spiderweb, lo sticker da parete disegnato dalla californiana Saelee Oh per il marchio Blik: radici antropomorfe, piante altissime con foglie aggrovigliate, pipistrelli, un’enorme tela di ragno e una ragazza con gli stivali che si arrampica. Qui ci sono anche delle immagini scattate durante la realizzazione: l’immagine è stata ottenuta non da un disegno ma tramite cut-out.
Stickers: Spiderweb, un’immagine gotica di Saelee Oh per Blik

Nell’attesa spasmodica che questo inizio di anno porti finalmente nelle sale Alice nel Paese delle Meraviglie nella versione di Tim Burton, possiamo distrarci con una serie di oggetti che sembrano catapultati qui dal mondo fantasmagorico e vittoriano di Lewis Carroll.
Come per esempio questo buffo servizio da tè, che è il risultato di un esperimento dello studio anglo-olandese Designerette: cosa succede ad ingrandire in scala il servizio da tè contenuto nel corredo di ogni casa di bambole che si rispetti?
Si ottengono strane proporzioni, dei manici che sembrano davvero provenire da un cartoon e la sensazione che al posto della ceramica sia stata utilizzata della plastilina. Non sembra anche a voi che non aspetti altro che l’arrivo del Cappellaio Matto???
Via | Style-files.com

L’atto creativo è un’esperienza profondamente soddisfacente. Partire da un’idea astratta, dargli forma, definirne le proporzioni, tracciarne le linee, integrare la funzionalità e rendere reale una scintilla di immaginazione dotandola di una presenza fisica è un processo che mi da grande gioia.
Sono parole di Vincent Leman, designer che realizza “Dust Furniture”: spettacolari pezzi unici, mobili frutto non solo di una grande abilità nel ‘chiedere’ alle forme di adattarsi alle sue idee, ma caratterizzati anche da uno stile che riassume moltissime influenze.
Immaginate di entrare in un ambiente in cui le fantasie liquide di Dalì si uniscono al -l’accostamento non è casuale- mondo della versione di “Alice nel paese delle meraviglie” disegnata da Disney. Arredamento sghembo e sinuoso, colori ‘pop’ e forme particolari che ne generano altrettante in incastri improbabili.
Armadi e cassettiere che sembrano potersi animare da un momento all’altro, elementi di arredo che riescono ad essere contemporaneamente eleganti e spiazzanti. Forse difficili da integrare negli interni tradizionali, ma -visti i risultati- chi avrebbe mai il coraggio di chiedere a Leman di lavorare diversamente?
È sempre più alto il numero di designer che si cimentano con la porcellana, rivisitando le forme classiche del vasellame, scegliendo di eliminare il colore, optando per il bianco più neutrale e concentrandosi sullo stravolgimento delle linee.
È il caso della designer olandese Aniek Meeldijk che presenta un servizio da tè degno di Alice nel Paese delle Meraviglie, in cui ogni elemento sembra sul punto di sciogliersi, in un equilibrio destinato a rimanere precario nella sua fissità.
Ma è anche il caso della sudafricana Wendy McLachlan che, per continuare la citazione di Alice, riempe di Bianconigli le sue creazioni da tavola, candelabri, alzatine, vasi da fiore, imitando la sofficità dei roditori e utilizzandoli come elementi funzionali al posto di steli o supporti.
Porcellana bianca a tavola: materiali classici per forme nuove.

Bakers Precious Biscuits from Shy the Sun on Vimeo.
Bambini e piccoli abitanti del bosco, casine nelle teiere e topetti golosi, biscotti e un chiaro omaggio a Lewis Carrol e ai personaggi di Alice nel Paese delle Meraviglie. Tutto questo in uno spot favolistico che crea un’immagine trasognata e in qualche modo vittoriana attorno ai biscotti Bakers, marca piuttosto diffusa in Sudafrica.
È proprio questo infatti il mercato per cui questo promo è stato commissionato dall’agenzia Ogilvy di Johannesburg allo studio Shy the Sun che lo ha disegnato e diretto, in collaborazione con la Blackginger, che si è occupata dei visual effects e del 3D e con il regista Bruce Paynter della Cab Films che ha diretto la parte in live action. Ancora più interessante è questo imperdibile making of.
Che succede se Alice arriva da McDonald? Cose folli se all’allestimento del locale ci pensa il team creativo di UXUS Design. Negli ultimi tempi l’impero del fast food ha introdotto cibi sani e biologici per stuzzicare un pubblico più adulto e ha dedicato un’attenzione crescente al pubblico di affezionati sempre più giovane.
Così tra i progetti ludici lanciati dalla catena, ad Amsterdam è arrivato il primo McVillage, arredato graficamente dai designer di UXUS come il Paese delle Meraviglie di Alice. Potrei dilungarmi in racconti suggestivi delle ambientazioni che ingaggiano un gioco di prospettive diverse per il consumatore, ma credo che niente eguagli l’effetto che fa guardarle con i propri occhi, quindi buona visione. Comunque riguardo al progetto, qui trovate un’interessante intervista rilasciata da Oliver Michell di UXUS.