Scultrice, designer industriale e talentuosa ideatrice di spazi abitativi e giardini, la francese Cecile Planchais ha realizzato questa sedia in metallo dall’aspetto minimale che sfrutta le nuove tecnologie per assicurare una pausa ancora più confortevole a chiunque la utilizzi.
“Icila chair” è disponibile in bianco, grigio, nero e arancione ed è stata creata per essere riprodotta col minimo intervento meccanico. Tagliata e piegata da un singolo foglio di acciaio, non presenta quindi in fase di lavorazione nessun materiale di spreco. Con le recenti tecniche ecologiche, inoltre, le verniciature sono prodotte con una base vegetale che garantisce durata e un esiguo impatto ambientale.
La caratteristica principale di “Icilia” è però la presenza di un Qr code sulla seduta che, letto da un telefono cellulare abilitato, consente di riprodurre audio e testi. Non solo comfort: l’idea può essere sfruttata anche per fornire informazioni o incrementare l’esperienza interattiva di una mostra. Dopo il salto, una gallery della Icila.
Continua a leggere: "Icila Chair": la sedia che suona di Cecile Planchais

Ricordate l’orgoglio con cui da piccoli siete riusciti a rispondere per la prima volta alla domanda: “Che ore sono?”. Un rapido sguardo fiero al polso, qualche secondo per la lettura e poi, sicuri a snocciolare numeri e minuti. Con le lancette la questione era complicata: le cifre al quarzo invece furono una benedizione per tutti quelli che faticavano con i calcoli.
Niente in confronto a questo “Maze Of Time” del designer Andy Kurovets: un rompicapo cromatico come non se ne vedevano da tempo. Oltre l’apparente linearità del meccanismo (un colore per ogni dato: ore e minuti, decine e unità), si nasconde -è il caso di dirlo- il delirio organizzato. I numeri, infatti, compaiono contemporaneamente sul display. Bello l’effetto finale, un po’ meno decifrarlo.
All’opposto, la filosofia che caratterizza lo “Zero Watch” del designer e illustratore Robert Dabi. Via numeri, lancette, bottoni, elementi superflui. Due ‘dischi’ per segnare il tempo e una struttura di gomma e acciaio. Vari colori disponibili, design minimale: il grado zero -appunto- dell’orologio. Dopo il salto, un video di presentazione del render.
Continua a leggere: Zero Watch e Maze Of Time: due orologi agli antipodi

Una teiera (anche se non si direbbe affatto) minimale e semplicissima. Acciaio silicone e vetro silicato (l’immancabile Pyrex). Linee curve e, soprattutto, il contenitore trasparente che permette di vedere la fase di infusione del tè o della tisana.
“Sorapot” è l’ennesima, elegante idea di Joey Roth, designer di San Francisco (classe 1984) che realizza prodotti con il dichiarato scopo di esaltare la bellezza dei rituali quotidiani e le esperienze più effimere, valorizzando entrambi con funzionalità e materiali che si adattano all’utilizzo.
Delle due caratteristiche principali che fanno di “Sorapot” un oggetto ulteriormente desiderabile, la prima è legata proprio all’uso, visto che con il tempo, la superficie non smaltata, assume una colorazione diversa secondo la frequenza con cui viene sfruttata la teiera e le tipologie di infusi preparati. L’altra caratteristica è il posizionamento delle istruzioni. All’interno della scatola di cartone del packaging infatti, c’è il solo prodotto con un rotolo illustrato per spiegare esattamente il funzionamento della “Sorapot”. Nel caso voleste capirlo già da ora, trovate il video tutorial dopo il salto.
Continua a leggere: Sorapot: la teiera trasparente di Joey Roth

E’ un abitacolo, appunto, costituito da un telaio in acciaio elettrosaldato, corredato da un letto e accessori vari in materiali diversi. E’ un posto dei giochi, del sonno, di studio e di svago, un ‘hortus conclusus’ infantile, trasformabile a piacere […] E poiché è una struttura, è pure facilmente smontabile, pronta ad assumere una nuova veste, correndo dietro alla fantasia…
E’ una struttura ridotta all’essenziale, uno spazio delimitato e allo stesso tempo aperto… E’ un modulo abitativo, un habitat, contiene tutti gli oggetti personali… Uno spazio nascosto in cui la presenza del bambino rende superflui i mobili, su cui la polvere non sa dove posarsi. E’ il minimo ma da il massimo. Numerato ma illimitato. L’habitat diventa l’ambiente adattabile alla personalità dell’abitante. Pesa 51 chili e può portare anche venti persone.
Bruno Munari presentava così il suo “Abitacolo” nel lontano 1971. Realizzato con l’idea di disegnare un nuovo spazio per i ragazzi, prodotto da Robots, raggiunse l’intento di permettere ai più giovani di lasciare tutto in uno stato di ‘ordinato disordine’ per sentirsi protetti dai giochi, dai libri, dagli oggetti familiari durante il sonno.

Marslanding è una delle ultime novità nate in casa Insilvis: si tratta di un appendiabiti a composizione variabile disegnato da Massimiliano Pavon.
Tra le peculiarità dell’oggetto c’è la possibilità di scegliere il numero degli steli, eventualmente con altezze diverse, per una perfetta adesione alle esigenze degli utilizzatori.
Il design, essenziale e contemporaneo, esalta le qualità dei materiali associati alle diverse parti: i bagliori crudi dell’acciaio inossidabile per la corona che costituisce la base, le seriche declinazioni luminose degli steli in fibra di carbonio, la morbidezza cromatica dell’alluminio per i terminali.

Considerando che il gioco degli scacchi è uno dei più vecchi e dei più apprezzati in assoluto, e che la sua popolarità non accenna a diminuire tra le persone adulte, ma al contempo si fa sempre più strada tra i giovani, sempre più designer dedicano la loro attenzione alla riformulazione di scacchiere e scacchi per dare un tocco di originalità ad un oggetto pare essere sempre lo stesso.
L’ultimo designer a lanciarsi in questa avventura è David Austin, il quale ha pensato di rifinire il tutto con maglie metalliche in modo da reinventare il profilo di ogni singolo pezzo, senza però stravolgerne la ben nota forma. Per la realizzazione della scacchiera e dei pezzi ad essa associati sono state utilizzate maglie d’acciaio e di bronzo che vanno a definire i due diversi colori che sempre si alternano nel gioco degli scacchi.
Via | Thedesignblog.org

Ispirandosi alle strutture cellulari rinvenibili in natura, Daniel Battaglia ha realizzato l’element bench, una seduta modulare che può essere composta in modo da ottenere la forma che si desidera. Realizzata in legno e acciaio inossidabile resistenti all’acqua la seduta diventa un elemento perfetto per l’arredamento di ambienti esterni, magari per bar, ristoranti e ambienti pubblici in genere.
Il sistema di base comprende due sedute tenute insieme da un piano d’appoggio tondo che funge da linker, ma è possibile aggiungere componenti aggiuntivi in modo da creare una dinamica struttura molecolare. Di assoluta comodità è la possibilità di staccare semplicemente gli elementi in caso di necessità.
Via | Design-milk.com
Bence Fördős è un designer ungherese che ha iniziato a creare gioielli nel 2004. I materiali che utilizza come base sono l’oro, l’argento, l’acciaio e il titanio, i quali si combinano ogni volta tra loro oppure con altri materiali e pietre di vario genere.
Le sue creazioni sono molto belle, dove geometrie rigorose modellano ogni gioiello. Nella sua gallery su Etsy possiamo scegliere tra numerosi anelli e alcuni bracciali, qui di seguito inseriamo nella nostra galleria alcuni suoi anelli.
I prezzi di questi gioielli vanno da un minimo di $ 45,00 a un massimo di $ 750,00. Possiamo vedere le sue creazioni anche sul suo sito personale oppure sul suo spazio su Flickr.
Via | ooh shiny

Portare una mappa al polso può essere un modo per ricordare un posto lontano o per non perdere mai la via di casa. Per chi tiene a Manhattan la culla dei propri sogni o solamente la seconda casa, questo gioiello potrà servire a dichiarare al mondo il proprio amore per la Grande Mela.
Creato dalla designer Tiffany Burnette, NYC Metro Cuff è un bracciale rigido, d’acciaio, con incisa la mappa della subway più immortalata al mondo. Linee, stazioni, strade di grande scorrimento, sono riportate fedelmente: un monile urbano, per chi nel cuore è ancora un guerriero della notte.
Via | Coroflot.com
Amy Tamblyn è una designer di gioielli australiana, la quale ha un suo studio personale nella città di Surry Hills. Le sue creazioni sono tutte uniche nel suo genere, anche perché ogni gioiello è un pezzo unico, e quindi una piccola opera d’arte molto pregiata.
Pregiati sono anche i materiali che utilizza, che spesso mescola con altri più semplici e poveri. Abbiamo infatti l’uso di oro, argento, acciaio, carta, fino a interventi più “estremi” con acetati e inchiostro.
Le sue creazioni vedono la realizzazione di oggetti come collane, bracciali, orecchini, anelli, fermacapelli, fino a piccoli oggetti-soprammobile. Se volete avere maggiori informazioni sui costi e le modalità di acquisto delle sue creazioni, consiglio di contattare direttamente la designer.
Via | the carrotbox