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Let's Stick Together: il paradiso del Dottor House

pubblicato da intweetion in: Mostre Accessori Designer Abbigliamento Modernariato

Let'sStickTogether

Il personaggio del Dottor Gregory House sarebbe stato un testimonial perfetto per questa folle ma affascinante mostra presentata in questi giorni a Bruxelles dal titolo “Let’s stick together” (intraducibile gioco di parole in cui la frase significa “Restiamo uniti”, ma ’stick’ è anche il bastone). L’intento è di restituire al bastone da passeggio il suo antico immaginario di status symbol, tradito nel tempo da il suo utilizzo più essenziale.

Come invece il celeberrimo dottore della serie televisiva, i designer di Het Labo insieme a quelli di Design Vlaaderen, vogliono proporre l’eleganza e la distinzione connaturate all’oggetto. Hanno invitato così 80 tra artisti e designer da tutto il mondo, per realizzare più di cento diverse versioni del bastone: da quelle tradizionali a quelle funzionali fino a quelle più concettuali.

Il risultato è un’esposizione affascinante e divertente. Quasi dadaista, nel suo stravolgere le convenzioni estetiche e d’uso. Il Dottor House probabilmente già si aggira per i corridoi della mostra. Dopo il salto, una gallery (via) con i modelli più particolari.

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Decorazioni per cavi da Pa-Design

pubblicato da olivia in: Accessori


Cavi e fili in casa sono ormai una costante: dispositivi elettronici, lampade, telefoni, tutto ciò che è tecnologia ha bisogno di collegamenti “fisici” e il wi-fi ha risolto questo problema solo in parte.

Le soluzioni per rendere “esteticamente piacevoli” tali cavi non sono molte: o li si nasconde, oppure ci si rinuncia, perchè oltre a creare disordine, non hanno nulla di attraente.

Un’altra idea però viene da Pa-Design, che propone di trasformare i suddetti fili in tanti rami d’albero, a cui attaccare uccellini e foglie, da produrre anche da sè.

Via | Freshome

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Adidas ZX Collection: i videogiochi nelle scarpe

pubblicato da intweetion in: Accessori Sport Designer Comunicazione Abbigliamento Motion graphics Video Edizione limitata Modernariato Graphic Design

AdidasZX

Se da un lato il marchio delle tre strisce guarda al futuro con la collaborazione con Porsche Design per la prossima estate 2010, dall’altro Adidas non ha mai smentito il suo talento nel reinterpretare il meglio del design e dell’immaginario del passato. Archiviato il capitolo “Star Wars”, parliamo ora della linea ZX, dichiaratamente ispirata al mondo dei videogiochi anni ‘80.

La sigla è presa in prestito da uno degli home computer più famosi di quel decennio: il Sinclair ZX (appunto) Spectrum. Lo stesso vale per i colori (nero e grigio: case e tasti) e per gli elementi colorati. Poche tinte, molto elettriche, come fossero emesse da un tv-color con il tubo catodico.

L’idea che fa la differenza è nella confezione delle “ZX 500 running shoes”. Una chiavetta USB in cui trovate “ZX Runner”: un platform game da completare in cinque minuti, in cui dovete fare in modo che il protagonista, DJ Zed, si precipiti per la città per arrivare in tempo per il suo DJ set. Dopo il salto, il video trailer del gioco.

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Torna l' "Abitacolo" di Munari

pubblicato da intweetion in: Accessori Designer Made in Italy Complementi d'arredo Edizione limitata Arredamento Modernariato

BrunoMunari

E’ un abitacolo, appunto, costituito da un telaio in acciaio elettrosaldato, corredato da un letto e accessori vari in materiali diversi. E’ un posto dei giochi, del sonno, di studio e di svago, un ‘hortus conclusus’ infantile, trasformabile a piacere […] E poiché è una struttura, è pure facilmente smontabile, pronta ad assumere una nuova veste, correndo dietro alla fantasia…

E’ una struttura ridotta all’essenziale, uno spazio delimitato e allo stesso tempo aperto… E’ un modulo abitativo, un habitat, contiene tutti gli oggetti personali… Uno spazio nascosto in cui la presenza del bambino rende superflui i mobili, su cui la polvere non sa dove posarsi. E’ il minimo ma da il massimo. Numerato ma illimitato. L’habitat diventa l’ambiente adattabile alla personalità dell’abitante. Pesa 51 chili e può portare anche venti persone.

Bruno Munari presentava così il suo “Abitacolo” nel lontano 1971. Realizzato con l’idea di disegnare un nuovo spazio per i ragazzi, prodotto da Robots, raggiunse l’intento di permettere ai più giovani di lasciare tutto in uno stato di ‘ordinato disordine’ per sentirsi protetti dai giochi, dai libri, dagli oggetti familiari durante il sonno.

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Designerblog intervista Serena Bosone

pubblicato da marta-cosca in: Accessori Young designer



Scenografa e designer, la giovane Serena ha creato la linea di gioielli e accessori in plexiglass, Binglabà.
Le sue splendide creazioni saranno esposte in questi giorni a Vicenza in occasione di Young Designer Home. Ma scopriamo un po’ meglio chi è Serena:

1) Parlaci di te: percorso di studio e lavoro, obiettivi futuri.

Serena Bosone: tra il 1998 e il 2003 mi sono divisa tra gli studi di scenografia presso L’accademia delle Belle Arti di Brera e quelli di design industriale alla Nuova Accademia di Bele Arti-N.A.B.A.
Come scenografa ho lavorato alla realizzazione di numerosi videoclip ed eventi, collaborando con importanti case di produzione come Filmaster, Mercurio, K Eventse e marchi come Meschino, Guru, Campari.
Le conoscenze acquisite nel campo del design e della moda vengono concretizzate professionalmente con la creazione della linea di gioielli e accessori in plexiglass, Binglabà. La produzione, caratterizzata dall’alta qualità del lavoro artigianale e da approfonditi studi ergonomici varrà la successiva creazione di accesori in esclusiva per Madina e per Rifat Ozbek, stilista del marchio Pollini.
La produzione recente, oltre ad essere presentata ed utilizzata in numerosi servizi di moda per riviste di settore come D di Repubblica, Elle, Vogue, Vanity Fair … è stata selezionata ed esposta nella mostra itinerante Gioiello contemporaneo italiano ed inserita nel relativo catalogo edito da SKIRA.
Forte di un ricco bagaglio di esperienze e spinta da costante passione sono ora concentrata nella ricerca di nuove istanze estetiche e sulla scoperta di nuovi materiali.

2) Quali sono i tuoi punti di riferimento nel mondo del design?

Serena Bosone: Grazie al mio lavoro da aiuto scenografa mi sono appassionata molto a grossi
marchi produttori di lampade, mobili come Artemide, Danese, Flos, Fontanaarte,Terzani, woka, Desalto, Moroso, Cappellini, Kartell e Designer del tessuto come Deaignerguilt, Sandberg, Marimekko…

3) Come nascono i tuoi progetti e da dove prendi l’ispirazione per dar vita alle tue creazioni?

Serena Bosone:
Porto dentro di me i colori vibranti e struggenti delle tele di Gaugin. Appassionata di storia dell’arte, ritrovo quei colori nei miei numerosi viaggi per trasferirli nelle mie creazioni. Se l’ispirazione arriva da civiltà lontane e incontaminate e dalla ricerca della bellezza dei grandi pittori e pensatori del passato, la materia prima proviene dal futuro. Nell’ultima collezione Binglabangles queste evocative sfumature esplodono sul plexiglass trasformando un materiale sintetico e freddo in poetiche suggestioni. Frida Khalo, le donne giraffa della Birmania, il caleidoscopio cromatico della foresta amazzonica, le piume degli indios, le foglie a ombrello. Ma anche i bauli colmi di stoffe fiorite che viaggiavano a bordo delle navi inglesi verso le indie occidentali. Tutto questo, più un pizzico di fantasia, è Binglabangles.

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La wall art nei pannelli a parete di Noto Fusai

pubblicato da Giulia in: Designer Complementi d'arredo Arredamento Graphic Design


Tra mobile attrezzato e artwork, questi due pannelli a parete creati dal duo giapponese Noto Fusai si distinguono per una sintesi molto bella tra estetica ed utilità.

Il primo è pensato per appendere piccoli oggetti come occhiali da sole e cellulare, mentre nel secondo è possibile inserire lettere e volantini, a mo’ di casella delle lettere domestica.

Perfetti per decorare una parete un po’ spoglia senza dimenticare anche la praticità, solo apparentemente sottovalutata, di avere sempre a portata di mano uno svuotatasche, oppure di non far sparire nel nulla le lettere o la bolletta di cui rimandiamo sempre il pagamento. Dopo il salto, un’altra immagine del prodotto.

Via | Spoon Tamago

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Ricaricare la batteria del cellulare con un dito

pubblicato da intweetion in: Tecnologia Hi-tech Accessori Designer Eco design

SwingYourEnergy

Noi bambini degli anni ‘80 eravamo costretti a gesti molto analogici nonostante fossimo vittima della prima, massiccia invasione del digitale da parte dei miniaturizzatori dagli occhi a mandorla. Portavamo gli stessi strepitosi orologi Casio che attualmente fanno tanto hype (li avessi conservati sarei ricco) e giocavamo con le console ad una risoluzione grafica che oggi non hanno neanche i display dei microonde.

Una delle rivoluzioni fu il Walkman. Che fosse un originale Sony o assemblato da improbabili fabbriche nel nulla nella periferia di Osaka, tutti eravamo costretti a sostituire frequentemente le batterie scariche. Per alleviare il dispendio energetico, riavvolgevamo le cassette usando il corpo esagonale delle penne Bic come perno.

Ho ripensato a quell’astuto espediente imbattendomi in questo prototipo di Song Teaho e Hyejin Lee. Infilate il dito, fate roteare per 130 volte e ricaricatevi la batteria del cellulare. Se riuscite ad assumere la giusta espressione nel farlo, probabilmente diventerà anche un accessorio sufficientemente dandy.

Foto | via

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Rambler Socket, la presa di corrente che si allunga e poi scompare

pubblicato da olivia in: Accessori


Rambler Socket parte da un concetto forse banale, ma utilissimo e non esplorato prima: se in casa molto spesso i dispositivi elettronici che necessitano di corrente sono forniti di fili che non arrivano alle prese elettriche, allora potrebbe essere il caso di far arrivare le prese elettriche ai dispositivi.

Ovviamente non si tratta di utilizzare delle semplici e comuni prolunghe, perchè Rambler Socket è una presa di corrente apparentemente normale, incassata nel muro, che però si stacca da esso e si allunga all’occorrenza, grazie a un cavo arrotolato nel muro, proprio come una prolunga, ritornando a “sparire” quando non serve più.

Rambler Socket è una creazione del designer Meysam Movahedi.

Via | Yanko Design

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Gli oggetti da tavola pop-up di Katinka Versendaal

pubblicato da intweetion in: Accessori Illuminazione Designer Eco design Complementi d'arredo Arredamento

KatinkaVersendaal

Nasce da un ironico controsenso, questa serie di oggetti in carta di Katinka Versendaal, giovane designer di origine belga, diplomata alla Design Academy di Eindhoven. Da un lato la natura stessa degli accessori che nascono per essere esibiti, dall’altro, la forma pop-up che li ‘nasconde’.

Ispirata da Escher, la Versendaal ha creato questa serie, in mostra durante la settimana del design olandese. Una lampada da tavolo, due candelabri e una cesta per la frutta che si ripiegano su se stessi all’occorrenza e possono essere agilmente spostati altrove per lasciare spazio sulle superfici.

Oltre alla maestria nel concepire e adattare le forme per la carta, Katinka Versendaal è stata comunque capace di creare degli oggetti suggestivi. Il materiale diffonde piacevolmente la luce e gli incastri restituiscono un fascino geometrico. Sul suo Flickr, altre immagini delle creazioni.

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Palindrome Too, l'orologio per jet laggers di Starck

pubblicato da Giulia in: Accessori Designer

starck-fossil

Look minimalista per l’ultima proposta di Philippe Starck per il marchio Fossil. Non nuovo, infatti, alle collaborazioni con l’azienda, Starck ha appena presentato Palindrome Too, orologio caratterizzato dalla presenza di due quadranti pensati per registrare due fusi orari diversi. Accessorio perfetto per i moderni jet laggers, ma attenzione a non confondersi leggendo l’ora sia da destra a sinistra che da sinistra a destra, come in ogni palindromo che si rispetti. Disponibile in due colori (cinturino nero e grigio) per un prezzo tra i 150 e i 190 €.

Via | Viacomit

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