“Un luogo più forte, più bello, più surreale e più potente della natura”: Philippe Starck ha riassunto così l’essenza dell’Hotel La Co(o)rniche, un antico casino di caccia appena rivisitato, sospeso in un’atmosfera particolarissima tra mare e pinete, a Pilat-plage, vicino a Bordeaux.
Un lusso familiare ed essenziale caratterizza la nuova veste dell’hotel, a cui Philippe Starck ha contribuito: la terrazza, il bar e il ristorante godono di un panorama mozzafiato e di un arredamento minimale ma nello stesso tempo caloroso. Lo stile neo-basco degli interni, fortemente voluto dal primissimo costruttore Louis Gaume, è stato mantenuto per non rischiare di perdere quell’aura magica che avvolge tutto l’edificio.
Legno scuro, affreschi, mobili d’epoca contribuiscono a rafforzare questa particolare e suggestiva atmosfera, complice di soggiorni sicuramente fuori dall’ordinario. Tuttavia qualche accenno di stile moderno è riconoscibile, soprattutto nelle camere da letto, dove materiali come il vetro e l’acciaio, ben si sposano con un bianco assoluto, comune sia all’intento contemporaneo che a quello più surreale dell’epoca.
Continua a leggere: HÔTEL LA CO(O)RNICHE by Philippe Starck: lusso essenziale e familiare
C’è la mano di Philippe Starck, qui col suo inseparabile assistente Eugeni Quitllet, nella nuova collezione di mobili outdoor del marchio tedesco Dedon, Play. Pezzo forte, una sedia in polipropilene con seduta personalizzabile, da scegliere tra teak, alluminio finito a specchio o rattan.
Altra nota di merito, la promozione. Il lancio di Play, infatti, è stato accompagnato da una serie di fotografie realizzate niente meno che dal grande fotografo di moda Bruce Weber. Le immagini sono raccolte in un volume, “Coming Home“, acquistabile online sul sito di Dedon o in tutti i flagship store del marchio.
Via | Daily Tonic
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The Genius of Design ep1 from Genius of Design 1 on Vimeo.
Chi è un designer? In cosa consiste, in pratica, il suo lavoro? Da quando esiste il design? Come è cambiato nel tempo? Domande semplici quanto capitali a cui cerca di dare una risposta The Genius of Design 1, il primo di due documentari prodotti dal canale britannico BBC2.
Pensato per il grande pubblico, il film presenta motivi di interesse anche per gli addetti ai lavori. Tutto merito della capacità di divulgare con grande chiarezza e senza banalità - un’attitudine che ha fatto grande il servizio pubblico inglese- temi e punti di vista sul progetto di tutti i tempi. Di primo piano i personaggi intervistati, tra cui Bruce Sterling, Philippe Starck, Dieter Rams. A quando qualcosa di simile sui palinsesti italiani?
Via | Format Mag
Analog Media Lab è un laboratorio dell’Università dell’Illinois, che studia il rapporto tra il comportamento degli insetti e quello umano. Il suo fine è analizzare il comportamento di insetti considerati invasivi all’interno degli ambienti domestici.
David L. Hays, Kevin Stewart e Shuangshuang Wu, fondatori del laboratorio, hanno quindi ricreato un ambiente artificiale, un terrario trasparente, collegato all’esterno con dei tubi di gomma, trasparenti anch’essi, che permettono agli insetti di spostarsi dall’esterno della casa ad un ambiente interno, collegato all’esterno ma completamente isolato dal resto dell’abitazione.
Per realizzare tutto ciò i tre studiosi hanno scelto, insieme ad una poltroncina rococò modificata per l’occasione, la sedia trasparente per eccellenza, la Ghost Chair disegnata da Starck per Kartell che, grazie a un doppio fondo, è stata trasformata in una sorta di incubatrice per formiche, zanzare o falene.
Via | Pruned
Le gare di Soapbox Car negli Stati Uniti sono praticamente un’istituzione fin dagli anni ‘30. Auto senza motore, la cui velocità è legata esclusivamente all’aerodinamica e alla forza di gravità. Auto che molto spesso, scatenano non solo lo studio dei materiali e delle tecniche di costruzione, ma anche della creatività dei partecipanti.
Non stupisce troppo quindi imbattersi anche in un designer considerato un guru come Philippe Starck che, tra le decine di progetti, ha trovato il tempo di collaborare con Intersection Magazine per realizzare la sua versione di una Soapbox Car.
L’aspetto si discosta molto dai lavori di Starck, eppure proprio quest’aria spartana, essenziale, più simile al risultato costruito la domenica in un garage che a un prodotto di design, risiede il fascino e il divertimento nell’aver accettato una collaborazione simile. Se vi state chiedendo qual è la resa, date un’occhiata al video.
Le case fotografate da Todd Selby, ormai, sono già di per sé una notizia. Figuriamoci, allora, se il protagonista immortalato nella propria dimora parigina è addirittura Philippe Starck!
Piaccia o non piaccia, la curiosità di vedere come vive “chez soi” uno dei più famosi designer della storia è grandissima. E, in effetti, neanche mal riposta. La sua abitazione, condivisa con la moglie Jasmine, è un insieme eclettico ed ironico di associazioni libere tra oggetti più disparati, dagli antichi specchi veneziani, agli animali impagliati fino alla sedia africana.
Il mix&match, disinvolto ma mai completamente stonato, punta soprattutto ad aggregare ricordi personali, rendendo l’ambiente domestico un luogo personalissimo ed inimitabile. La cosa più insolita? Pochissimi, da contare sulle dita di una mano, i prodotti firmati “Philippe Starck”!
Via | Is Nice That
Foto | The Selby
La casa di Philippe Starck fotografata da Todd Selby
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Era già stata presentata proprio dal suo ideatore Philippe Stark lo scorso anno a Milano. Ora ha trovato una distribuzione con l’italianissima Flos che la produrrà in edizione limitata. Stiamo parlando di “Hooo!!!” una lampada che nasce dalla collaborazione di cinque diversi soggetti.
Il design è appunto di Stark. Il testo che scorre sotto forma di LED all’interno è dell’artista statunitense Jenny Holzer, la tecnologia è dell’interactive designer anglo-tedesco Moritz Waldemeyer. Infine il cristallo viene dalla Baccarat, un’industria francese che produce oggetti in vetro mentre, come vi abbiamo già annunciato, la distribuzione sarà tutta italiana.
L’oggetto in sé sarà anche un po’ eccessivo e di difficile collocazione, ma si rivolge a un mercato particolare e l’idea della matrice di LED è davvero suggestiva. Non solo trae forza dai giochi di riflessi del cristallo, ma proietta all’esterno i vari messaggi scritti dalla Holzer illuminando ulteriormente l’ambiente. Dopo il salto, un video girato durante l’esposizione.
Continua a leggere: Philippe Starck e la lampada "Hooo!!!" per Flos

L’avevamo lasciato con Eolienne ed ora eccolo qua a fare da paladino al nuovissimo Revolutionair. Chi? Philippe Starck naturalmente. Quale altro designer pensa talmente in grande da scommettere che il suo ultimo prodotto salverà il mondo dai cambiamenti climatici?
Beh, speriamo che tanta audacia sia all’altezza delle aspettative legate a questo attesissimo mulino a vento domestico, in cantiere già da due anni e ora pronto per il lancio sul mercato. Prodotto dalla italiana Pramac, Revolutionair è una pala eolica pensata per rispondere alle esigenze energetiche di ogni nucleo familiare, anche e soprattutto in città. La microturbina, infatti, funziona indipendentemente dalla direzione del vento, ed è realizzata in plastica per integrarsi in maniera più armonica con il paesaggio urbano.
Facile da installare, silenziosa, Revolutionair può produrre fino a 1 Kw di energia; ne basterebbero dunque 3, per un prezzo intorno ai 12.000 euro, per coprire un normale fabbisogno domestico. Ma il bello sta anche nell’estetica, la cui piacevolezza dovrebbe essere, nella visione di Starck, proprio la leva in grado di favorire la conversione all’energia pulita. Tenendo a mente che “l’energia non dovrebbe essere una punizione, ma proprio noi dovremmo suscitare nella gente il desiderio di produrla”.
Via | Designboom
Continua a leggere: Revolutionair, la turbina eolica di Starck che cambierà il mondo
Cosa vi fa venire in mente Venezia? Molto banalmente, cominciamo dall’abc: i canali, il carnevale, il vetro. E quindi, declinando un po’ i temi: lo sciabordio dell’acqua, la maschera e lo svelamento, un gioco di riflessi e un arredamento suntuoso.
Bene, è proprio su questo orizzonte simbolico che il designer francese Philippe Starck si è misurato per dare il via al primo boutique hotel da lui progettato in Italia. La struttura, una vecchia casa aristocratica riconvertita, prende ora il nome di Palazzina Grassi. Da non confondere ovviamente con Palazzo Grassi, anche se ci fa sorridere la comunanza francese tra le due strutture (la celebre struttura museale veneziana è stata infatti acquistata da François Pinault nel 2005), pure nella loro ovvia differenza sostanziale.
Per gli arredi, Starck gioca in maniera libera e senza soggezione con specchi, velluti e vetri per dare vita ad una visione della venezianità che sembra tradire un gusto non proprio italico. Da segnalare un elemento divertente: in ciascuna camera, l’armadio è realizzato in vetro trasparente e quindi completamente a vista. Solo per guardaroba di prim’ordine!
Via | Dezeen
Il boutique hotel di Venezia Palazzina Grassi
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Il Via, l’istituto francese votato alla valorizzazione delle migliori creazioni dei giovani designer d’oltralpe, organizza una mostra al Centre Pompidou per celebrare i suoi 30 anni di attività attraverso i primi lavori di designer poi divenuti celebri. Dei piccoli Davide che si sono trasformati in Golia. Ma anche un modo di dire: “in fondo non abbiamo avuto ragione?”
Nelle immagini, Costes Chair (1982) di Philippe Starck, Lit Clos (200) di Erwan Bouloullec, Bois-Mousse di François Azambourg (1999), Hiro-Hito chair di Elisabeth Garouste & Mattia Bonetti (1988), Bibliothèque modulable et tabouret di Radi Designers (2001), Profil di Jean Nouvel (1989).
Via | Contemporist
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