
Ottime scelte tipografiche, stile retro, dono della sintesi e quel tocco di ironia che non guasta davvero mai per questi poster di Mike Arnold sui più disparati ‘how to’: il ‘come fare’ che ci suggerisce per l’ennesima volta uno stile di vita votato al Do It Yourself. Quattro poster più una t-shirt dedicati nello specifico a: come annodare una cravatta, come prepararsi la colazione, come stampare manifesti e come appenderli.
La maglietta spiega invece come campeggiare ai concerti. Tutti i poster sono realizzati in collaborazione con lo staff dello studio Get A Grip di Birmingham e sono venduti a 10 £ ciascuno su questo sito.

Vi ricordate le partecipazioni di nozze realizzate da Robert Murdock (più noto come Postmammal)? Un mese fa sottolineavamo come, per un graphic designer quella del proprio matrimonio possa essere un’ulteriore e personalissima spinta a esercitare ancora una volta la creatività. Oggi vi segnaliamo il lavoro di Christine e Ian (la coppia s’è aperta anche un account su Tumblr per raccontare lavorazione e processo creativo - ironicamente intitolato “Don’t ruin my wedding”) per le loro - bellissime - partecipazioni.
Il loro matrimonio nei boschi non poteva ottenere invito migliore, con questo set che è stato spedito agli inviati, realizzato con tipi diversi di carta, contenente una guida illustrata alla selvaggia natura dell’Indiana e - soprattutto - una serie di elementi della foresta in cut-out. Elegante, completamente realizzato in puro spirito DIY e assolutamente originale.
E’ una penna ‘fai da te’ questa ideata dal designer di Glasgow Fraser Ross, concepita secondo i dettami del DIY che bisogna assemblare partendo dai pezzi disponibili sagomati o integrati in un unico foglio di compensato in formato cartolina. Non servono strumenti aggiuntivi, tranne un asciugacapelli per adattare il suo rivestimento esterno termoretraibile.
Scheletro e sezioni di dimensioni diverse per la struttura, il minimo dei componenti metallici (punta, fill e pulsante posteriore), la “DIY Pen” è facilissima da montare (date un’occhiata al video a inizio post) e integra nella base anche uno stand per gestire al meglio il rivestimento di gomma disponibile in diverse colorazioni.

Molto del lavoro di Jose Duarte può essere spiegato con il suo ruolo di co-fondatore di Ledfish, agenzia che si definisce “Inteligencia Visual Corporativa” e la cui mission principale è “explicar para que le entiendan” (spiegare affinché sia comprensibile). Tutto questo per introdurre adeguatamente il suo lavoro sulle infographic. Se il trend ormai inizia quasi ad annoiarci (tranne i soliti brillanti esempi), Duarte sposta il ‘campo di gioco’.
Lo fa realizzando dei lavori che abitano spazi esterni, con grande fantasia e intuizioni divertenti. Le sue infografiche infatti invadono i luoghi e utilizzano oggetti d’uso comune per trasformare il mondo nella spiegazione iconografica di se stesso. C’è anche un kit, che il designer di Bogotà spedisce a chiunque ne faccia richiesta, inviandogli una mail.
Costruire, assemblare, riciclare: inventare nuovi oggetti o reinterpretare quelli conosciuti con un semplice kit che racchiude una piccola, ottima idea. Il principio base è un po’ quello dei fermacampione: un ‘chiodo’, una clip. Un cardine che funge anche da cerniera. Materiali morbidi e flessibili. Un seghetto per cartone e la carta più spessa.
Makedo è disponibile in tre formati e permette di ‘giocare’ con i materiali più diversi. C’è una vasta community che mette in mostra le sue creazioni online, c’è la voglia di insegnare ai più piccoli (ma non solo) un approccio ludico diverso. Prezzi dai 25 ai 70 dollari, tutorial e suggerimenti. Makedo arriva dall’Australia e si è - meritatamente - guadagnato la “Honourable mention” ai Red Dot Design Award di quest’anno.

Un’idea che unisce DIY, bricolage e interior design: arredamento e artigianato. Ce la propone quotidianamente un validissimo portale come Design*Sponge ed ha un titolo che spiega già tutto: “Before & After” - Prima e Dopo. Suggerimenti su come recuperare elementi di arredo o interi spazi abitativi in modo creativo e personale.
Poco importa che gli angoli di casa o gli oggetti in questione non siano esattamente quelli che appartengono a voi (e non è detto, tra l’altro): le idee chiamano idee e non è difficile scovare in ogni restyling qualche elemento utile anche alla nostra smania di rimettere mano agli spazi che viviamo quotidianamente. Una rubrica preziosa e divertente anche solo da consultare. Noi vi proponiamo alcuni degli ‘interventi’ migliori dopo il salto.
Continua a leggere: Rubriche imperdibili: "Before & After" di Design*Sponge
Il primo è “O’Clock”, un orologio da polso, semplice e minimale dal forte impatto pop. Realizzato in tantissimi colori, elegante con il suo guscio in silicone e tre misure per adattarsi a tutti. E’ un’idea italiana prodotta dalla ditta omonima ed è in vendita a circa trenta euro.
Stessa essenzialità, ma declinata in modo diverso per il “Clock Box”. In questo caso, il packaging è il corpo dell’orologio stesso, che contiene un meccanismo al quarzo, lancette e perni. Lo montate da voi e se volete, potete rinforzarne la chiusura con della colla o dello scotch. E’ in vendita qui a soli 20 dollari.

Quello che presentiamo qui non è un prodotto, ma più semplicemente un’idea. L’idea di Jordan Ferney, una graphic designer di San Francisco che è anche una party planner, un’organizzatrice di feste, sempre alla ricerca di soluzioni brillanti per stupire e far divertire le persone.
Questa sorpresa di compleanno fai-da-te è del tutto replicabile, a patto che abbiate una cerchia di amici piuttosto estesa. A ben pensarci si tratta di una trasposizione nel mondo reale di pratiche che sono diventate piuttosto comuni ai tempi dei social network, degli auguri da ricevere direttamente via posta, senza alcun bisogno di attivare relazioni sociali reali, solo confidando nel buon funzionamento delle poste.
Jordan Ferney ha progettato un poster, disegnato a partire da una foto della persona che avrebbe ricevuto il regalo. Lo ha stampato in dimensioni piuttosto grandi e poi lo ha ritagliato suddividendolo in 112 biglietti d’auguri che ha poi spedito agli amici dell’ignaro amico comune. Ha chiesto ad ognuno di loro di scrivere sul retro una frase d’auguri e rispedirlo a lui in tempo per il giorno del compleanno, che a questo punto il tipo avrà passato ad assemblare insieme i pezzi…

Food design, ricette, tablewear, design per la tavola, indicazioni su come come presentare i cibi, su servizi da tavola e pezzi vintage riciclati, consigli per allestimenti fai-da-te e soprattutto molte, splendide fotografie: il tutto in una nuova rivista da sfogliare, gratuitamente, sul web.
S’intitola Sweet Paul, dal nome del suo fondatore, il food e prop stylist, norvegese d’origine e newyorkese d’adozione, Paul Lowe. Già da qualche anno presente in rete con l’omonimo blog, Paul ha deciso ora di fare il salto e fondare una rivista per condividere e dare risalto al bagaglio di esperienze e contatti accumulati durante la sua intera carriera.
La convivialità e il gusto per il bello sembrano essere i valori principali su cui è costruito questo magazine che si ripromette di dare visibilità a designer e creativi, con link diretti ai prodotti presentati e interviste ai protagonisti. Sarebbe bello se in Italia, visto che quanto a cucina e stile non vogliamo farci dare lezioni da nessuno, nascessero iniziative simili.

Vi ricordate le macchinette che da bambini ci offrivano, dietro un corrispettivo di 500 lire, preziosissime biglie o piccoli giocattoli? L’agenzia losangelina The Common Studio, specializzata nella riqualificazione del verde urbano, ne ha rielaborato il concept progettando un curioso distributore di semi per azioni di guerrilla gardening.
L’agognato oggetto del desiderio, in questo caso, è una piccola pallina essiccata che contiene un mix di semi, terra e concime, da gettare in qualsiasi terreno fertile per favorire la crescita di nuove piante. La piccola azione di giardinaggio DIY, così, viene trasformata in un gioco per sensibilizzare dal basso alla riqualificazione ambientale della nostra città.
Le macchinette possono essere acquistate per la cifra di 400$ da tutti gli esercenti interessati a contribuire alla crescita delle aree verdi. Disponibili diverse tipologie di “bombe”, da scegliere sulla base del clima e del territorio del posto dove abitiamo.
Via | Cool Hunting