
Henry Hargreaves: 3DD - the books of boobs in 3D
Henry Hargreaves è un fotografo newyorkese nato in Nuova Zelanda. Nel suo ultimo progetto ha unito le sue due passioni: la fotografia e il corpo femminile. Tuttavia se non avesse aggiunto qualcosa in più sarebbe stato un comunissimo fotografo da rivista o da ritratto.
La cosa in più è proprio quanto unisce i due ambiti, foto e donne, ovvero le forme. E il miglior modo per dar vita alle forme, al progetto, non poteva che essere il 3D, così Hargreaves ha concepito e realizzato la sua raccolta fotografica, completa dei tipici occhiali dalle lenti ciano e magenta.
Oltre a vedere le sue bellissime foto sul suo sito, potete andare qui e comprare l’album 3DD Book Original a $ 29.99 o il 3DD Deluxe alla stessa cifra. E nel caso non aveste gli indispensabili occhiali, sempre sullo stesso sito li potete acquistare a $ 9.99 nella loro versione di classe, (ergo non di cartone) con montatura in plastica, Ray Ban style.
Via | feeldesain
Il mondo è ossessionato da Facebook, questo è quanto emerge da onlineschools.org, e quanto riprende Alex Trimpe nel suo informational motion graphics. Tale ossessione è probabilmente una delle poche consapevolezze di cui eravamo già in possesso anche solo a sensazioni, ma con le cifre alla mano tutto ci pare più enorme e spaventoso; per fortuna il video non procura allarmismi e riporta informazioni in maniera abbastanza asettica.
Immancabili colori sono il blu e il bianco, per richiamare inequivocabilmente l’argomento di cui si tratta, pur non mancando altri accostamenti comunque opportuni. Il ritmo è vivace e accattivante, e le informazioni vengono date con estrema chiarezza, senza troppi giochi con il lettering come magari abbiamo potuto vedere in altre infografiche.
Alex Trimpe, italo-americano, è un video e motion designer con all’attivo diversi video che vanno da quello musicale a quello con grafiche 3D. Tra questi è da segnalare per la sua diversità quello che tratta della madre che racconta della sua storia da emigrante.

Impressionante (è il caso di dirlo) lavoro di alcune delle menti più talentuose e capaci in circolazione. “If I were president” è il ‘gioco’ di un appassionato di videogame, il delirio di onnipotenza di un gamer incallito. L’architettura come sarebbe se a decidere le sorti dell’urbanistica fossero dei fulminati che trascorrono il giorno con un pad in mano.
Ci si sono messi in tre: Joseph Ford, geniale fotografo che ha recentemente realizzato una splendida campagna per HP. Antoine Mairot, grafico specializzato in render e 3D e Mohamed Bareche che ha curato la direzione artistica. Tutto per un articolo sul nuovo numero di Amusement.
Tre immagini di altrettanti edifici immaginari. Uno che richiama lo storico NES della Nintendo, il secondo che trasforma la PS3 in un grattacielo e il terzo che ritrae una DS in cantiere come un possibile spazio museale con tanto di pannelli solari al posto dello schermo. Dopo il salto, le immagini ad alta risoluzione (via).
Continua a leggere: "If I were president": l'architettura ispirata alle console

Spesso è utile lasciar parlare chi realizza i lavori. L’entusiasmo, la passione e il talento (quando c’è…) possono essere raccontati meglio da chi ha investito tempo ed energie su un’idea. Anche -soprattutto- di questo è fatto il design. Nel caso dei ragazzi di Rocket, che uniscono musica e complementi di arredo, la regola è ulteriormente valida.
Crediamo nel design originale, divertente e non convenzionale, un design che ti ricordi che la vita è tutto tranne che noiosa. I nostri prodotti presentano oggetti comuni in una nuova luce, puntando all’interazione fra forma e contenuto. Combiniamo elementi 2D e 3D, e creiamo oggetti per la tua casa diversi da quello che puoi trovare in giro, mantenendo la qualità e lo stile tipici del “Made in Italy”, ad un prezzo accessibile a tutti.
La loro collezione 2010 è nata fra Milano e l’East-end londinese e unisce il gusto per il rock indipendente con una validissima vena ‘pop’. Chitarre, piatti da dj, vinili, cuffie, speaker: tutta l’iconografia classica di chi vive la musica viene utilizzata in maniera funzionale e creativa per arredare e colorare gli interni. Dopo il salto, una gallery con i loro prodotti.
Continua a leggere: Rocket: i complementi di arredo a tempo di musica

Domani 3 marzo 2010 è il giorno dell’uscita ufficiale di Alice In Wonderland, il nuovo, ambizioso film di Tim Burton ispirato al romanzo di Lewis Carroll (che non segue però affatto alla lettera). Burton non è il primo ad aver tentato la sfida con il mondo surreale e metaforico di Alice. Il più illustre predecessore fu proprio Disney, lo stesso che dà il nome alla società che produce la pellicola di Burton.
Quella di Disney fu un’impresa titanica per l’epoca tanto che, nonostante fosse stata messa in cantiere già tra gli anni ‘30 e ‘40, vide la luce solo nel ‘51 dopo la guerra. All’inizio ‘zio Walt‘ aveva deciso di realizzare un film che fosse un misto di animazione e attori reali, proprio come invece sarà la versione di Tim Burton. Poi Disney stabilì che sarebbe costato troppo anche in termini di sforzi produttivi. L’impatto sull’immaginario collettivo, avvenne anni dopo: la pellicola infatti fu un fiasco al botteghino e stroncata dai critici. Quando andò in onda in televisione, 23 anni dopo, ottenne il successo sperato.
Vintage Disney Alice in Wonderland è un blog che raccoglie una quantità impressionante di materiale legato al capolavoro animato. Storyboard e gadget, poster, disegni e memorabilia legati al mondo di Alice e alla sua diffusione, tanto da essere ormai identificata con l’eroina Disney prima ancora che con quella letteraria.
Continua a leggere: "Alice in Wonderland": la storia di un capolavoro tra vintage e computer grafica
L’agenzia KesselsKramer ha commissionato a Johnny Kelly e Jethro Haynes dei titoli di testa per “Het Klokhuis”, il più longevo show per ragazzi della televisione olandese. La trasmissione parla di scienza: è una specie di guida pratica approfondita applicata tanto all’estinzione dei dinosauri quanto al funzionamento dell’iPod.
L’idea del geniale duo di animatori e visual artist è stata di includere una tecnologia molto avanzata all’interno di uno stile di animazione tradizionalissimo come la stop-motion. Per realizzare gli oggetti sono stati utilizzati software di modellazione in 3D e progetti di stampa (sempre riportati successivamente in tre dimensioni) che poi hanno aiutato a creare le ambientazioni.
Il risultato è sbalorditivo, tanto più che, insieme alla modellazione e alla tecnica di animazione, c’è un lavoro artigianale per perfezionare i dettagli degli oggetti. Un lavoro che potete ammirare in due parti. La prima, all’inizio del post con i titoli di testa. La seconda, dopo il salto, con i titoli di coda e una gallery della lavorazione.
Foto | via
Continua a leggere: Johnny Kelly e Jethro Haynes: il 3D applicato alla stop-motion

La diciannovesima edizione dei Mondiali di Calcio (la FIFA World Cup) si svolgerà in Sud Africa la prossima estate. In collaborazione con la Sony (uno degli sponsor principali dell’evento, la Bizquit Design ha realizzato questa coloratissima animazione come spot promozionale dell’evento.
L’autore è Dirk Rauscher, pseudonimo di Bruno Tait, illustratore, visual artist e graphic designer tedesco che unisce da sempre nel suo lavoro la passione per l’uso spettacolare dei vettoriali a una fascinazione per l’animazione e la motion graphic tradizionale.
Il risultato è il filmato che trovate dopo il salto, in cui carta, pop-up, tonalità sgargianti ed elementi 3D si fondono in una vertiginosa corsa di simboli africani e calcistici. Il punto d’arrivo è, ovviamente, il logo della manifestazione. Il sound-design è opera di Clemens Haas. Un lavoro davvero ben fatto.
Continua a leggere: Inside South Africa World Cup 2010: l'animazione di Dirk Rauscher

Che cos’è la teiera dello Utah? E’ il primo modello 3d elaborato al computer. A realizzarla nel 1975 fu un ricercatore dell’Università dello Utah, Martin Newell. Dopo aver fatto il giro del mondo e appassionato migliaia di informatici, la Utah Teapot si trasformò in un vero e proprio paradigma nella computer graphics. Un punto di riferimento talmente imprescindibile da finire persino dentro Toy’s Story e in una puntata dei Simpson.
A 35 anni di distanza, i designer belgi Dries Verbruggen e Claire Warnier hanno trasformato il modello in una teiera in ceramica, ora ribattezzata Utanalog (pari a utah + analog). Il pezzo, prodotto in edizione limitata, ha debuttato a New York all’esposizione Material ConneXion’s Bits ’n Pieces. Dopo il salto, un’immagine di Utanalog.
Via | Metropolismag
Continua a leggere: Utanalog, la teiera dello Utah si trasforma in un prodotto
David Schultze nasce come architetto, poi passato al design industriale con la scoperta delle potenzialità offerte dalle nuove tecnologie. Ha creato il suo SchultzeWORKS nel 1997 e gestisce Professor3D: un sito in cui appassionati e i professionisti nel campo della grafica e della modellazione si scambiano suggerimenti e postano tutorial.
Da sempre interessato alle strategie per fondere innovazione tecnologica e elementi di design più tradizionali, Schultze progetta principalmente apparecchiature elettroniche di largo consumo, elettrodomestici, mobili e supporti per l’illuminazione. Da questa sua grande capacità di adattare esigenze funzionali attuali a un gusto retro, nasce il prototipo del “Philco PC”.
Ispirato al Philco Predicta, un televisore in vendita nel 1954- al minimalismo e allo steampunk, il risultato -spiega proprio David Schultze- è un’estetica nel design che unisce molti elementi familiari con uno stile più nuovo e i moderni PC su cui viene installato Windows 7.

Second Skin è la nuova linea di mobili in legno progettati da Lotte van Laatum.
Un albero si trasforma in legname che a sua volta è materia per dar forma ai mobili: proprio per rispettare il naturale ciclo di vita degli alberi e rispettare la loro natura, per la linea Second Skin è stato scelto legno preso da mobili di seconda mano.
Il legno riciclato è stato sottoposto ad un processo di fresatura e alcuni rami sono stati scansionati e con un programma 3D sono stati trasformati in sedia.
Il risultato sono dunque mobili con una forma iconica, ispirata al modo in cui un albero cresce.
Via | mocoloco.com