Sarà esposto all’interno della rassegna “Art in the Park” nel corso delle prossime Olimpiadi di Londra 2012 questo monumentale - è il caso di dirlo - lavoro realizzato da Monica Bonvicini. Tre lettere alte nove metri ricoperte di una superficie a specchio che con la luce del giorno riflettono l’area circostante e di notte svelano un’anima di luci LED. Ispirata dalla passione della Bonvicini per la musica (in particolare dalle canzoni “Running dry2 di Neil Young e da “Run Run Run” dei Velvet Underground), l’opera è stata raccontata così dalla stessa artista:
È emozionante vedere finalmente il lavoro sul posto, dopo che mi è stato assegnato dalla commissione nell’estate del 2010. RUN si fonde già perfettamente col paesaggio, evitando la monumentalità nel suo riflettere il panorama circostante. Di notte i riflessi di luce psichedelici illumineranno il lavoro in un modo stimolante, elegante e spiritoso, che riflette la grande vivacità di Londra.
Foto | via
RUN è l’installazione scultura di Monica Bonvicini per Londra 2012








Lasciateci sbilanciare: splendido. Spot assolutamente privo di retorica, intelligente e realizzato in modo magistrale. Si intitola “Running (Unstoppable)” ed è - appunto - la corsa del campione paralimpico Alister McQueen che in pista rivive la sua vita post-trauma al contrario. Dalla sua attività attuale di sportivo fino al momento dell’incidente a cui è seguita l’amputazione che lo ha menomato.
Opera dell’agenzia BBDO di Toronto, commissionato dal Canadian Paralympic Committee, questo video vale mille proclami e campagne di sensibilizzazione. Anche dal punto di vista tecnico, l’utilizzo della CGI in fase di pre e post-produzione restituisce alla brillante idea una qualità e un’aura di spettacolarizzazione assolutamente funzionali. Imperdibile il making-of che trovate dopo il salto.
Adobe ci ha recentemente chiesto di progettare la componente ‘visual’ per la loro suite CS6 sul tema “the cinematic experience”. Fin dall’inizio siamo stati attratti dalle origini meccaniche del cinema e, soprattutto, dallo zootropio. E ‘un meccanismo bello e profondo, al tempo stesso limitato e infinito. Abbiamo quindi voluto ritrarre il personaggio femminile al controllo di tutto tramite la luce creando un meccanismo ibrido tra lo zootropio e la tecnica tradizionale di proiezione dei film.
Così spiega Colin Trenter di Autofuss questo “Eternal Return”: video che anticipa l’uscita della ormai attesissima CS6 di Adobe in distribuzione da oggi e in arrivo nei negozi in settimana. Un lavoro incredibile, che forse spiega poco ma mostra comunque le notevoli funzioni e potenzialità integrate nella sesta versione della Creative Suite. A questo indirizzo la lista completa dei credits e alcune immagini del making-of.
L’illustratrice statunitense di origini indiane Vidhya Nagarajan ha realizzato un poster disegnando l’intero alfabeto con il cibo, in una visione arcimboldesca del lettering, utilizzando funghi, pannocchie o salsicce per disegnare corpo, grazie e aste di ogni carattere, con stile semplice e piuttosto realistico.
In Foodie Alphabet ogni lettera è composta da un ingrediente diverso, disegnata da tre fiori di zucchina, rosicchiata nel pane naan o delineata da un uovo da cui spunta la testolina di un uccello. I cibi sono stati scelti per le iniziali delle parole che li definiscono, come in un abecedario infantile, e le connessioni sono piuttosto originali, con cibi che al nostro orecchio suonano esotici, come i germogli di girasole, gli okra, le radici di tumerico o gli udon noodles: l’ideale per decorare la cucina di chi ama le cucine orientali e i sapori speziati.
Ólafur Arnalds è un giovane compositore islandese che ha dato vita musicale a Ljósið, ma chi gli ha dato forma, nonché colore e animazione, è Esteban Diácono, giovane e talentuoso designer argentino.
Nel video che possiamo ammirare siamo ai limiti dell’artistico, lì dove la grafica si fa strumento disponibile per sensazioni ed emozioni senza confini, e viene creata poesia in suoni e immagini come forse la potremmo immaginare solo se stessimo a occhi chiusi.
Nuvole di fumo, scoppi di colore, iridescenze viventi che s’incrociano e si miscelano in infinite tonalità che danzano sulle note. Nessuna immagine definita, nessun figurativo che attragga in maniera pedante, ma solo la forma pura della musica.
Vi ricordate quel gioco di equilibrio in cui, manovrando leve e manopole, bisognava far raggiungere a una biglia la fine di un percorso senza farla cadere nelle buche? Google lancia ora una versione virtuale e ipermoderna dello stesso gioco, basata sulla tecnologia WebGL sviluppata dai Chrome Experiments Labs.
Si chiama Cube, un ambiente tridimensionale su cui sono state applicate le mappe di diverse città del mondo, ognuna con i suoi percorsi e i suoi segnaposti, che servono a guidare il gioco della pallina che deve rotolare per le vie di Manhattan, San Francisco o Parigi per raggiungere i luoghi segnalati e accedere così al livello successivo.
In un’accorta strategia di marketing, ogni livello serve a sottolineare e spiegare una delle funzionalità avanzate del servizio Google Maps, dalla personalizzazione dei percorsi alla segnalazione di strade ciclabili o delle zone più trafficate, il tutto però con un tono giocoso che rischia di creare dipendenza.
Potrebbe essere un buon supporto per attendere i Campionati europei di calcio 2012 questa “Lazy Football” ideata dal designer italiano Emanuele Magini per Campeggi. Vista anche durante l’ultima edizione del Salone del Mobile di Milano, la sedia è una sorta di gioco per - come spiega il nome - i più pigri.
Al posto delle gambe infatti, trova spazio una porta da calcio in miniatura con tanto di rete. L’idea è di rimanere seduti ’sgambando’ nel tentativo di fare goal al di sotto della seduta avversaria. Divertente, ironica e originale quanto basta, “Lazy Football” è in metallo, adatta per interni e esterni ed è stata precedentemente inclusa nella collezione “The New Italian Design Reloaded” della Triennale.
Foto | via
Metà giardino zen, metà spazio per giocare come si fosse in riva al mare, questa “Augmented Reality Sandbox” realizzata da Oliver Kreylos della University of California è un esperimento interattivo che sfrutta le potenzialità della realtà aumentata. Un rettangolo di sabbia monitorato da un proiettore e da un Kinect che controlla i movimenti, trasformando con diversi colori le varie profondità generate nel materiale.
L’effetto è molto simile a quello che ci svelano le cartine geografiche che mappano il terreno, ma - ovviamente - in tempo reale. Il progetto, che potete ammirare nel video a inizio post, è stato promosso dal “National Science Foundation” con l’idea di trovare una futura collocazione nelle aree interattive dei musei.
L’affemato illustratore irlandese Steve Simpson ha disegnato e illustrato le confezioni di una linea di salse barbecue piccanti, Inferno, del brand irlandese Mic’s Chilli, con uno stile chiaramente ispirato alla tradizione popolare messicana, culla del peperoncino, utilizzando figure e simboli tipici della festa del Dìa de los Muertos.
Quattro scheletri, tra cui Catrina, la “sposa cadavere”, sono i testimonial di quttro tipi di salse che variano per l’intensità del sapore e livello di piccantezza. Tutto intorno a loro un carillon di teschi, maschere atzeche, rose e fiamme, che incornicia anche codice a barre, lista degli ingredienti e consigli di conservazione, coinvolti anche loro nel processo di restyling, riscritti e ridisegnati per l’occasione con molta cura. Le illustrazioni sono valse a Simpson il premio del prestigioso istituto irlandese ICAD (Institute of Creative Advertising & Design) per il miglior label design.
Torniamo ad occuparci del lavoro di Joe Manus e del suo marchio Shiner: in tempo per la bella stagione, arriva infatti un intero set di mobili da esterni presentato all’High Point Market. Poltrona, tavolo e tavolino, una collezione a cui è stato dato l’esplicativo nome “Float”. I tre elementi di arredo infatti possono essere utilizzati anche in acqua.
Galleggiano grazie al materiale utilizzato: una schiuma che Manus aveva già sperimentato nove anni fa per costruire un centinaio di ripari per i senzatetto di Atlanta. Valore aggiunto dell’intero set, il materiale assolutamente eco-compatibile.
Float è la collezione di mobili da esterni di Joe Manus di Shiner






