Se l’edizione 2009 era stata firmata post-mortem da Stephen Sprouse, quella del 2010 conferma la tendenza alla consacrazione di grandi miti delle arti visive ormai passati a miglior vita.
Sono i ritratti di Robert Mapplethorpe, infatti, ad essere stati scelti per le copertine di Le Book NYC, la più importante delle guide who’s who nel mondo della creatività.
Tra le novità di quest’anno, anche un’applicazione I-Phone che prende il nome di Le Tag. La guida è in vendita al pubblico al prezzo di 250$.
Via | Coolhunting
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Occhiali in legno. Che bella idea. Leggerissimi, 10 grammi la sola montatura, resistenti e duraturi, adattabili al viso (così dicono…) per un maggiore comfort di chi li porta. Con un cuore tecnologico non scontato, che ha assemblato 7 fogli di multistrato piegato con due fogli di alluminio.
Prodotti da MA-wood, piccola e specializzatissima realtà del nord-est, gli occhiali di W-Eye sono stati disegnati da Matteo Ragni. I modelli? Potremmo definirli così: noce, mogano, zebrano, frassino, ciliegio, ebano, dalle tipologie di legno che definiscono le texture e l’estetica dell’occhiale. Da provare.
Via | Abitare

Casa Lever è una struttura nata nei primi anni ‘50 per ospitare gli uffici della Lever Brothers: un’azienda inglese che produceva saponi. Oltre mezzo secolo dopo, in seguito a un periodo di chiusura è stata riportata in vita dal genio di Marc Newson, l’arcinoto designer australiano, che ha lavorato accanto a quella che ora è la sede della “Lever House Art Collection”.
Il risultato è uno dei più prestigiosi ristoranti di New York: cucina italiana (milanese, nello specifico) e un ambiente che è praticamente l’essenza dello stile retro. Osservando le foto sembra di essere sul set di Mad Men: parati, mobili e dettagli completamente recuperati e imitati dagli anni gloriosi in cui il locale è nato.
Gli arredi sono opera dell’interior decorator americano William Georgis. Il concept è dei fondatori Gherardo Guarducci e Dimitri Pauli, proprietari della catena statunitense dei ristoranti “Sant Ambroeus”. I quadri che vedete alle pareti sono invece di ‘un certo’ Andy Warhol. Sono diciannove, per l’esattezza. Originali. Dopo il salto, l’immancabile gallery (via).
Motoblur Hotel from klipcollective on Vimeo.
In occasione del Super Bowl dello scorso mese, il collettivo Klip ha ideato una videoinstallazione che ha trasformato la facciata art decò dell’Edison Hotel di Miami Beach in uno spettacolo tridimensionale, culminato in una scena di tromp l’oeil in cui la facciata sembrava aprirsi come tanti pannelli per mostrare le scene che avvenivano all’interno.
Sponsor di questo happening organizzato dall’agenzia Anomaly di New York è stato Motorola: messaggi via sms e via twitter comparivano ciclicamente sulla facciata, a testimoniare il gradimento della folla e l’attesa per i risultati del match.
Via | Notcot.org

Designer italiano responsabile della grafica web di MTV Italia, Alberto Antoniazzi è palesemente appassionato di infographic e ossessionato dall’illustrazione vettoriale. Unendo le sue principali influenze, nasce come sintesi intelligente e divertita questa “Rock N’ Roll Metro Map”.
Il nome dice già molto: una immaginaria rete metropolitana in cui le stazioni sono le varie band che hanno fatto la storia della musica e dove ogni linea corrisponde a un genere. L’intersezione genera ovviamente le influenze: chi si è ispirato a chi o attraverso quali artisti mondi vicini ma diversi sono venuti in contatto.
Graficamente, come dicevamo, siamo dalle parti dei lavori di infographic che tanto successo riscuotono ultimamente. Per cogliere meglio i riferimenti di Antoniazzi e dare un’occhiata agli altri lavori, vi rimandiamo ai suoi account su Tumblr e Flickr. Qui, invece, potete ’studiarvi’ la “Rock N’ Roll Metro Map” in grandi dimensioni.

Il copywriter inglese Ed Hamilton ha deciso di dimostrare la sua creatività a partire dal suo curriculum vitae e sembra che al momento il web gli stia dando ragione, visto che questa notizia sta rimbalzando da un sito all’altro: il suo CV è infatti disponibile per tutti su Google Maps.
La sua fortuna probabilmente è stata quella di aver lavorato in posti geograficamente molto distanti tra loro, il che, ben distribuito e illustrato su una mappa, fa il suo effetto. Pochi testi brillanti e la tecnologia messa a disposizione di tutti da Google hanno fatto il resto. Diventerà un’abitudine diffusa?
Via | Design-fetish
Lo stilista inglese Paul Smith è stato incaricato dallo storico marchio danese Stelton di rivisitare un classico come il servizio da bar disegnato nel 1967 da Arne Jacobsen, Cylinda-Line. Lo stilista ha avuto carta bianca, con lo scopo di riportare l’attenzione su un tale gioiello di design.
Il suo intervento è stato accorto e relegato esclusivamente a un tocco di colore sul manico dei diversi bricchi, teiere e caffettiere, l’elemento caratterizzante del disegno di Jacobsen. Cylinda è ora disponibile in tre collezioni, differenziate dalle gamme cromatiche: colori primari, pastello e scuri.
Via | Itsnicethat.com
Paul Smith rivisita la linea Cylinda di Arne Jacobsen per Stelton


Un’altra anteprima del prossimo Salone del Mobile per raccontare cosa succede dietro le quinte di Emu, storico marchio nostrano dell’arredo outdoors. Tra le novità, grande è l’attenzione per la nuova collezione di mobili metallici Pattern firmata da Arik Levy, di cui vediamo la sedia. Il valore del progetto? Combinare all’ispirazione organica la massima leggerezza, trasparenza e praticità. Dopo il salto, un’altra immagine della seduta.
Via | Detnk

La seconda volta di Studio Job per Viktor&Rolf passa dall’amore del duo olandese per i bassorilievi, già reinterpretati in occasione delle Iconic Facades realizzate lo scorso anno per un nuovo complesso edilizio di Amsterdam.
Per l’ultima settimana della moda parigina, le quinte della passerella sono state decorate da una texture naif che articola ingranaggi industriali, nuvole e piloni della luce. Ispirazione dichiarata, Metropolis di Fritz Lang.
Imponente anche il colpo d’occhio con la modella Kristen McMenamy, che ha aperto la sfilata indossando un collo di volpe dalle proporzioni temerarie.

La stampa digitale su ceramica potrebbe essere un’ottima tendenza del wall covering, per creare dei veri e propri murales con cui decorare qualunque ambiente della casa.
L’effetto che si ottiene crea scenografie spettacolari, straordinariamente reali e vive.
Basta dare un colpo d’occhio a queste realizzazioni firmate Okhyo, in grado di cambiare totalmente l’aspetto di un qualunque ambiente casalingo.
Questo potrebbe essere lo spunto per decorare con proprie fotografie anche ambienti come il bagno o la cucina, dove solitamente la personalizzazione è lasciata soltanto all’interpretazione di forme e colori.
Via | Trendir