I love Photoshop, la rete e i tributi

I Have PSD from Hyperakt on Vimeo.

Chiariamo eventuali equivoci: questo post non ha alcun intento pubblicitario, ma solo quello di constatare una realtà: il web ama il software più diffuso al mondo per l'elaborazione delle immagini. Grafici professionisti e creativi amatoriali, a 20 anni dalla prima release, sono ormai del tutto condizionati dalla sua interfaccia e dalle sue potenzialità.

Il sogno estremo di una realtà modificabile con tool e livelli si espande e i tributi a lui dedicati (spontaneamente o in vista della particolare ricorrenza) proliferano: non solo gadget come la Wall Bar da appendere al muro o i magneti da frigo per incorniciare le foto, ma anche video che funzionano meglio di una campagna pubblicitaria originale per promuovere il photoshop-pensiero.

Non solo c'è chi immagina di cucinare con Photoshop, come avevamo già raccontato, ma chi sogna occhiali che possano modificare la realtà come si fa con una fotografia (Freya Estreller e Natasha Case su Good Magazine), chi dichiara con malcelato orgoglio che la sua percezione della realtà e la sua interazione con essa è ormai irreparabilmente condizionata.

E non dite che non è mai capitato anche a voi d'avere l'istinto di fare Ctrl+z davanti ad un bicchiere rovesciato o di voler clonare azioni troppo noiose e ripetitive, anche senza arrivare alla maniacalità del protagonista di I have PSD, questo sì commissionato da Adobe, che immagina di poter rivedere la notte trascorsa come fossero tanti livelli sovrapposti.

Viene da pensare che abbia richiesto un balzo d'immaginazione ancora più ardito il tentativo di ipotizzare un mondo senza Photoshop, in cui per realizzare un semplice manifesto siano necessarie otto ore di lavoro e dodici persone. Un po' quel che succedeva venti anni fa. E che per noi oggi è fantascienza.

  • shares
  • +1
  • Mail