Questo gioco non è molto accademico, ma comunque esilarante.
Con “Create a commie“, utilizzando la bacchetta magica per barba e capelli, potrete creare il vostro comunista preferito da una faccia (ovviamente rossa) generica di base.
Se avete qualche vuoto di memoria o di creatività basterà seguire i consigli di copertina: da Marx a Castro passando per Trotsky.
Aspetto e prenoto l’uscita di “Create a Nazy”! (via)
Webdesign (css, grafica e altro) » Blog Arc
16 apr 2007 - 13:15 - #1[…] Original post by terotero.com […]
leo
16 apr 2007 - 16:03 - #2quoto la seconda uscita..
dom
16 apr 2007 - 16:30 - #3Non c’è bisogno di attendere. Basta che ti guardi allo specchio e hai trovato quello che cerchi.
ste
16 apr 2007 - 19:32 - #4questo sito dovrebbe parlare di design giusto? eh allora parlatene,non state li a parlare di creare un comunista o nazista che sia(nn voglio dire qual’e il migliore anche se e molto evidente) parlate di design,creativita e tutto cio che orbita attorno a quel mondo.
PS: non osate dire che quello e oggetto di design perche e solo un taccone da bancarella…
postit » Blog Archive » Ognuno ha il
16 apr 2007 - 20:57 - #5[…] […]
leo
17 apr 2007 - 10:47 - #6certo…e l’articolo sui cinesi ? che c’entra su sto blog?? rifattela con chi posta….
ste
17 apr 2007 - 14:37 - #7leo il mio commento non era riferito ai lettori di questo blog ma a chi posta
leo
17 apr 2007 - 15:40 - #8ah ecco….. ok cmq siamo in due a pensarla… vedi articolo contro im merchadise della ps
terotero
17 apr 2007 - 15:48 - #9design non è mai stata parola e disciplina più generica di questi tempi.. a mio avviso, comunque, il post rientra nel design (fin dal titolo compare la parola “disegna”).. inoltre, il fatto che l’oggetto venga venduto nelle bancarelle, non mi sembra sia motivo di esclusione.
ste
17 apr 2007 - 19:48 - #10inanzitutto,caro terotero,ti consiglio di studiarti l’inglese,perche design non significa disegno come tu credi e sostieni ma bensi significa PROGETTAZIONE,la progettazione di qualsiasi implica conoscenze,ricerche dei materiali,studi sulla funzionalita ecc… a mio parere questo oggetto non è un oggetto di design come puo essere la phanton chair o la louis ghost perche non rivela nessuna ricerca,secondo me e solo una brutta idea che ha preso vita…
ps: scusate il commento tedioso ma era un dovere rispondere. LEO che ne dici di aprire un blog di design noi 2 e vedere se si aggrega altra gente che la pensa come noi? cordiali saluti stefano 89
terotero
17 apr 2007 - 20:08 - #11ehilà!! ah! ah! grazie dell’attenta e pignola traduzione.. la tua rigidità nell’interpretazione semantica, però, si riflette anche in quella disciplinare. Mi spiace, ma presumo la tua congettura si riferisse al product design, invece questo blog intende il design in senso più lato ed interdisciplinare.
In merito all’oggetto, invece, capisco che il confronto con prodotti di design accademici ti possa urtare, ma io non ho mai inteso questo.. e quel prodotto continua a farmi ridere quindi il post lo lascio.. ah! ah!
dai dai take it easy.. meglio ridere ogni tanto.. altrimenti sai che palle con tutti sti prodotti super accademici, asettici ed indottrinati.
ste
17 apr 2007 - 20:39 - #12non ti sto chiedendo di toglierlo,esiste la liberta di pensiero nel nostro paese…
Comunque visto che tu intendi il design in modo piu ampio dammene una definizione(perchè quella del dizionario è sbagliata)cosi che possa sforzarmi di capire cosa intendi per questa disciplina.
ps: chi ha detto che le cose brutte non fanno ridere?
leo
17 apr 2007 - 20:40 - #13mah.. avessi il tempo volentieri… cmq basta prendere l’esempio di domani…varcando la porta del salone troveremo mobili e oggetti di design o buffonate sopra citate???… già voi ci siete??? noi abbiamo anche lo stand con l’unifi..
terotero
17 apr 2007 - 20:51 - #14non sta a me dare definizioni.. certo che il design sia un po’ più ampio del product design, mi pare abbastanza chiaro, probabilmente a scuola ancora non ve lo spiegano. auguri per il nuovo blog.
ste
17 apr 2007 - 21:23 - #15bhe se parli di una cosa devi saperla definire no? altrimenti anche tu non sai di cosa stai parlando…a scuola faccio piu che altro architettura perche la mia professoressa di design sa poco;è per questo che ti stresso e ti chiedo scusa, pero voglio farmi un quadro generale sulle materie che mi interessano sentendo chi è in quel settore da tempo.
PS: non vi serve gente che vi scrive articoli e voi decidete se pubblicarli o no?
leo
17 apr 2007 - 21:40 - #16io cmq sono all’uni… no ied se di quello state parlando…quello è vero design non è ne product desgn , ne disegno industriale ma ci sn altri campi , rami e di definizione che gente piu esperta di me ha già dato… cmq rietngo che quella tavoletta non sia design. poi può essere anche solo una mia opinione.
terotero
17 apr 2007 - 21:44 - #17guarda.. io qui dovrei occuparmi principalmente di web e digital design e già questo sfuma un pochino i confini del design (se lo intendiamo “product”).
Ti consiglio di guardare i post di questo blog per categoria, così da renderti conto della varietà dei contenuti.
per quanto riguarda le collaborazioni e/o segnalazioni trovi il link su questa stessa pagina.
Antonio Moro
18 apr 2007 - 00:43 - #18Da Wikipedia, l’enciclopedia libera:
La parola inglese design significa progettazione (e non disegno) e indica un insieme concentrato di conoscenze, azioni, metodologie e strumenti finalizzati al raggiungimento di uno scopo, che rappresenta l’aspetto fondamentale di ogni attività di progettazione per l’industria. Si tratta di un processo completo e articolato che parte dalle primissime fasi di esplorazione e generazione di un’idea (nota come “concept design”) e si svolge fino alla definizione finale di un prodotto e la sua collocazione sul mercato.
Nel corso del tempo il concetto, l’approccio e gli strumenti dell’industrial design si sono articolati nei vari settori industriali e produttivi in cui ha trovato applicazione: nel mondo della progettazione grafica e comunicazione visiva, si parla di “graphic design” e più di recente di “communication design” (Design della comunicazione), nel mondo dell’automobile di parla di “car design”, nel mondo dell’abbigliamento si parla di “fashion design” (Design della moda), nel mondo dell’arredamento di “furniture design”,(Design dell’arredo) nel mondo dell’illuminazione di “lighting design”,(Design della luce) nel mondo degli allestimenti di “exhibition design”, nel mondo del colore il “color design”, fino ad arrivare al mondo del web dove si parla di “web design”. Attualmente esistono molti campi applicativi in cui il design si è affermato, declinato a partire dalla radice primaria di industrial design.
aggiungo io:
Oggi dare una definizione di design è molto difficile. Come appena riportato esistono infinite facce di questa professione, tra cui anche il Toy Design di cui Tero ha riportato un esempio in questo post.
Nel linguaggio comune se uno è un designer spesso ci si aspetta faccia mobili. Quando dico che faccio il designer a volte ci aggiungo davanti “graphic” altre rispondo alla faccia interrogativa che ho davanti con un “grafico pubblicitario”, altre me la cavo con un “lavoro al computer”. L’ignoranza in materia è da una parte dovuta alla particolarità della professiona, dall’altra alla sua complessità.
Webdesign (css, grafica e altro) » 2007 &ra
18 apr 2007 - 18:21 - #19[…] […]
Ohi!
18 apr 2007 - 20:25 - #20Che noiosi che siete! se l’articolo non vi piace e lo ritenete inappropriato, non leggetelo e non commentatelo a iosa. Bastavano due righe di commento negativo. Qui si sta facendo un forum.
ELMANCO / Stefano Ricci
19 apr 2007 - 09:24 - #21Ma che palle, per progettare si passa necessariamente attraverso il disegno!
Disegnare è condizione necessaria, ma non sufficente per progettare… una definizione univoca di design non esiste ed ormai purtroppo il confine tra design e moda si sta assottigliando : (
In Italia quando si parla di design si intende sopratutto product design, mentre all’estero il concetto è più ampio.
Cmq è incredibile come basti un accenno alla politica, al calcio o al sesso per scatenare commenti che finiscono con il prendere una piega diversa dai contenuti originali.