
Si è svolto ieri all’interno di quella che è stata definita la Chinatown di Milano il primo caso di disordine razziale della storia Repubblicana, all’ennesima multa inflitta ad un venditore all’ingrosso del quartiere di Via Sarpi è seguita un’energica presa di posizione dell’intera comunità asiatica, si sono susseguiti nell’arco del pomeriggio di ieri scontri con i vigili urbani e i reparti della polizia celere.
Reazione che nasce da un clima di ostilità ed un disegno di legge del Comune di Milano mirato a decongestionare l’area di Via Sarpi ed eliminare la presenza dei 400 piccoli esercizi commerciali di vendita all’ingrosso che sono nati intorno alla comunità cinese.
Molto probabilmente farebbero un più bel vedere dei nuovi negozi di Gucci e il neo sindaco Letizia Moratti portabandiera della gentrification in chiave milanese intende riportare la legalità a Milano andando a colpire una comunità produttiva, che paga le tasse e che a parer mio valorizza quello che è il tessuto sociale di una città del terziario e sempre più economicamente inaccessibile alle classi più deboli.
Quello che si è svolto ieri a Milano è la conseguenza di anni di politiche sbagliate, di uffici immigrazione delle questure dove la gente è trattata come bestie, dei CPT, di campagne pubblicitarie dove esce il peggio della retorica xenofoba e populista italiana, dei “tle pel due” di Oliviero Toscani, della vergognosa campagna realizzata dall’ACTT di Treviso e dei moduli incomprensibili per il rinnovo del permesso di soggiorno.
Credo che quanto accaduto a Milano debba far riflettere tutti e anche la comunità dei designer che potrebbe dare un’importante contributo attraverso quelle discipline come l’infografica e la segnaletica sempre più importanti in una società multietnica, restituendo alle comunicazioni visive quella funzione che sembra ormai andata persa di strumento per rendere più accessibile la cultura e l’informazione.
Testimonianze, materiale video e fotografico online lo potete trovare su 02.
Larry
13 apr 2007 - 22:03 - #1i cinesi che pagano le tasse è una delle barzellette migliori di tutti i tempi…già me la vedo la scena dei cinesi che vendono i capi di Gucci contraffatti ai senegalesi e gli fanno la fattura!
per non parlare delle massaggiatrici cinesi, anche quelle mentre te lo massaggiano pensano già allo scontrino fiscale…
Antonio Moro
14 apr 2007 - 00:00 - #2Si Larry, aggiungerei anche che non ci sono più le mezze stagioni e che Venezia è bella, ma abitarci mai. bah.
antirazzista
14 apr 2007 - 00:18 - #3veramente bel post :)
bravo!
quoto! :)
Sad0felix
14 apr 2007 - 00:24 - #4Che schifo.
A me i cinesi non stanno simpatici a priori.
Ma non mi stanno nemmeno antipatici.
E se è vero quello che ho letto in giro, cioè che i vigili urbani hanno ingiustificatamente dichiarato guerra ai cinesi (ad esempio facendo multe a capocchia, come quella per trasporto merci su carrelli sui marciapiedi) beh, sto pensando seriamente di andare a manifestare a favore loro.
Qual è il problema?
Forse che a loro la finanza e i carabinieri non fanno i controlli?
E’ forse giusto che ci si impegni a far rispettare le regole “a zone”?
Perché i genitori possono tranquillamente parcheggiare in seconda fila davanti alle scuole dei loro figli (che potrebbero tranquillamente fare 100 metri a piedi per andare fino alla macchina)? Perché da piazzale Loreto a piazzale Lodi a certe ore la preferenziale è una corsia di parcheggio e non c’è mai un vigile a dare una multa?
Perché all’improvviso diventa importante fare la multa ad un cinese che probabilmente sta scaricando l’auto davanti al suo negozio?
Le regole devono valere per tutti, e i figli di put1ana che le applicano a rate dovrebbero perdere il loro simpatico lavoro di tutori dell’ordine. Dagli ausiliari della sosta ai giudici della corte costituzionale.
Larry
14 apr 2007 - 13:29 - #5Sad0felix,
mi hai convinto, vai tu a fare il tutore dell’ordine così la botte anzichè prenderle un vigile (per la cronaca sono 6 i cinesi malmenati contro 17 poliziotti) le prendi te. così dopo sai da che parte stanno i simpatici…
Larry
14 apr 2007 - 13:36 - #6Antonio Moro,
forse a te piace farti avvelenare nei ristoranti cinesi
forse a te piace andare dalle “massaggiatrici” cinesi
forse a te piace comprare merce di provenienza illecita
forse a te piace comprare manufatti realizzati da operai/aie ridotti in schiavitù
forse frequenti pure siti e locali per sado/masochisti, sono affari tuoi, ma io ho gusti diversi.
glorfindel
14 apr 2007 - 15:42 - #7Premesso che sono daccordo con alcune delle cose scritte nell’articolo (ho visto coi miei occhi come gli immigrati LEGALI vengono trattati nelle questure, figuriamoci i clandestini…), ma parlare di una “comunità produttiva, che paga le tasse e che a parer mio valorizza quello che è il tessuto sociale di una città” è ridicolo!
Non so a Milano ma a Roma Chinatown sta a Piazza Vittorio. Io vivo non molto lontano da lì. E’ sempre stato un quartiere molto popolare, con tutti i suoi servizi e i suoi negozi (negozi popolari, ma almeno c’earno). Da qualche anno a Piazza Vittorio non ci sono più panettieri, pizzerie, o ferramenta, ma solo ed esclusivamente pigiamerie cinesi (o altre schifezze d’abbigliamento cinese).
E non è che i piccoli negozi siano spariti per colpa di qualche centro commerciale, perché sotto casa mia, ci sono 2 panettieri, una pizzeria, 2 alimentari, una macelleria e 3 bar. Tutto questo poco lontano da Piazza Vittorio dove invece puoi comprare solo un pigiama.
Quand’anche avessi un disperato bisogno di un pigiama, certo non lo comprerei lì, dato che tutte le insegne e le indicazioni sono scritte in cinese, e infatti questi negozi che vendono tutti gli stessi articoli, sono perennemente vuoti, non hanno clienti (e io ci passo davanti tutti i giorni). Ma come campano? Ma chi c’è dietro? E perché la più grande concetrazione di BMW e Mercedes da più di 50000€ (ovviamente con cinesi alla guida) è proprio a Piazza Vittorio? Comprano quelle macchine vendendo pigiami?
Perfavore, non scrivete c@zz@te su questo blog che mi piace tanto, e non mi rispondete che sono solo luoghi comuni, se non esco di casa, faccio una dozzina di foto e ve le mando subito!
escio
14 apr 2007 - 18:48 - #8con tutto lo spazio che hanno in cina proprio l’Italia dovevano scegliere per vendere cianfrusaglie
PS come fanno a vivere 300 cinesi in 20 metri di strada lo sa solo la SIAE
Elica
14 apr 2007 - 19:16 - #9Quanto buonismo fuori luogo..
rubina76
14 apr 2007 - 19:23 - #10Sappiamo tutti cosa pensa l’italia dei cinesi,ed hanno tutte le ragioni di questo mondo per pensarlo..li vendessero in cina i loro pigiami macchiati di sfruttamento.
Proprio un mese fa vicino casa mia hanno chiuso un ristorante dei loro,cucinavano cibi scaduti da anni e carni marce,in condizioni igieniche pietose…e il proprietario girava in porsche,bello schifo.
Antonio Moro
14 apr 2007 - 19:25 - #11No Larry, a me piace discutere e non sparare commenti tanto per provocare. Mi piace anche firmarmi, cosa che tu invece non sei in grado di fare a quanto pare.
Ci sono un sacco di cinesi che delinquono, che non pagano le tasse, che tengono aperti negozi di facciata per riciclare denaro, che si prostituiscono, che osano fare insegne solo in cinese, che stanno in venti in una stanza perchè gli piace. Questo lo so. Questo lo sanno tutti.
Ma da qui a dire che TUTTI i cinesi sono così, a parlare per assurdi luoghi comuni, a DISCRIMINARE ce ne passa di acqua sotto i ponti.
E sempre giù a dire “vorrei vedere te” e cose del genere. E tu non ci abiti con gli “extra”.. e qua non ci si sta più…
VORREI VEDERE TE abitare in 20 in una stanza, senza permesso di soggiorno perchè non hai un lavoro, senza lavoro perchè non hai il permesso di soggiorno, discriminato ad ogni pié sospinto. Sfruttati dai capi (ricchi con le mercedes che le multe non le prendono, scommetti?) e respinti dalla nazione in cui vivete da anni. Vi meravigliate che si aggreghino in comunità, ma voi che fareste?
Anzi, cosa già avete fatto? non voi, ma i vostri parenti? Little Italy vi dice niente? che facevano gli italiani immigrati?
ma certo, è più facile parlare per luoghi comuni, si è sicuri che siam tutti d’accordo, ce l’abbiamo tutti duro noi d’altronde.
Ovviamente la soluzione è fare multe. Magari se ne vanno no? Massì, magari spariscono così ho risolto il problema! ma come si stava bene quando non c’erano i cinesi?? Gli butterei una bomba sulla Cina! Io tutti sti extracomunitari non li capisco, da dove vengon fuori? che se ne stiano a casa loro! Noi buoni, loro cattivi. Noi onesti, loro delinquenti. Noi bianco, loro nero.
E’ una meraviglia essere sicuri di essere dalla parte giusta vero? la pace dell’ignoranza.
PaoloG
15 apr 2007 - 11:51 - #12Mmmmm…
solo un commento..
e pensare che se sono in Italia è perchè vivono meglio che in Cina,
e pensare che le leggi di tutela di mercato e sociale esistono, ma non vengono sempre applicate a dovere.
e pensare che da una multa sono passati ad un’insurrezione popolare, equità e rispetto, no?
Simone
15 apr 2007 - 16:08 - #13Scusate se dirò diverse cattiverie, ma lavoro a stretto contatto con produttori, e capisco che un conto è voler essere buoni a priori ed un conto è la verità delle cose.
I cinesi che pagano le tasse sono gli operai di ditte Italiane, tutti gli altri che non sono segnati, che non risultano e che girano con la carta di identità di persone che nemmeno sono in Italia, non solo non le pagano, ma creano un enorme danno alla nostra economia.
Le piccole manifatture falliscono, mentre loro ingrassano, perchè non hanno le spese che ha una qualsiasi ditta a regime e in regola con le richieste e le norme Italiane.
Loro se ne fregano di qualsiasi cosa, non hanno ditte a norma, non si preoccupano di smaltimento rifiuti, dell’inquinamento, di dover pagare i contributi.
Fanno quello che vogliono e lo fanno perchè è difficile tenerli sotto controllo.
Guidano senza aver mai preso la patente, vendono contraffazioni e falsi come se niente fosse.
Sono contro la violenza a priori, ma se sono quì devono rispettare le stesse leggi che rispetto io, altrimenti se ne stessero a casa.
Io se vado nel loro paese, mi adatto a quello che sono le loro regole, non forse ai loro ritmi, ma almeno ho rispetto per la loro cultura (che non condivido) e per il loro governo (di repressione e razzismo).
Ma sono ospite e mi comporterò da ospite.
Loro di rispetto nei nostri confronti ne hanno meno della cacca di cane che si pesta sul marciapiede.
E non parlo dei cittadini integrati, e non parlo di chi vive e lavora regolarmente, parlo di tutte quelle faccie nascoste dentro a capannoni, che vivono la loro vita in un mondo parallelo, con le loro regole, i loro negozi, e le importazuini clandestine.
Ma è troppo conveniente che ci siano.
Se poi accodono situazioni come quella di Milano, mi spiace ma non posso che sorridere.
Stefano
15 apr 2007 - 20:36 - #14ma chi è la testa vuota che ha scritto sto post?
io ci abito in paolo sarpi e proprio la realtà non è come l’ha descritta chi ha scritto sta cagata.
Stefano
15 apr 2007 - 20:39 - #15“E se è vero quello che ho letto in giro, cioè che i vigili urbani hanno ingiustificatamente dichiarato guerra ai cinesi (ad esempio facendo multe a capocchia, come quella per trasporto merci su carrelli sui marciapiedi) beh, sto pensando seriamente di andare a manifestare a favore loro.”
Al posto di dire minchiate,senza sapere nemmeno che è stata varata una legge che gli impedisce di girare coi loro carrelli cazzutelli, perchè non te ne stai zitto?
E dice pure di andare a manifestare per loro… roba da matti.
marco
16 apr 2007 - 00:43 - #16quoto Antonio Moro
stefano
16 apr 2007 - 08:13 - #17una delle caratteristiche delle comunità cinesi è la scarsa integrazione con il tessuto sociale della città in cui si insediano: avete mai visto un cinese in un negozio italiano, in una pizzeria italiana? non parliamo di pagare le tasse, hanno i loro ospedali (non registrati, non riconosciuti), le loro banche fantasma e altro ancora - quando si accetta o decide di vivere in un paese straniero non ci si può fare il proprio angolino autonomo con le proprie regole come nulla fosse…
Larry
16 apr 2007 - 08:56 - #18Antonio Moro, se ti chiami davvero Antonio Moro, intanto io sono Larry da 30 anni in tutto il mondo, non so da che malattia strana tu sia afflitto, ma il tuo razzismo nei confronti dei cinesi è abominevole, io nel primo commento ho solo scritto che “è una barzelletta dire che tutti i cinesi pagano le tasse” ed è ancora scritto 50 cm più sopra.
Poi, tutte le tue farneticazioni, invenzioni, scemenze su quello che avrei detto ma non ho MAI scritto è dovuto allo stato disastroso del tuo cervello e dalla paranoia; fatti visitare da uno bravo.
Xander
16 apr 2007 - 10:17 - #19Scusate, a me pare si esageri un po’.
Esistono molti italiani, imprenditori e non, accusabili degli stessi crimini dei cinesi.
Evasione, sfruttamento, prodotti indegni, favoritismi.. Eppure nessuno si scandalizza, anzi, è “lecito” comportarsi così, per competere sul Mercato. Le leggi valgono per tutti o per nessuno, a prescindere dal colore della pelle.
Altro che buonismo, si nota sempre più il razzismo strisciante.
Non impariamo mai…
Antonio Moro
16 apr 2007 - 10:41 - #20Larry vai a fare il troll da un’altra parte dai, non hai capito nulla, se vuoi offendere e basta non è il posto giusto.. razzista io? lol..
Da quel che vedo la discussione non porta da nessuna parte, ci sono un sacco di paraocchi in giro.. ma non credo si potesse chiedere di meglio su un argomento come questo.
boss_frog
16 apr 2007 - 11:01 - #21paolo sarpi è un ghetto.
è come tutti i ghetti è un posto pessimo.
i cinesi hanno lì costituito una città invisibile (grazie calvino), impermeabile al resto di milano.
hanno rubato un pezzo di città (o ce la siamo fatta rubare) degradandola con realtà -ehm- imprenditoriali dal profilo bassissimo e dall’illegalità diffusa.
chi dici di vivere in sarpi e di non percepirlo come un ghetto ha i paraocchi.
la formazione di ghetti dovrebbe essere detestabile per tutti, ma molti temono di essere etichettati come razzisti se affermano che in paolo sarpi la comunità cinese può solo dare il peggio di sè.
Franz
16 apr 2007 - 11:23 - #22Quoto Antonio Moro in tutto…
Ai luoghi comuni aggiungerei che sti cinesi han tutti la stessa faccia, oh non li distingui!
Mi fa sorridere l’ignoranza di certa gente che si lamenta dei negozi italiani che si chiudono per dar posto ai cinesi pigiamai… I cinesi a chi li han dati i soldi? Chi gli ha dato la possibilità di aprire quei negozi? Chi ha preso i soldi? Fanno schifo i cinesi che pagano di più o gli italiani che si mettono in tasca i soldi?
Poi, a cose fatte li si tratta coi piedi, o mancandogli di rispetto, sinceramente non vedo come non essere dalla loro parte!
C’è un movimento anti-cina che si sta muovendo neanche tanto di nascosto…
I telegiornali fanno schifo e diventano faziosissimi.
Una volta erano i “meridionali”, poi “quelli di colore” e poi gli “albanesi”… sotto a chi tocca!
Larry
16 apr 2007 - 11:25 - #23Antonio Moro, tu non hai capito nulla, se non hai argomenti e devi solo tenere calda la tastiera, prova a digitare col computer spento…
Brewis78
16 apr 2007 - 11:25 - #24@Xander: è vero, anche molti italiani non ripettano le leggi e fanno a modo loro…ma…di solito non vivono tutti in una comunità così “concentrata” ma sono sparsi in giro per l’italia (ma così in tutto il mondo) nella percentuale delle “mele marce”…se in italia la percentuale di “delinquenti” fosse la stessa di questi “ghetti” beh, mi sa che non sarebbe così tranuqilla la nostra vita. In secondo luogo io non ho mai visto una manifestazione popolare per difendere (sotto sotto) la libertà di evadere le tasse, di avere leggi proprie, giustizia propria, etc. etc. La differenza (enorme) devi cercarla in queste cose.
In generale sul post, io sono veramente favorevole allo scambio e arricchimento culturale che possono portare persone di altri paesi. Ho e ho avuto molti amici di culture completamente diverse dalla nostra…ma qui la cosa è diversa. Ovviamente generalizzando, buona parte di queste comunità è solo un male e non ci vedo nulla di positivo. Questo “replicare in piccolo” la loro città qui da noi con regole interne non porta nessuna crescita ne a noi ne a loro. Ognuno continua a vivere senza dare nulla all’altro…in più violando la legge in molti casi…e questo è inaccettabile.
Per quanto riguarda i nostri “parenti” emigrati e Little Italy…cosa centra? Anche loro hanno sabgliato, hanno fatto una pessima figura e la hanno fatta fare ai “parenti” rimasti in italia. Molti si sono arricchiti (spesso illegalmente) e proprio come in questo caso vanno/andavano condannati e non incentivati!
Brewis78
16 apr 2007 - 11:48 - #25@Franz: Secondo te dè unabuona cosa che in un quartire di una città italiana (ma è così in tutto il mondo), giro e trovo quasi esclusivamente insegne in cinese o se mi va bene trovo un scritta molto molto più piccola in italiano. E’ una buona cosa se in quel luogo c’è tanta gente che lavora legalemte e rispetta leregole del nostro stato, ma molta che invece si fa regole proprie e opera illegalmente.
E’ una buona cosa se una buona percentuale delle persone che vivono lì, magari da anni, non parlano o parlano pochissimo l’italiano e in generale vivono solo fra le loro “mura” e non cercano di approfittare del fatto che si trovano in uno stato con una cultura diversa dalla loro e potrebbero sfruttare questa cosa per “crescere” e farci crescere?
Per me i luoghi comuni sono altri, qui si parla di cose concrete che vedresti tu stesso se solo provassi ad andare il questo quartiere o in latri simili sparsi nel mondo.
nicola
16 apr 2007 - 12:42 - #26la mia piu sincera solidarieta ai cinesi di paolo sarpi, vivo qui da sempre e vivo il quartiere, ho visto la trasformazione della zona, vedo i cinesi lavorare e crescere i figli. Spero che questa ventata di razzismo finisca presto. Adesso scendo a fare un giro in Sarpi, e ci sto bene. Spero che i leghisti stasera non facciano carnevalate. Sarò lì a controllare.
nicola
Xander
16 apr 2007 - 14:40 - #27@ brewis: io invece la manifestazione popolare per evadere le tasse l’ho vista, eccome!
Anzi, ricordo un recente premier che diceva: “é una cosa naturale”, quindi, oltre a leggittimarla, addirittura voleva esserne lodato.
Vediamo di non dire c#zzate, come al ns solito.
Questo è razzismo, nudo e crudo.
I cinesi voglion un commercio “libero”, alla maniera intesa da molti imprenditori/capitalisti occidentali: “Liberi” di vendere ogni cosa.
Glielo abbiamo insegnato noi. Loro son solo meno ipocriti.
Quindi, se vogliamo condannarli, guardiamo prima a noi.
E non facciamo i soliti commenti da faccetta nera, sia mai P.le Loreto insegni qualcosa..
Brewis78
16 apr 2007 - 15:52 - #28Xander, io la manifestazione popolare non la ho vista, ma però ho sentito le paroel di un “recente premier” e per quanto in parte condivisibili ad esmpio a riguardo della percezione della gente rispetto alla “giusta percentuale” da versare allo stato…per il resto erano sbagliate, come lo sono certe “voglie” di alcuni imprenditori/capitalisti occidentali come li definisci tu.
Ma questo non vuol dire che se uno o più fessi hanno fatto o vorrebbero fare una cosa, questa sia giusta. Io non approvo nemmeno i discorsi della Lega, troppo “estremi” ma anche in questo caso alcune parti sono condivisibili.
Il mio discorso resta sempre che ad esmpio (hai citato quello) il “mercato libero” come viene inteso dai cinesi vuole spesso dire “senza regole” o senza vincoli sul contro llo di vendita, produzione, etc.
O viviamo in un modno diverso noi due, oppure i “falsi manco d’autore” li vedo solo io? La poca integrazione che c’è in queste zone (ripeto, dalla lingua in avanti) la vedo solo io?
Non sono ne di destra, ne razzista, e nemmeno nazionalista…anzi…ma non vedo questa situazione solo come “politica” cerco di andare un po’ oltre e vedere se è milgiorabile questa situazoine e capire di chi è la maggior parte della colpa se le cose non funzoinano…e non credo sia colpa della finanza, del comune o dei vigili urbani, sinceramente, che fanno solo li loro dovere (la maggior parte almeno)
Xander
16 apr 2007 - 16:11 - #29@ brewis: felice che da un discorso con toni tutt’altro che pacifici si passi a qualcosa di costruttivo.
Lasciamone fuori, per quanto possiamo, le visioni politiche.
Resta il fatto che, se si vuole integrarli, controllarli, ect ect, bisogna avere un approccio diverso. Quando una comunità si chiude a riccio ne risente sia l’ospitante sia l’ospitato.
Vediamo i punti che possiam avere in comune, promuoviamo una VERA integrazione, socio-culturale, prima che commerciale, per la quale è più opportuno parlare di competitività che non d’integrazione.
E, se proprio non li si vuole in Italia, proporrei ai ns cari imprenditori, che della globalizzazione hanno fatto un’arte, così come dello sfruttamento, di venir via da tutti i paesi in cui producono a costo 0, per tornare qui e PAGARE noi autoctoni.
P.S.: il Comune è l’artefice di tutto questo. La giunta doveva muoversi per tempo per integrare e regolamentare. Quindi, per me, è quello con le maggiori responsabilità.
Brewis78
16 apr 2007 - 17:03 - #30Xander vedi, io ho detto la mia sul fatto che sia giusto o meno manifestare per determinati “diritti” o per una legge sugli orari di carico/scarico, etc. e anche sul fatto che in questi luoghi c’è una scarsa integrazione.
Da qui ad avere la formula magica per risolvere la cosa…oddio…sinceraente non ne ho idea. Non so dire quali sarebbero le mosse strategiche per migliorare sensibilmente la situazione.
Noto però una cosa, questo problema di integrazione di cinesi, non lo abbiamo soltanto in italia o a milano, ma c’è un po’ in tutto il mondo. Molto spesso la tendenza è quella di creare questi “zone chiuse” e crearsi una situazione su misura…non incolperei quindi esclusivamente (o per la parte maggiore) il comune.
Sono però d’accordo con te sul fatto che se una comunità si chiude il danno è per tutti, ma veramente io nel breve periodo cercherei semplicemtne di avere maggiore controllo sulla comunità e cercare di far rispettare il più possibile le leggi, come tutti noi solitamente facciamo…chi sgarra, semplicemnte paga il giusto. Certo non può essere questa la “formula” alla quale tu auspicavi, ma come ripeto non ho idea di quali siano gli ingredienti e come mescolarli.
Daniele
17 apr 2007 - 12:19 - #31Ma che post mi tocca leggere…
pensavo fosse un blog di design non di pseudo buonisti di sinistra che non sanno dove sia di casa la legalità che parlano a vanvera senza conoscere le realtà dei fatti
tolto subito dai preferiti.
Peccato
Webdesign (css, grafica e altro) » Blog Arc
18 apr 2007 - 17:45 - #32[…] Original post by c151.com […]