Origami, natura, decoro: le nuove soluzioni ceramiche di Mutina

mutina cersaie 2010

Un paio di scarpe calpestano un foglio di carta geometricamente sgualcito. Realtà o falsa pista? Tutte e due le cose, potremmo dire: l'effetto, estremamente realistico, è infatti quello di una velina piegata. Ma a riscattarne le condizioni di usura e le possibilità d'uso ci pensa, con perizia tecnologica al limite dell'ardito, il materiale impiegato: ceramica.

L'operazione, tra le più interessanti tra quelle intraviste al Cersaie di Bologna, è riuscita a Mutina, marchio del distretto di Sassuolo già salito agli onori della cronaca per la collezione Déchirer di Patricia Urquiola. Che ritroviamo, anche quest'anno, affiancata da altre due firme del panorama del design internazionale, Tokujin Yoshioka e Raw Edges (Yael Mer&Shay Alkalay).

Se a questi ultimi si deve il delicato effetto origami di cui sopra (Fold), Yoshioka si richiama al suo inesauribile interesse per la natura ( vedi la nostra intervista dello scorso aprile) regalandoci una composizione -Phenomenon- fatta di piccolissimi nidi d'ape, come estrusi, che danno vita ad una superficie irregolare. Per la Urquiola, invece, alle texture che affiorano con delicatezza in un bassorilievo - Bas relief-, si aggiungono i delicati e quasi impercettibili effetti in controluce di Trace. Last but not least, anche le proposte dell'Ufficio Tecnico, di cui si apprezza la scelta calibratissima della cartella colori.

Le novità Mutina al Cersaie 2010

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