
Perdonateci la rivisitazione del tradizionale modo di dire nel titolo, ma ci sembrava appropriata per sintetizzare il principio che è dietro un lavoro come questo sgabello “Hox” dell’israeliano Asaf Yogev con cui il designer ha partecipato al contest “Design for all” del portale Design Boom promosso in collaborazione con la Seoul Design Fair 2010.
Hox è un nome composto dalle ‘iniziali’ delle tre sedute presentate da Yogev che richiamano altrettante lettere. La “H-chair”, la “O-chair” e la “X-chair”, appunto. Tutte basate sull’idea di analizzare (e rendere concretamente) la sensazione di cedevolezza su qualcosa di soffice. L’esperienza del sedersi, in senso più ampio.
Oggetti che sorprendono perché occupano uno spazio (e una forma, nello spazio) differente quando non vengono utilizzati. Una forma che ritrovano quando la funzione d’uso viene abbandonata. Dopo il salto, le immagini dei tre lavori nel dettaglio.
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