Un inedito Lapo Elkann designer attinge alla sua storia personale e familiare per definire i tratti della sua prima collezione di elementi d’arredo. Quale, dunque, il concept a cui ispirarsi per Wroom Wroom, Boing Boing e Roll Roll, i tre pezzi appena presentati da Meritalia all’ultimo Salone?
Come avrete intuito anche dall’onomatopea, il mondo è quello dei motori e della fabbrica meccanica. Officina, questo il nome della collezione, si caratterizza stando alle parole dello stesso Lapo per “un’estetica brutale ma affascinante, perché anche un bullone può essere sofisticato e ricco come un gioiello”.
Presenze forti, dunque, quelle della lampada, del tavolo da pranzo e del tavolino, in sintonia con un approccio al progetto che fa di una personalità e del racconto di una storia (in una perfetta prospettiva da marketing dello storytelling) i prerequisiti essenziali per il lancio un nuovo prodotto sul mercato.
la collezione Officina di Lapo Elkann per Meritalia
BingoCrepuscolo
16 mag 2010 - 14:39 - #1Se c’è una cosa più fastidiosa della pubblicità audio in versione banner che parte da sola, me la fate vedere? Vi seguo via feed e quando apro il vostro, parte sempre qualche suono a volume altissimo e io devo “cercarlo” fra i vostri post per stopparlo.
Per scoprire, sorpresa sorpresa, che non c’è modo di disabilitare l’audio se non spegnendo le casse del mio pc.
Vi chiedo se vi rendete conto dell’invasività e del modo assolutamente inappropriato di fare pubblicità.
Vi invito ad interrompere questo pessimo modo di fare se volete mantenere qualche lettore sui vostri feed.
_bernini_
16 mag 2010 - 16:19 - #2quoto.
definirla irritante è poco.
david37
16 mag 2010 - 16:57 - #3quoto!
…anche se ho conosciuto Lapo e lo trovo una persona molto creativa, oltre che un grande comunicatore, trovo che questi oggetti disegnati da lui, in collaborazione con Gaetano Pesce (che in questo posto non viene nemmeno menzionato), non siano un granché.
e poi non so fino a che punto gli oggetti utilizzati per creare questi complementi siano frutto di un riuso: secondo me sono nuovi, e con tanto di scritta ‘Lapo Elkann x Meritalia’
seal
17 mag 2010 - 08:38 - #4Tipico esempio di raccomandato.
marmo
17 mag 2010 - 09:20 - #5ma per piacere… Pesce+Lapo=?
ah, scusami Lapo, a quando una linea ispirata al mondo del basket NBA?…
Blogo.it
17 mag 2010 - 09:59 - #6Scusate, abbiamo bannato l’ad invasivo che Adsense lasciava passare in homepage automaticamente, grazie per la segnalazione.
diochino
17 mag 2010 - 13:53 - #7alla fine il tavolino molla è carino il lampadario è orrendo e vorrei proprio sapere con che tipo di lampade funziona… a stima userà alogene e le alogene sono incandescenza e nel 2011 saranno fuori produzione… se invece è a led… bhè non fatemi parlare che è meglio!
david37
17 mag 2010 - 13:55 - #8@marmo (scusatemi per il post preso altrove):
http://fuorisalone.it/2010/blog_article.php?id=90
sempre @marmo:
http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Moda-arrivano-le-Lapo-Shirt-dai-LA-Lapers-a-No-Lapo-No-Party_370813781.html
c’é poco Lapo, nella tua vita! :P
Esorbita
17 nov 2011 - 00:43 - #9Parlare di design puntando il dito verso i prodotti di Lapo Elkann è un insulto a quelli che sono stati i veri maestri della progettazione. Inoltre in questo sito viene usato il termine design per tutto quello che viene presentato… e la maggioranza di tutto questo non è design. E’ tendenza, è stile, è creatività.
Pretendere di sapere cos’è il design è da veri ignoranti.
Nemmeno i grandi maestri PRETENDONO di saperlo, ma tentano di spiegarlo tramite una vita di lavoro, ricerca, centinaia e centinaia di disegni per un singolo lavoro, che gli hanno dato la possibilità di mettere in pratica il loro approccio al progetto.
Cambiare i toni darebbe anche un aiuto alle persone a capire meglio cosa vuol dire fare design.
Se dovete fare confusione allora occupatevi di stile e chiamate il sito “styleblog”.
ps: scusate il moralismo ma non se ne può più di tutto questo mischione di oggetti, oggettini e via dicendo che confondono solo le idee su quello che dovrebbe invece essere un lavoro che esiste dall’alba dei tempi.
Provate a leggere qualche pubblicazione di Enzo Mari o Ettore Sottsass o Andrea Branzi e inizierete a capire cosa intendo.