Le firme contano?



Chiusa la petizione e presentate le 3250 firme al ministro Francesco Rutelli e al presidente della Commissione Cultura Pietro Folena, l'Aiap ha incontrato ieri alla Camera l'onorevole Giulietti sulla questione "Logo Italia".

Già questa mattina Giulietti in Commissione cultura "ha avanzato formale richiesta di chiarimenti in merito alla gestione e ai risultati del concorso che ha portato alla selezione del nuovo marchio turistico dell'Italia, sottolineando la necessità di ascoltare la voce di un'associazione rappresentativa del mondo della comunicazione visiva come l'Aiap" (riporto dal blog dell'Aiap).

Il presidente Pietro Folena ha condiviso le osservazioni di Giulietti invitando ad una audizione l'Aiap.

Detto questo, i miei commenti sorgono spontanei. Indubbiamente fa piacere che un'associazione come l'Aiap finalmente tiri fuori la testa dalla terra e si muova attivamente per i propri iscritti, ma tutto questo rischia, verosimilmente, di finire in una grossa bolla d'aria. 3250 firme sono semplicemente insignificanti e il concorso per il logo è chiuso da un pezzo, vincitore proclamato, grafica istituita, processi avviati.
Crediamo davvero che cambieranno logo per 3000 firme e un po' di confusione fatta su Internet? torniamo coi piedi per terra.

Volete che vi dica la mia di opinione? tutto questa mossa dell'AIAP a me sembra solo una gran mossa pubblicitaria. Il logo Italia ha scatenato un putiferio nel mondo della grafica e tutti ora sono con le orecchie tese su questo argomento. DesignerBlog è stato il primo ad esprimere un'analisi e un'opinione sul logo e ad accedere la discussione, ma siamo stati anche i primi a tornare nei ranghi quando ormai si era già detto tutto. Cavalcare l'onda dell'argomento solo per fare hit sul sito non ci interessava e non ci interessa.

Allora a cosa serve questa petizione dell'AIAP e le mille altre iniziative spuntate come funghi sulla rete? i loghetti, i concorsi, i forum, interi siti dedicati all'argomento? Servono a noi per indignarci, ma sono iniziativie morte: morte perchè destinate solo a noi stessi, a noi designer.

Come ho già detto il giorno dopo della presentazione il problema vero in Italia non è il logo IT, che oramai è un dato di fatto, ma la mancanza di cultura visiva nel nostro paese. E' un cancro che peggiora di anno in anno e che sforna migliaia di loghi come quello dell'Italia, migliaia di concorsi sballati, migliaia di visual malato che ci guarda ogni giorno.

E allora care Aiap, ADI e Adci invece che cavalcare l'onda di questo scandalo cominciate a dare un segnale forte e iniziate una nuova via nella promozione della cultura visiva in Italia. Nelle aziende, nelle scuole, per le strade. Ma questo l'ho già detto e ridetto.

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