Gli oggetti realizzati dallo studio 157-173 Designers di Thessaloniki sembrano l’arredamento ideale per il gabinetto di uno scienziato pazzo, un novello Frankenstein che si diverte ad assemblare parti disparate di corpi morti per donargli nuova vita.
Cavi di vecchi ferri da stiro e pulegge, contrappesi e tubi innocenti, vecchi portalampada, blocchi di cemento e molto compensato di risulta: le lampade della collezione 2D Lights, immaginate da Babis Papanikolaou e Christina Tsiragelou, fondatori dello studio, non nascondono la provenienza delle singole parti, anzi rivendicano orgogliose la loro identità di creature di laboratorio.
Via | Trescool.es






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