I taglieri triangolari di Runa Klock ispirati alla montagna

Accessori per la cucina dal design originale che ricordano i paesaggi di montagna proposti dalla designer Runa Klock

I taglieri triangolari di Runa Klock

Anche gli accessori per la casa fanno la differenza quando si parla di arredamento, che siano per la cucina, il bagno o la camera da letto non importa, basta che abbiano stile e siano originali. La proposta di Runa Klock è l’esempio concreto di come piccoli oggetti possano definire un ambiente, in questo caso la cucina. Stiamo parlando di taglieri triangolari molto particolari che una volta accatastati tra loro ricordano una catena montuosa: una simpatica idea di trasmettere la natura nell’ambiente domestico.


I taglieri triangolari di Runa Klock

Realizzati in legno frassino massello e proposti in occasione della settimana del design milanese a Ventura Lambrate. Quando non vengono utilizzati e vengono posizionati l’uno accanto all’altro raffigurano una sorta di paesaggio di montagna grazie alle linee sinuose e arrotondate. Il set vede tre tipologie di triangolo isoscele di diverse altezze e larghezze, in modo da poter giocare con la fantasia combinandoli come meglio crediamo. La designer nasce in Norvegia e ha da sempre manifestato amore e passione per le materie prime, l’artigianato e la natura, utilizzandola come fonte di ispirazione per le sue creazioni. Una soluzione vincente, priva di fronzoli eccessivi e che si prospetta come un interessante accessorio per le nostre cucine.

Ricordiamoci di trattare con cura ogni singolo accessorio per la cucina in legno, soprattutto durante la fase del lavaggio. Nel caso dei taglieri è meglio utilizzare l’acqua tiepida insieme a poche gocce di detersivo per piatti ecologico oppure sapone di marsiglia, lasciandoli poi asciugare in posizione verticale per impedire la formazione di muffa. Per una pulizia più profonda strofiniamo del sale grosso sfregando con la buccia di un limone: rimedio infallibile per rimuovere residui alimentarsi.

Via | Dezeen, Greenme

Foto | Courtesy credit Vito de Castro Lopes

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