
E’ una medaglia gioiello quella che l’industrial designer canadese Omer Arbel ha progettato per i giochi olimpici invernali di Vancouver 2010. Il concept, risultato vincitore del concorso indetto dal comitato organizzatore, partiva dal presupposto che le medaglie sono qualcosa da indossare tutti giorni, e non una sorta di reliquia da mettere in vetrina e pulire dalla polvere di tanto in tanto.
Il design ha quindi optato per uno stile discreto e “portabile”, privilegiando un layout minimale che rinuncia a scritte e simbologie nazionali (è prassi, infatti, riportare sempre la città che accoglie i giochi) a favore di una texture grafica astratta, a cui si aggiungono in rilievo -e questi non potevano veramente mancare- gli anelli dei giochi olimpici.
Via | Metropolismag
galfa
07 feb 2010 - 13:28 - #1no, l’idea di non celebrare l’edizione in cui la medaglia è assegnata non mi convince proprio
giabbotomato
07 feb 2010 - 13:47 - #2Il disegno non è astratto. Sono particolari di opere dei nativi di quell’area del canada. In particolare, mi sembra di riconoscere il ‘raven’ (corvo) in quella d’oro e di bronzo. La leggenda narra che un corvo nero abbia rubato il sole per portarlo agli umani che vivevano all’interno di una conchiglia al buio.
L’altro animale che viene sempre raffigurato è l’orca: animale,inoltre simbolo della squadra di hockey di Vancouver. Probabilmente hanno optato per questi due animali.
Per questo motivo penso che non sia necessario indicare il nome della città ospitante: la grafica dice tutto, soprattutto se hai avuto l’occasione di visitare Vancouver e la British Columbia in genere.
Inoltre, sono molto legati all’arte nativa perchè la ’storia’ del British Columbia è cominciata solamente nel 1800 con i primi colonizzatori ed è l’unica cosa veramente tipica del luogo.
frigo*
07 feb 2010 - 15:45 - #3credo che la frase “la grafica esprima tutto” sia non totalmente veritiera. Te ne rendi conto anche tu quando continuando, dici: “soprattutto se hai avuto l’occasione di visitare Vancouver e la British Columbia in genere”.
A me risulta un disegno astratto, che sia preso dalle linee di queste simbologie può essere probabile, ma non è denotativo dell’edizione, almeno per il 95% della popolazione.
giabbotomato
08 feb 2010 - 11:22 - #4Dal momento in cui le medaglie andranno agli atleti, i quali sicuramente verranno a contatto con questo tipo di grafica locale, penso che sia sufficiente e soprattutto penso che ad un atleta rimanga nel cuore una medaglia alle Olimpiadi e non sia prettamente necessario ribadire il nome della città . Non penso sia necessario che tutto il pianeta debba riconoscere la sua provenienza. Inoltre, il brief del concorso era chiaro dicendo che dovesse essere qualcosa da indossare e non come un trofeo: trovo antiestetico l’aggiungere grafismi , come sostengo, inutili (se alle spalle hanno della cultura del progetto).
michele-g
08 feb 2010 - 11:54 - #5il simbolino sulla parte sinistra del nastro sembra quello delle autostrade….