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Ikea al cinema, una campagna di guerrilla marketing

pubblicato: lunedì 01 febbraio 2010 da Cut-tv*e in: Arredamento Advertising

Mentre sul piccolo schermo imperversa la campagna in cui un detenuto e una guardia carceraria guardano insieme la tv in una cella arredata Ikea, la multinazionale svedese lancia in Austria una campagna di guerrilla che fa discutere per la sua intrusività.

Approfittando delle numerose occasioni in cui i propri mobili compaiono sui set di film di successo (a partire dall’ormai celebre scena di Fight Club) un gruppo di ” guerriglieri” si sono introdotti in diverse sale cinematografiche muniti di mini proiettori.

Grazie a queste attrezzature nascoste sono stati in grado di proiettare sulle immagini dei film in corso delle targhette con i nomi e i prezzi dei vari mobili Ikea presenti nelle scene. All’uscita della sala, neanche a farlo apposta, c’erano ragazzi a distribuire i cataloghi.

Via | Comunicadores.info

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Commenti dei lettori

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  • GranVia

    01 feb 2010 - 18:49 - #1
    -1 punto
    Up Down

    il film é BURN AFTER READING

  • Profilo di iuston

    iuston

    01 feb 2010 - 20:18 - #2
    1 punto
    Up Down

    probabilmente nell’articolo si riferiscono alla scena di fight club in cui si dà il prezzo di ogni pezzo della cucina mentre il protagonista sta al telefono cercando di ordinare un nuovo mobile.

  • Profilo di stizo

    stizo

    02 feb 2010 - 09:10 - #3
    -1 punto
    Up Down

    x me è peggio della pubblicitá subliminale, se giá mi devono far vedere i prezzi dei prodotti, distraendomi dal film, allora pretendo che mi paghino il biglietto

  • Profilo di cowish

    cowish

    02 feb 2010 - 12:31 - #4
    0 punti
    Up Down

    divertente e geniale. Però per “ricompensare” della pazienza avuto, un omaggio all’uscita era indicato

  • Steid

    03 feb 2010 - 09:15 - #5
    0 punti
    Up Down

    Se fosse capitato a me, considerato il costo del biglietto per il film e la pubblicità che ti appioppano già prima del film stesso, avrei preso a sberle quelli che distribuivano i cataloghi. Non credo sarei riuscito a individuare quelli coi proiettori…

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