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Ritorno al Futuro: il primo lettore CD della Sony

Pubblicato: 14 gen 2010 da intweetion

SonyCDplayer

Il ‘gioiellino’ che vedete in foto, costava ’solo’ 1000$ nel lontanissimo 1983. E’ stato il primo lettore di compact disc messo in commercio (quello dell’anno precedente aveva avuto vita brevissima e principalmente nelle fiere per addetti ai lavori) e uscì con il marchio Sony (anche se l’invenzione è un brevetto Sony/Philips).

Non certo un miracolo di design, squadrato e voluminoso, il CDP-101 era uno status-symbol da audiofili. Per via del prezzo, certo, ma anche perché la musica disponibile sul nuovo supporto era davvero poca. La stampa di album in formato CD era iniziata appena due anni prima e includeva solo artisti dalle cifre di vendita astronomiche come Abba e Billy Joel e molta musica classica per esaltare la qualità dell’ascolto.

Fa sorridere guardare oggetti così distanti dalla nostra idea di futuro e -soprattutto- di estetica legata alla tecnologia. Fa ancora più sorridere l’autorevole recensione (a questo link), scritta dallo staff di Sterophile all’inizio del 1983. Toni entusiasti ma diffidenti: come mai avrebbe potuto diffondersi un oggetto simile su larga scala? Sarebbe divertente provarci ora.

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4 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di gianlkr

    gianlkr

    14 gen 2010 - 14:44 - #1
    0 punti
    Up Down

    Beh… se ripensi agli apparecchi audio del 1983 era un design che sembrava provenire da un altro mondo. Si passava dalle manopole ai pulsanti, dalle lancette al display… Per non parlare del cassettino motorizzato del cd stesso. Tutta da roba da film di fantascienza… ;)

    Ciao! :)

  • Profilo di intweetion

    intweetion

    14 gen 2010 - 16:26 - #2
    0 punti
    Up Down

    @gianlkr il cassettino motorizzato era una novità, per l’epoca, così come la presenza di tutti quei pulsanti. Il design degli oggetti di elettronica però già si stava muovendo da un paio d’anni in quella direzione (mi vengono in mente i primi lettori per floppy disc Apple e Commodore o lo ZX81 con i tasti a sfioramento come certe calcolatrici). L’idea originale stava appunto nel fatto che quasi tutti i comandi fossero ‘a scomparsa’ o integrati nel corpo dell’oggetto.

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