
Brevissima nota di colore. Mi sono imbattuto in Beatrice Alemagna molti anni fa, quando un comune conoscente realizzò un cortometraggio sui suoi lavori e sul suo -allora- recente trasferimento in Francia. A colpirmi fu non solo l’evidente bravura, ma la sincera passione e volontà di “disegnare racconti” -per usare le sue parole- senza lasciarsi scoraggiare dai limiti di un mercato difficile come quello italiano.
Cresciuta con l’ammirazione per i libri di Rodari e le illustrazioni di Luzzati e Munari, Beatrice Alemagna ha raggiunto traguardi importantissimi nell’ambiente della narrativa illustrata per bambini. Selezionata per ben due volte in occasione del prestigioso Prix Baobab e vincitrice di un Premio Andersen (e di molti altri concorsi), le sue storie sono state tradotte in varie lingue e il suo talento è ormai da più di 10 anni al servizio di una struttura importante come il Centre Pompidou di Parigi.
Capace di un approccio delicato e intelligente anche ad emozioni difficili da tradurre per i più piccoli, utilizzando tecniche diverse in modo ’semplice’ e perfettamente adeguato alle storie, il suo tratto e la sua abilità nel raccontare sono cresciuti proporzionalmente ai risultati ottenuti. Uno dei nomi di cui andare orgogliosi fuori dai nostri -spesso- miopi confini nazionali. Di seguito, una gallery con alcune sue tavole.
Le illustrazioni di Beatrice Alemagna





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