Maxxi Architettura, al via la Roma del futuro

pubblicato: giovedì 12 novembre 2009 da Giulia in: Eventi

maxxi-roma

Inaugurazione emozionata, stamattina, per il Maxxi di Roma, il museo delle arti del XXI secolo che vede la luce dopo una gestazione durata 11 anni. Tanti ne sono passati, infatti, da quando l’architetto Zaha Hadid si aggiudicò il concorso per la realizzazione del nuovo polo museale capitolino tutto dedicato al contemporaneo. E pure a qualcosa di più. L’ambizione non nascosta di curatori e direttori, infatti, è sempre stata quella di traghettare la città di Roma verso il suo futuro prossimo, sia grazie al nuovo innesto architettonico nel tessuto urbano, sia grazie alle nuove collezioni e esposizioni temporanee dedicate al nuovo che avanza, nelle arti plastiche come nell’architettura.

E il design? Ci sarà spazio anche per quello. Il Maxxi Architettura, infatti, ha già acquisito nella sua collezione gli archivi di progettisti, tra gli altri, del calibro di Carlo Scarpa, Aldo Rossi, Italo Rota. Inoltre, l’attenzione alla disciplina sarà garantita da esposizioni temporanee che si distingueranno anche per l’approccio trasversale con gli altri ambiti operativi del museo, con un’attenzione particolare alle punte di diamante del made in Italy.

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Commenti dei lettori

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  • Manuela F.

    12 nov 2009 - 23:06 - #1
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    Per carità, sarà un’opera grandiosa e magnifica, senza ombra di dubbio, ma la trovo, come altre a Roma, compreso “il cubo” in cui è stata inglobata l’Ara Pacis, un abbrutimento della città, una distruzione decontestualizzata dell’ “ecosistema” urbano romano, fatto di storia e antichità….my humble opinion…
    http://www.loccidentale.it/articolo/archistar.0081495

  • Profilo di lollobeach

    lollobeach

    13 nov 2009 - 11:12 - #2
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    Premesso che non sono un particolare estimatore di Zaha Hadid, ritengo che l’atteggiamento ostruzionista nei confronti del “nuovo” sia contro producente per la storia stessa del paese…i più grandi esempi di architettura nel mondo sono stati sempre dirompenti e hanno interpretato la contemporaneità…quando furono costruiti monumenti come la TourEiffel o il Guggenheim Museum di NewYork l’opinione pubblica li voleva far buttare giù…con questo non voglio dire che l’opera di Zaha Hadid sia nemmeno lontanamente a quei livelli, ma è l’atteggiamento nei confronti del nuovo che lentamente avanza a dover cambiare…..Poi “De gustibus non disputandum est”

  • diochino85

    13 nov 2009 - 20:42 - #3
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    Manuela F. sicuramente non conosci nulla di storia! Cos’è che rende grande l’italia? Ti do un paio di opzioni: A) il falso storico. B) La sua storia.

    Come si manifesta la storia? bhè si manifesta sotto le spoglie di monumenti e palazzi e trame dell’edificato e cultura etc etc, ma fermiamoci all’edificato. Se nel periodo barocco non avessero fatto nulla, ora a roma ci sarebbero dei ruderi abbandonati e nulla più, invece a Roma io posso andare a vedere splendidi edifici barocchi, nel periodo fascista se non avessero fatto nulla, ora io non potrei andare nel quartiere dell’ Eur e vedere che la follia fascista c’è stata e ha lasciato anche un bell’esempio di architettura di quel periodo, architetture forti di regime, architetture sobrie ed imponenti, se non avessimo costruito il museo dell’arapacis il vetusto altare sarebbe nel dimenticatoio, la chiesa barocca li davanti non la vedrebbe nessuno e lo stesso vale per la costruzione romana li nei paraggi che ora non ricordo più cos’è ma che è un bel pezzo di storia romana abbandonata dagli attuali romani. Inoltre l’arapacis è un falso storico bello e buono è l’anastilosi fatta a monumento (se sai cos’è l’anastilosi) direi così ad occhio un buon 80% è un falso, o meglio, non è un falso perchè nell’epoca in cui è stato effettuato l’intervento di anastilosi tale tecnica era all’avanguardia e giusta, ora chi siamo noi per dire no eliminiamo le superfetazioni e lasciamo un mucchietto di frammenti sparsi in terra? Deve restare il museo dell’arapacis tanto quanto devono restare tutte le parti false dell’arapacis quanto deve sopravvivere l’arapacis, sono 3 parti della storia che convivono in simbiosi. La storia dei nostri giorni non è feccia, vale quanto la storia passata, anzi vale di più perchè è ciò che diamo NOI ai posteri, ed i posteri avranno queste nostre “nuove” opere che resteranno li nel tempo e dimostreranno che ci siamo stati anche noi, io voglio passare alla storia per uno che ha vissuto in un secolo come gli altri ossia dove si è continuato ad evolvere, non voglio passare alla storia per: i cretini che non hanno costruito niente e si sono occupati solo di tenere insieme il loro passato credendo di non essere degni di tracciare anche loro un dannato solco nella dannata storia!

  • diochino85

    13 nov 2009 - 20:46 - #4
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    se tutti ragionassero come quel picio del sindaco di roma allora oggi l’italia non avrebbe neinte di niente perchè nessuno farebbe niente… quel picio voleva abbattere il musero dell’arapacis… è un vero cretino io sarei stato il primo ad andare a Roma ed incatenarmi al museo, che distruggano qualcos’altro, non ditruggeranno la storia del MIO tempo!

  • diochino85

    13 nov 2009 - 20:50 - #5
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    PS: in linea di massima odio i progetti della Hadid perchè lei dichiara di costruire partendo dalla matematica (materia che le è sempre piaciuta) e quindi parte dalla forma, e poi ci mette dentro il contenuto, io sono fortemente contrario a questo tipo di progettazione perchè credo che si debba sempre partire dall’esigenza e mai dalla forma, però detto questo non me la sentirei di far abbattere un opera di zaha hadid

  • diochino85

    13 nov 2009 - 20:54 - #6
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    cmq in merito al tuo articolo postato ti dirò, il “conformismo” architettonico è un chiaro segno da lasciare ai posteri perchè è sintomo del nostro periodo, ossia del periodo della comunicazione, un tempo zone diverse avevano architetture diverse perchè la conoscenza viaggiava lenta, oggi, tutti in tutto il mondo possono essere influenzati da tutte le architetture del mondo e quindi il nuovo sapere si espande più in fretta ed è normale trovare in luoghi lontati forme simili, anche in passato succedeva, anche se in aree più ristrette, ma non c’è da stupirsi, la comunicazione era lenta e a corto raggio più di tanto non potevano diffondersi le mode (perchè alla fine che tu lo voglia o no si tratta di mode, il gotico, il neoclassico, il barocco, il liberty, etc… tutte mode!)

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