Live Between Buildings, ovvero come recuperare spazio in città

La "sottile" arte di sfruttare al meglio gli spazi urbani: ecco l'incredibile progetto di Mateusz Mastalski e Ole Robin Storjohann vede una nuova tipologia abitativa che sfrutta gli spazi stretti tra una costruzione e l'altra.

E' una delle questioni principali legate all'abitare, in certe zone sensibili e particolarmente appetibili delle grandi città è praticamente impossibile trovare casa; per gli irriducibili che non riescono a ipotizzare di vivere in altre zone (soprattutto nelle grandi città come New York, Tokyo e Londra), arriva l'idea degli architetti Mateusz Mastalski e Ole Robin Storjohann: Live Between Buildings. Si tratta in sostanza di micro-abitazioni incastonate nei piccoli spazi tra un edificio e l'altro; la morfologia di queste cosiddette case a incastro, può essere di varia natura, tipo un ovale, una nuvola o una sagoma irregolare e le pareti sono composte da finestre Fakro.

Il progetto ha ricosso una grande attenzione, ed ha avuto visibilità anche perchè ha vinto il primo premio del concorso indetto proprio da Fakro; in questa pagina potete vedere le varie soluzioni ipotizzate dai due designers che utilizzano la versatilità di questo materiale di base, per applicarla ai vari contesti culturali delle megalopoli. Bisogna poi vedere quanto siano vivibili nel quotidiano (e di notte) questi micro-ambienti, soprattutto se dalle pareti inclinate o tondeggianti; mi viene da dire che forse potrebbe essere una buona soluzione per degli spazi di uso pubblico.

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