Nido dei Paduli, il primo villaggio biodegradabile è in Salento

Ecco il progetto salentino di Tommaso Sechi, Lucia Frascerra e Davide Pedrini che prevede la costruzione dei primi villaggi biodegradabili costruiti con materiali naturali e reperiti in loco.

In risposta alla crescita verticale delle metropoli, sempre più riconoscibili in lontananza ognuna grazie al suo skyline tutto particolare ecco i meravigliosi progetti per un'architettura biodegradabile, integrata in maniera consapevole con il paesaggio e non ultimo, che rappresenti un nuovo stile di vita e di fare turismo. Come il progetto Nido dei Paduli di cui vi parlo oggi; pensato da Tommaso Sechi, Lucia Frascerra, Davide Pedrini è l'idea di un hotel/villaggio biodegradabile incastonato in un uliveto di San Cassiano in Salento.

Ovvero un'oasi di pace lontano dalla frenesia delle coste in alta stagione, dove la campagna conserva gli elementi dell'intervento umano all'antica; la questione centrale della soluzione abitativa in questione (arrivata seconda al concorso Nidificare i Paduli indetto dalla regione Puglia), è rispettare il più possibile il paesaggio, costruendo ambienti che non interferiscano con la visuale complessiva e che si integrino dolcemente con l'ecosistema. Nido dei Paduli è un rifugio costruito con canne reperite in loco semplicemente incastrate tra loro; niente di trascendentale, lo facevano anche gli antichi, quello che ci piace molto però -al di là del suo senso ecologico- è il fatto che la struttura si sviluppa intorno a un ulivo secolare. Un abbraccio dell'uomo/architetto da vero tree hugger.

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