
Turbina è una lamapda costituita da 16 lamelle e 2 cilindri in metacrilato; l'intera struttura è stata realizzata basandosi sul principio dell'incastro ed è tenuta insieme da due elastici che comprimono le lamelle ai due cilindri. Puo’ essere utilizzata come lampada da tavolo o da soffitto ed è possibile personalizzarla, utilizzando le lamelle colorate disponibili in varie tonalità in modo da avere un oggetto sempre diverso.
La lampada è stata realizzata affinchè fosse un ogetto agevole da commercializzare via internet, quindi si è avuta la necessità di creare un oggetto leggero, con un ingombro contenuto, facile da gestire al momento della spedizione, personalizzabile e ovviamente con costi contenuti di produzione.
myartistic
11 mag 2009 - 10:59 - #1E’ già la nuova formula 16+2=T…. una semplice somma che equivale ad un progetto che unisce creatività e funzionalità, ma soprattutto unisce due persone, due mondi, due designer: Emiliano & Francesca.
Vedi anche:
http://myartistic.blogspot.com/2009/04/100409-emiliano-brinci-soluzioni.html
acrilico
11 mag 2009 - 11:18 - #2Bella… personalizzabile e facile da montare… l’unica cosa che mi infastidisce è l’attacco per la lampadina la lampadina stessa… il trasparente ha dei limiti…
what_design_is
11 mag 2009 - 12:24 - #3mi sa di molto insicuro affidare la tenuta dei vari pezzi a due elastici… stando così vicini ad una fonte di calore è facile che si secchino e se si rompono mi si smonta la lampada… no?
Atelier Trasparente
11 mag 2009 - 12:57 - #4Grazie ad Acrilico per i complimenti……..per quanto riguarda l’attacco della lampadina e la lampadina stessa, bhe anche questi due elementi sono parte funzionale della lampada e allora se esistono perche’ nasconderli?Sicuramente si possono migliorare come qualità…..ma sempre controllando il costo finale della lampada :-)
Atelier Trasparente
11 mag 2009 - 13:09 - #5No…….per tre motivi:
1) Gli elastici non sono affatto vicino alla fonte di calore.
2) La lampada inserita è a basso consumo e quindi non scalda.
3) Gli elastici non tengono tutta la lampada, la lampda è mantenuta dalle lamelle che si incastrano nei due cilindri in plexiglas, la funzione dell’elastico è soltanto quella di mantenere le lamelle nella loro sede.Tra le altre cose se dovvesse succedere che si logori l’elastico si puo’ sempre cambiare con la massima semplicità e volendo…personalizzandolo con quelli che trovi in qualsiasi cartolibreria.
what_design_is
11 mag 2009 - 13:53 - #6ok,mi hai convinto ;)
grazie x la spiegazione
Atelier Trasparente
11 mag 2009 - 14:21 - #7Figurati…..per noi è importante confrontarci e parlare con tutti voi….
What non so da dove digiti ma se sei di Roma puoi venire a conoscere meglio e da vicino la Turbina all’evento che stiamo organizzando il 20 maggio al locale H2O di Roma.
Per maggio info puoi trovarle sul nostro gruppo di Facebook : Atelier DesignTrasparente.
Emiliano Brinci
matteo00
12 mag 2009 - 17:24 - #8io non voglio offendere nessuno ma mi piacerebbe sapere da qualcuno, magari dal progettista stesso, cos’ha di bello questa lampada…qualcuno me lo può spiegare? spiegatemi perchè quest’estetica…cosa vuole comunicare? qual’è il concetto? spiegatemelo perchè a me dice meno di zero
Atelier Trasparente
13 mag 2009 - 12:07 - #9Ciao MAtteo, certo che provo a spiegartelo, qua non si offende nessuno tranquillo.
Abbiamo progettato la turbina, giocando sul concetto di ripetizione di un elemento(lamelle) rendendolo il motivo estetico della lampada.
Questo approccio non è stato per un futile motivo o un semplice esercizio di stile, ma perchè il concetto di base o meglio l’esigenza che ci ha spinto ad affrontare il tema era quello di avere una lampada che fosse smontabile.
La lampada doveva avere quindi pochi pezzi e possibilmente tutti uguali, per facilitare l’operazione di assemblaggio.
L’estetica in questo caso è strettamente legata alla funzione(…leggi Munari) e al nostro approccio al design che vogliamo sia “Utile e Snello” quindi senza troppe decorazioni aggiuntive se non quelle essenziali.
Come penso saprai l’estetica e soggettiva, quindi puo’ anche non piacere, ma non dirmi che non comunica……visto che ti sei chiesto perche’ mai avessimo fatto un oggetto del genere!
Grazie dell’attenzione.
matteo00
13 mag 2009 - 14:03 - #10e perchè volevate una lampada smontabile?
Atelier Trasparente
13 mag 2009 - 15:46 - #11Per due motivi:
Il primo era un esigenza di commercializzazione, la lampada la vendiamo principalmente su internet.
La seconda per motivi di spazio, quando non ti serve la smonti e la metti via.
Sai vivendo in 45mq :-)
matteo00
13 mag 2009 - 17:52 - #12bè quando un produttore chiede una cosa spesso non si può discutere, ma sinceramente i motivi di spazio li trovo un pò futili: sappiamo entrambi che nessuno si mette a smontare e rimontare le lampade, in questo senso mi sembra che questo progetto sia come quello di certe mensole richiudibili…ma dai! la gente non si mette mai a smontare le lampade, a spostare i libri dalle mensole per richiuderle, ecc: quando un mobile è assemblato quasi sempre lo si lascia assemblato, se non altro per pigrizia. Tanto più che esistono lampade (sia da terra che da soffitto) molto più semplici e piccole di questa se è solo per motivi di spazio…e poi cosa centrano i 45 mq? in una casa di 45 mq non esistono i soffitti? da che mondo è mondo una casa per quanto piccola ha sempre un soffitto, ovvero una parte in cui si possono mettere solo lampade, anche una di 3m x 2m, perchè tanto non ci si può fare altro. una lampada da soffitto piccola non è certo più funzionale di una grande, visto che sul soffitto ci si mettono praticamente solo le lampade e il resto rimane inutilizzato
lobetti
14 mag 2009 - 11:34 - #13Il sistema ad elastici mi sembra proprio “ruspante”, ma se l’effetto che volevate ottenere era quello di un oggetto hand-made allora può anche andare. Direi che il tema delle lamelle in plexiglass in una configurazione simile era stato già svolto da Diego Rossi e Raffaele Tedesco con la serie “agave” disegnata per “luceplan” nel 2003 in maniera diciamo più matura. Oltretutto la gestione del colore in quella serie di lampade è affidata ad un filtro colorato che si posiziona con facilità intorno alla fonte luminosa: un solo colore di plexiglass, mille colori possibili.
Chiaramente questo è solo un parere personale, ma anche un rispettoso invito ad approfondire l’informazione. Meno progetti=miglior design.
Ciao.
Atelier Trasparente
14 mag 2009 - 13:58 - #14Lobetti grazie per la segnalazione a dire la sincera verità non conoscevo la lampada, faccio ammenda.
Diciamo che il tema era stato affrontato, ma ovviamente ogni progettista ha il suo approccio e i nostri “sforzi” sono stati quelli di realizzare una lampada che non avesse sistemi di aggancio e non fosse un pezzo unico, ma che si basasse soltanto sull’incastro.
L’agave non riesco a capire come è assemblata , ma da quello che leggo nella scheda tecnica è realizzata con policarbonato ad iniezione e quindi con stampo e da metacrilato ma non capisco come sono assemblate le parti.
Il nostro è un prodotto artigianale, che strizza l’occhio a quelli industriali…nel senso, è prodotta in serie limitata ma non si esclude la produzione in grandi numeri,perche’ è realizzata con lavorazioni semplici e a basso costo.
L’agave pur essendo un prodotto industriale costa da listino 360 euro e non tutti possono accedervi.
Il nostro pur essendo un prodotto artigianale costa 5 volte.
Per quanto riguarda il cambio colore è piu’ economico comprare dieci set di lamelle di colore diverso,rispetto a tutta la lampada agave.
Ciao e grazie per l’attenzione.
lobetti
16 mag 2009 - 12:01 - #15Ciao, la lampada agave si assembla incastrando le lamelle su un altro elemento (parte del portalampada) sempre in policarbonato.
L’agave parte da un prezzo di listino di 243 euro (la più piccola) e quindi è vero, costa abbastanza di più ed io non posso che apprezzare il vostro sforzo di produrre un oggetto low cost. Mi fa anche piacere che tu abbia preso bene il mio commento e sia andato a curiosare: mi fa pensare a quanti invece nel nostro lavoro si chiudono a riccio pensando di non avere niente da imparare. Per questo, se non lo hai già fatto, ti invito ad andarla a vedere dal vero in qualche negozio di illuminazione per apprezzarne la caratteristiche.
Per quanto riguarda il cambio di colore il vantaggio risiede anche nella rapidità e nella facilità dell’operazione (anche questo lo potrai vedere).
Ciao e auguri per i tuoi progetti.
Atelier Trasparente
16 mag 2009 - 16:16 - #16Grazie Lobetti lo farò sicuramente.
Bhe ti rispondo come il “maestro” Munari avrebbe fatto…..”..Si rende oggi necessario un’opera di demolizione del mito dell’artista-divo che produce soltanto capolavori per le persone piu’ intelligenti.” (Bruno Munari - Arte come mestiere)
Non bisogna perdere di vista che noi siamo Designer ed il nostro lavoro dovrebbe essere accessibile e migliorare la vita di tutti e non solo a pochi eletti.
Grazie dell’attenzione.