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Ando & Eliasson, inedito duo dell'architettura d'interni

Pubblicato: 09 mag 2009 da Giulia Zappa

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tokyo gallery

Due nomi una garanzia, quelli di Tadao Ando e di Olafur Eliasson, ma anche due percorsi di ricerca che incarnano tradizioni e sensibilità contrastanti. Sembra che il loro incontro professionale per questa Tokyo House, abitazione privata di un collezionista giapponese, sia andato così: il committente incarica Tadao Ando, suo amico personale, della progettazione dell’abitazione, ma gli impone un intervento del celebre artista danese. Ando, scettico, accetta, per poi ricredersi ovviamente a lavoro finito.

Come dargli torto? La lucentezza del wallcovering custom made - sarebbe meglio chiamarlo opera d’arte in situ?-, realizzato con tessere rivestite in platino, ricorda una pelle di serpente metallica, capace di interagire con i cambiamenti naturali ed artificiali della luce nello spazio domestico. Tra gli ambienti, anche una stanza per la cerimonia del thé creata da Ko Uehara sulla falsa riga del Konnichian, storica casa del tè a Kyoto.

Via | Designcrave

La Tokyo Gallery progettata da Tadao Ando
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1 commento

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  • Profilo di matteo00

    matteo00

    09 mag 2009 - 19:48 - #1
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    ahahaha povero tadao, costretto per un compromesso ad appiattire il suo superbo minimalismo, e povero olafur, costretto anche lui a rendere la propria arte una buffonata. C’è da dire che nessuno li ha costretti, ma c’è anche da dire che, conoscendo molto bene entrambi, credo di capire cosa a spinto il collezionista ad una richiesta così assurda in apparenza e credo anche di capire cosa spinse entrambi ad accettare. In superficie, se dovessimo giudicare ando ed eliasson dai loro ultimi lavori dovremmo dire che hanno poco in comune, ma in effetti non sono poi così diversi, se prendiamo come metro di misura il risultato che entrambi vogliono ottenere con le proprie opere. In breve? Solennità e silenzio attraverso l’idea che le cose all’apparenza più scontate possono rivelare il proprio infinito. E per questo li amo molto. In effetti, a livello d’intenzione sono molto simili, e questo lo testimoniano anche i loro lavori storici. Il collezionista puntava su questo penso. Ma ultimamente le loro strade sono molto lontane l’una dall’altra, avrebbe dovuto saperlo. Peccato.