All About Atelier DesignTrasparente

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Dopo aver segnalato la mostra di oggetti di design progettati da Atelier DesignTrasparente e prodotti da Soluzioni di Francesca ospitata da H2O, come promesso ci siamo rivolti direttamente alla coppia di creativi Emiliano Brinci e Francesca Soluzioni per approfondire la loro conoscenza e le origini del loro progetto comune.

Da chi e da quale tipo di esigenze nasce un progetto come DesignTrasparente?

L’Atelier DesignTrasparente è nato dall’esigenza di unire le nostre due menti curiose in un progetto comune. Ci siamo conosciuti nel 2004, quando per motivi di lavoro abbiamo cominciato a collaborare sporadicamente. Io progettavo stand per un società di Roma, Francesca invece aveva aperto da poco il suo laboratorio di lavorazioni di materie plastiche. Due percorsi progettuali diversi, ma con molti punti in comune.

In quel periodo la mia passione per questo materiale si stava affermando, mentre per Francesca era ormai una certezza di vita. Io inserivo continuamente nei miei progetti oggetti, pareti, complementi ed espositori in metacrilato e Francesca con la sua pazienza e professionalità, mi supportava nella realizzazione e verifica di quello che la mia mente perversa partoriva!

Atelier DesignTrasparente
AtelierDesignTrasparente_lampade_Small_BookLight_ AtelierDesignTrasparente_lampada_Turbina_kit_montaggio AtelierDesignTrasparente_lampada_Soft_Flou Atelier DesignTrasparente_lampada_portabottiglie_Equilibrio

... Questo è stato il nostro approccio e l’inizio della collaborazione. Progettando insieme, confrontandoci e parlando ogni giorno, abbiamo notato che avevamo in comune la passione per la ricerca, la sperimentazione e la cultura del progetto. Abbiamo capito di essere due Artigiani/Designer per via della nostra doppia personalità: una creativa e libera da vincoli di ogni tipo, contrapposta all’altra più pratica, che ci obbliga a sottostare a regole precise e severe che sono quelle del mondo produttivo. Questo ha fatto nascere il nostro Atelier.

Cosa caratterizza il progetto DesignTrasparente? Chi sono Emiliano e Francesca e perché vi definite ArtigianiDesigner?
La prima cosa che ci chiedevano le persone quando ci incontravano era proprio questa… con un aria un po’ perplessa….”ma voi due siete Artigiani o Designer?” La nostra risposta? Siamo ArtigianiDesigner tutto attaccato perché non è possibile scindere le due cose! Ci piace questa definizione per un duplice motivo. La più diretta e scontata è quella che progettiamo e produciamo i nostri oggetti e quindi siamo a tutti gli effetti degli ArtigianiDesigner. L’altra è più “profonda” e filosofica e si riferisce al nostro modo di approcciare al lavoro. Agli occhi dei meno attenti, affermare di essere un ArtigianoDesigner può sembrare un paradosso, ma in realtà non è così. L’artigiano nell’immaginario collettivo evoca immediatamente la bottega di un falegname, con all’interno un uomo con i suoi arnesi circondato dagli apprendisti. Il designer invece viene immaginato come una persona stravagante, un artista che con un colpo di genio e un segno sulla carta realizza un oggetto che sarà prodotto e venduto in milioni di esemplari. Se la visione è questa è facile che il paradosso sia evidente. Seguendo invece le teorie del sociologo Richard Sennett e quello che spiega nel suo interessantissimo libro L’Uomo artigiano, questo paradosso scompare completamente. In questo libro l’artigiano è visto come una persona che progetta con la mente legata alla mano, che segue l’etica del lavoro ben fatto, svolto mettendo al centro del proprio interesse il conseguimento della qualità, che svolge il proprio lavoro per il gusto di farlo. Se la visione è questa non vi sembra che le due parole siano in stretta relazione? Finita la parte filosofica ed impegnata questo si traduce in oggetti che seguono come caratteristica principale la funzionalità, unita al senso estetico, realizzati con metodologie artigianali, ma con uno spiccato carattere industriale. Il nostro lavoro si muove nella zona di confine tra risoluzione ed individuazione dei problemi. Noi siamo uomini prima di tutto (Francesca a parte!) quindi persone, che sono artigiani nel dna e che fanno i designer come lavoro. E non chiamateci artisti please!

Fino a dove siete disposti a spingervi?

A beh ormai chi ci conosce sa che vogliamo diventare più famosi di Philippe Starck ... e l’unico ostacolo a questo è la nostra fantasia.

Da cosa ha origine il nome?
Il nome ed il progetto DesignTrasparente ha origine dal nostro modo di approcciare la vita, più che un semplice sostantivo è un Life Style per noi. Per questo motivo l’atelier, il blog e la linea design hanno tutti il medesimo nome. Due parole per definire tutto.
Design: che racchiude in sé tutta l’essenza del nostro lavoro e la nostra creatività.
Trasparente: che si lascia cogliere facilmente, in modo evidente.
Amiamo definirci fautori dell’ ”utile e snello”, ogni nostro progetto, comunicazione, rapporto di collaborazione segue questo concetto. Gli oggetti che pensiamo e progettiamo si compongono di forme semplici e funzionali che in fase di produzione si traducono in ottimizzazione del materiale e nelle tempistiche di lavorazione. Questo comporta un contenimento dei prezzi di produzione, nonostante le lavorazioni artigianali. Dimenticavo…. Utilizziamo spesso per la produzione dei nostri pezzi il metacrilato neutro … che è trasparente! L’aspetto più banale non lo cito mai. ☺

Chi lavora con voi? Come scegliete i collaboratori i progetti?
Lavorano con noi le persone che sono simili a noi. Noi lo chiamiamo fattore di PH ... I collaboratori che abbiamo non sono stati scelti da noi, diciamo che ci siamo scelti a vicenda. Per un motivo o l’altro sono persone che hanno il nostro modo di vedere ed approcciare la vita e soprattutto hanno i nostri ritmi lavorativi, che per chi non è abituato sono infernali.

Quanto è duro far quadrare il bilancio?
Molto duro, come del resto è duro tutto il nostro lavoro. Progettare, produrre, promuovere, vendere, gestire i blog … tutto è durissimo. Siamo però fiduciosi, abbiamo fatto domanda per l’allungamento delle giornate da 24 a 36 ore, stiamo aspettando una risposta a giorni, forse così riusciremo a fare tutto. Vi racconto questo aneddoto simpatico. Tempo fa uno degli studenti che spesso collabora con noi ci chiese come avessimo fatto a progettare e realizzare un linea di design (la nuova, quella 2009) in poche settimane, quando lui, come del resto i suoi colleghi, impiegano mesi e mesi a pensare e mettere a punto un progetto per un esame. Ci disse “… siete bravi…”. Noi sorridendo gli abbiamo risposto ...”No è che tu con il progetto ci fai l’esame, noi invece ci dobbiamo pagare le fatture!!!..” Ancora rido se ci penso ma in fondo è la verità.

Se pensate al passato, c’è qualcosa che ha contribuito più di altro a saldare questa esperienza creativa?
Sicuramente ci ha molto unito la scomparsa improvvisa del nostro pesce Demekin di nome Lc1, bellissimo esemplare di colore nero! A parte gli scherzi la nostra unione creativa è arrivata pian piano con il passare dei giorni e sta aumentando con il passare del tempo.

Quando vi siete accorti che avrebbe potuto essere molto più che un progetto e si sarebbe potuto trasformare in qualcosa di concreto?
Sicuramente con la realizzazione del progetto Booklight abbiamo iniziato a capire che tra di noi poteva esserci di più di un semplice scambio di idee o di esperienze. Abbiamo dato vita a qualcosa che era nell’aria e che prima o poi, inevitabilmente, sarebbe accaduto. Abbiamo compreso che le nostre due figure erano compatibili e si completavano perfettamente. Affermiamo che la Booklight è stato il principio dell’atelier perché è successo tutto così rapidamente e naturalmente senza quasi accorgercene. Idea di progetto, bozza, disegno tecnico, prototipo, revisioni, prototipo definitivo, produzione…tutto in 10 giorni e le prime lampade erano in mostra in una fiera del settore arredo. Non ce ne siamo resi conto ma avevamo realizzato le fondamenta del nostro Atelier.

Più in generale quali sono le fonti d’ispirazione e l’immaginario di riferimento? Quali le sfumature, l’atmosfera, i materiali preferiti?
La fonte d'ispirazione arriva dall’osservazione di quello che ci circonda, i gesti che compiamo ogni giorno nel quotidiano . Bisogna osservare, osservare, osservare. Più che d’ispirazione bisognerebbe parlare dell’intuizione giusta … magari stai pensando ad un'altra cosa e all’improvviso noti un particolare, un gesto, che ti fornisce uno spunto di riflessione sulla risposta che stavi cercando. Starck ha progettato il suo famigerato spremiagrumi sulla tovaglietta del ristorante dove stava mangiando mentre era in vacanza a Capri. Per quanto riguarda i materiali stiamo sperimentando le potenzialità delle materie plastiche, ma non ci poniamo limiti o vincoli in questo senso, anzi se proprio dobbiamo dirla tutta, pensiamo che non esiste un materiale per eccellenza adatto per qualsiasi produzione, piuttosto ogni materiale ha una sua peculiarità, che il designer deve interpretare e capire se sia adatto per il suo scopo o per quello che vuole esprimere.

Quali sono gli ingredienti principali di DesignTrasparente?
Gli ingredienti sono una parte importante per la riuscita di una ricetta, questo lo sappiamo, ma sappiamo anche che è fondamentale il “tocco” dello chef che sa come dosare il tutto. Nel nostro Atelier ci sono vari ingredienti. La creatività, la curiosità, la ricerca, la sperimentazione, l’innovazione, il colore, le trasparenze …

Quale è il progetto che meglio incarna obiettivi e aspirazioni di DesignTrasparente ?
L’espressione della nostra passione per le materie plastiche ha avuto modo di prendere vita con la realizzazione di oggetti, come la serie di lampade Turbina, BookLight, Soft o pezzi più “ludici” come lo specchio Puzzle o minimalisti come il porta bottiglie Equilibrio, che vogliono essere la sintesi del nostro modo di vivere e concepire il design. Forme semplici, essenziali, che cercano di risolvere il problema eliminando tutto quello che è superfluo. Semplificare vuol dire ridurre i costi, diminuire il tempo di lavorazione e di montaggio. Potrei citare in proposito il “maestro” Munari che diceva “….Semplificare è un lavoro difficile ed esige molta creatività……Complicare è molto più facile, basta aggiungere….”. I nostri pezzi sono realizzati in modo artigianale, perché a noi piace ancora “fare” e sporcarci le mani, ma sono oggetti che strizzano l’occhio ai prodotti industriali, perché seguono la stessa logica progettuale e possono essere prodotti, volendo, a ciclo industriale. Le forme che seguono la moda hanno vita breve, il bello è una conseguenza del giusto, cita una regola giapponese, se il prodotto è ben progettato e riesce ad emozionare, affascinare, quando si guarda, o si entra in contatto con esso e alla fine costa anche il giusto, beh questa secondo noi è la ricetta vincente per un oggetto che deve essere prodotto. Detto questo mi sembra superfluo “spiegare” gli oggetti che potete vedere nelle immagini, perché sarei ripetitivo, quindi lascio a voi i commenti. Per quanto riguarda le immagini, la maggior parte delle fotografie sono realizzate da Andrea Rubbo (portariviste Oplà, lo specchio Puzzle, la lampada Turbina... ), altre da Alfredo Falcone (il porta bottiglie equilibrio e la borsetta chicca).

Di cosa vi state occupando al momento? Ci sono progetti in cantiere?
Temevo questa domanda! Quante righe abbiamo a disposizione? Sarò sintetico e concentrato … con l'art direction dell’architetto nonché nostro amico e collaboratore Michele Fanfulli, stiamo preparando la linea DesignTrasparente che presenteremo il prossimo anno. La peculiarità della linea di complementi di arredo sarà l’utilizzo del metacrilato e verrà interamente disegnata da un collettivo di giovani designer emergenti. Come stiamo facendo ormai da circa un anno, seguiamo il nostro blog DesignTrasparente dove i nostri utenti possono trovare consigli ed idee per arredare gli spazi dove vivono ogni giorno e trovano anche approfondimenti e curiosità sulle materie plastiche. In più ogni mese presentiamo una delle nostre realizzazioni o segnaliamo degli eventi interessanti. Abbiamo anche inserito all’interno del blog la rubrica Artigiani/Designer dove presentiamo ai nostri lettori realtà altrimenti “invisibili” nel panorama del design autoprodotto. Oltre a questo, sempre in collaborazione con Michele Fanfulli, stiamo portando avanti il progetto roma@design_ro@d, che vuole essere un “luogo” di incontro per dare voce e visibilità al design romano, nel tentativo, fondamentale, di cercare inedite opportunità di visibilità. Vogliamo sperimentare nuovi networks di distribuzione, mostre mercato in gallerie e fiere, selling parties, exhibit nelle locations più varie, eventi, temporany shops collettivi e partecipazioni di gruppo a saloni internazionali. Ultimo, ma non per importanza, l’apertura “fisica” del nostro atelier con l’esposizione permanente delle nostre realizzazioni.

Se doveste dare un consiglio a qualcuno che ha intenzione di seguire le vostre orme quale sarebbe ?
Be diremmo non lo fate!!!!! Ci sono troppi designer!!! A parte gli scherzi, grazie per l’importanza che ci hai attribuito con questa domanda, i consigli sono sempre difficili da dispensare. Più che consigli possiamo raccontare della nostra esperienza, dicendo che nessuno ti agevola in quello che fai e l’unico modo per riuscire in qualcosa è volerlo fortemente, impegnarsi e credere fino in fondo i quello che si fa. Se avete qualcosa da dire, se volete fare qualcosa, non dovete avere paura, non dovete rinunciare. Io sono convinto che se una cosa la si vuole veramente si riesce ad ottenerla alla fine! E poi leggere ed informarsi, questo è importantissimo per comprendere meglio cosa stanno realizzando gli altri, i colleghi contemporanei, ma anche quello che abbiamo ereditato dai maestri del passato.

Non ci rimane che salutare Emiliano & Francesca, ringraziarli per il tempo che ci hanno dedicato e aspettare la prossima autoproduzione. Ai più impazienti consiglio di tenere d'occhio il loro aggiornatissimo blog.

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