Italia: Design_kit è una nuova iniziativa di designerblog, una serie di interviste, che si propone di creare una geografia del panorama del giovane design italiano, evidenziando quali sono le icone di riferimento della nuova generazione e le direzioni intraprese dalla nuova creatività. Il bello di questa mappa è che si autogenererà. Ogni intervistato infatti farà il nome del suo successore.
L’ospite di oggi è l’Illustratrice Alessandra Fusi di Roma.
Descrivi chi sei, cosa fai e come ti piace farlo.
Bonjour! Allora…Sono Alessandra Fusi, illustratrice italiana di 24 anni, che ce la mette tutta per fare di ciò che ama di più, un lavoro a tempo pieno! In due parole: disegno, disegno e disegno (ops! Sono tre!) … e cerco di declinare i miei lavori in vari modi. Per quanto riguarda il mio lavoro-base come illustratrice di libri per ragazzi, finora ho pubblicato due libri: Tra la terra e l’acqua, Zampanera editore e Le bel uniforme gris, di prossima uscita per Editions Anna Chanel. Ma ho intenzione di farne molti altri! Nel frattempo mi do da fare lavorando come pittrice con vari spazi espositivi, in particolare con TemporaryLove, con cui ho realizzato una serie di borse dipinte a mano e con la galleria L’Art de Rien. Mi diverto a creare gadgets e accessori fatti a mano con i miei disegni che vendo in occasione dell’apertura delle mie mostre, presso vari negozi e on-line. Quest’ultima idea è iniziata per lo più per divertimento e per il capriccio di una fissata per le spilline come me, che si era messa in testa di fabbricarsele da sola …
Poi però ho iniziato ad avere molte richieste, soprattutto da parte delle persone a cui piacciono i miei disegni ma magari non possono permettersi di acquistare un originale, così mi sono ritrovata a fare sempre più cose. Ora come ora, tutto questo forse mi porta via più tempo del dovuto, perché realizzo tutto a mano, ma mi diverte troppo! Le prossima novità saranno spille in stoffa!! Yeppa! Sfortunatamente ci sono cose che non si possono fare strettamente a mano e al dettaglio, ma a tutto c’è rimedio! Per fortuna esistono siti come Zazzle che mi permettono di realizzare cose inaspettate: scarpe, cravatte, tazze, francobolli! Per chi è curioso, questa è la mia galleria.
Parlaci di un’esperienza che ha influenzato in modo particolare lo stile e l’anima del tuo lavoro.
Mmmmmh…Bhè, i miei tre anni di formazione allo Ied di Roma mi hanno certamente arricchita molto a livello tecnico e di forma mentis nell’approccio al lavoro, cose del tipo: “Non ti deprimere! Lavora! Preparati a ricevere un’infinità di porte sbattute in faccia! Sbam!” ecc.., ma a livello di stile non c’è niente di più lontano dal mio modo di fare illustrazione dello stile dello Ied. La loro scuola di pensiero generale era ed è molto improntata verso l’illustrazione satirica e purtroppo io e la satira non abbiamo molto in comune. In realtà ho iniziato a trovare una mia strada ed un mio modo di fare subito dopo esser uscita dall’istituto. La prima volta che sono andata alla fiera dell’illustrazione per ragazzi a Bologna ho trovato il mio mondo ed il mio cervello ha iniziato a frullare di idee, ero nel mio negozio di giocattoli preferito! Quindi era chiaro che quello era ciò che volevo fare… e come se non bastasse, l’essere illustratrice di libri per bambini mi offre un alibi incrollabile per giustificare il fatto che non sono mai cresciuta! Se vuoi saperlo, il libro che sto leggendo ora è “Peter pan nei giardini di Kensington” (stupendo)…Perciò…
Presentaci il tuo progetto più interessante, quello a cui tieni di più, quello che più ti rappresenta.
Ma…Forse il mio progetto di tesi In Chiave di Fa, ancora inedito. E’ piuttosto acerbo e ci sono delle cose che, adesso come adesso, migliorerei ma mi piace ancora e mi rappresenta moltissimo, anche perché è il mio primo e finora unico libro illustrato di cui sono autrice sia del testo che delle immagini. Il problema che lo rende di difficile pubblicazione è proprio il suo essere così intimistico. É un libro quasi in bianco e nero, con pochissimo testo; narra la storia di un bambino che impara a suonare il pianoforte, raccontata dal punto di vista della “musica”, una bimba minuscola che vive sui tasti. Il libro ha anche un Cd allegato, con colonna sonora composta dal mio amico Luca Briccola.
Progetti per il futuro o sogni nel cassetto.
Alloooora…Tanto per cominciare, a febbraio partirà il mio primo corso di illustrazione come “insegnante”…E devo dire che sono molto emozionata ed anche un po’ intimorita, staremo a vedere… Poi il 2009 porterà una serie limitata di 50 esemplari di calamite illustrate da me per Libellulobar e la vendita in molte librerie dei miei prodotti realizzati per Cartilia Distribuzione. E poi…Vorrei fare tanti libri e magari un pop-up, adoro i pop-up! Vorrei viaggiare in tutto il mondo col mio lavoro, vorrei vivere in Francia per un po’, è un vero paradiso per l’illustrazione!… E ovviamente vorrei poter portare sempre con me nel mio taschino le persone che amo! Ultimamente poi sento il bisogno di avere un mio atelier, uno studio dove poter lavorare con calma e tenere tutti i miei colori ed i materiali che iniziano ad essere davvero troppi per tenerli in casa. Dovrò abituarmi a lavorare da sola, il che non è il massimo per una che odia la solitudine come me, ma significa anche meno distrazioni. E poi…Un cartone animato, sarebbe proprio bello, si!
Qual’è il tuo ‘superpotere’ per far fronte ai momenti di difficoltà.
Superpotere? Non sono certa di averne uno. In realtà ho appena passato uno dei miei periodi no, dato dalla formula mortale di: malinconia + nostalgia + troppe parentesi di progetti vari aperte e nessuno stimolo per nessuna di queste + gente molto più affermata di me (si lo so, è molto stupido ma non so cosa farci) + sempre le stesse risposte + internet = stasi e nullafacenza. Il tutto fortunatamente in genere dura poco, al massimo 2-3 giorni. Stavolta il mio metodo per uscirne è stato: “Ok, ci sono un sacco di cose che devo fare ma se non ho idee è inutile che mi ci impunti, meglio girare pagina a tornarci più tardi…Tanto perderei del tempo comunque.” E così ho tirato fuori il cavalletto, dopo un sacco di tempo e mi sono messa a dipingere un bell’elefante enorme! Ah! Ne avevo proprio bisogno! E dipingendo l’elefante mi sono tornate le idee anche per le altre cose, assieme a un po’ di autostima…Che fa sempre bene!
Raccontaci per quale icona del design faresti follie.
Mmmh….Troppi a dire la verità! Mark Ryden su tutti, qualunque sua cosa mi manderebbe al settimo cielo! L’ultima serie limitata di litografie, per esempio è meravigliosa. E questa di Audrey Kawasaki, meraviglia delle meraviglie… E poi adoro i Toys in Vinile firmati dagli artisti, come le bambole di Camille Rose Garcia o la versione deluxe dello Stregatto by Span of Sunset…Wow!!!!
Quale consiglio daresti ad un giovane designer alle prime armi.
Armati di pazienza e di tanto, tanto, tanto amore per quello che fai…E sfrutta internet più che puoi! Noi abbiamo una marcia in più non da poco rispetto ai nostri colleghi di qualche anno fa: ora esistono i social networks, che se sfruttati bene possono offrire una pubblicità enorme e accorciano le distanze in modo impressionante. E mettete il naso fuori dal vostro piccolo mondo incantato. Tante, troppe volte, le persone restano incredibilmente sorprese da quello che faccio, come se avessi inventato chissà cosa…Ma la verità è che io, come tutti, non invento niente, prendo le idee da tutto quello che vedo in giro intorno a me e le riadatto a modo mio.
Who’s next?
Il designer di oggi ha scelto per noi l’ospite misterioso della prossima intervista. Prossimamente su designerblog.
dav
29 gen 2009 - 04:30 - #1che bella intervista :) complimenti ad Alessandra!