
Sensibile alla crescente attenzione per le scorte idriche e a soluzioni di design pratiche, economiche ed intelligenti, i creativi dell’Australiana Hughie hanno progettato Hughie Sink, come una sorta di lavello removibile in materiale plastico biodegradabile, a metà strada tra il classico catino utilizzato come supporto per le faccende quotidiane e una soluzione con manici e foro per l’uscita dell’acqua, per soddisfare soluzioni eco sostenibili momentanee o permanenti.
La sorprendente semplicità progettuale, l’eclettica praticità dell’utilizzo e il prezzo accessibile, rendono Hughie Sink un ottimo candidato per l’Australian International Design Awards 2009 nonché un ritorno intelligente alle vecchie ’soluzioni’ della nonna rivedute e aggiornate.
Via | Trendir.com
Gelax!
13 gen 2009 - 14:14 - #1Però proprio “ECO” gettare l’acqua insaponata nell’aiuola con i fiori…
ah già sicuramente viene usato un sapone biodegradabile -__-
Lefeunoir
13 gen 2009 - 14:47 - #2folli…
Chiaricics
13 gen 2009 - 16:27 - #3bella “invenzione”..1 io non vorrei mai un lavello del genere, sembra un cestino della spesa, 2 in plastica? immaginatevi in quelle 4 rientranze, che si trovano nei 4 angoli, che schifo si crea se non stai ben attento a lavare e asciugare il lavello ogni volta che lo usi ,3 a messo che voglia anche lavarlo e asciugarlo ogni qual volta dovessi usarlo, dovrei farlo o in casa tenendo chiuso il tappo per nn disperdere l’acqua e ogni volta uscire ,aprirlo e far cadere l’acqua su una pianta o pulirlo direttamente fuori da casa..a sto punto evviva i nostri avi che uscivano fuori da casa, lavavano vestiti e piatti e quant’altro nelle cosiddette “pile” di pietra e un buco faceva fuoriuscire l’acqua nel giardino (almeno in salento si usava così) 4 facendo riferimento ai nostri avi almeno loro usavano saponi naturalissimi, si ok oggi ci sono i saponi bio ma tra tutte le persone che conosco ho visto solo un ragazzo usarli e non si trovano dappertutto anzi..pensando che questo lavello potrebbe essere utilizzato in una villetta o in una casa in campagna e questo genere di case sono fuori città non so quanti riuscirebbero a trovare saponi bio, molti supermercati non ne son forniti..ma comunque questo è il “danno minore” forse…..forse no!
ruthmiriam
13 gen 2009 - 17:00 - #4per coloro che si pongono il problema del dito: http://www.pickthesoap.com/idee_ricette_lavanoci.php
come idea è vecchia, brutta ma almeno si RIpone il problema dello spreco delle acque domestiche…
Dav
14 gen 2009 - 03:11 - #5su internet si trovano anche altre ricette per saponi e detersivi (per piatti, ad esempio) realizzabili in casa con materiale alimentare…
a parte questo… che critiche feroci!… al massimo si potrebbe criticare l’estetica ma sull’uso tanto di cappello
@Chiaricics: rispondo ai tuoi punti di critica:
1. hai ragione, sembra un cestello della spesa.
2. le bacinelle in plastica si usano da anni…
3. quando si annaffiano le piante in genere funziona proprio come ti lamenti… si sta attenti che l’acqua non cada in casa, si versa fuori e quando si rientra si cerca di non gocciolare il pavimento…
riguardo ai saponi “irrecuperabili nei lontani centri di campagna” la questione mi sembra già risolta
Chemical_Boy
17 gen 2009 - 19:11 - #6Concordo con Dav per quel che riguarda le critiche. Riguardo al punto 3, inoltre, non dimentichiamoci che le piante le abbiamo pure in casa…
Sul sapone non saprei espormi…