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Super Kingdom di London Fieldworks

Pubblicato: 01 ott 2008 da Cut-tv

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Super Kingdom

Sponsorizzato da Stour Valley Arts Commission, Henry Moore Foundation, Arts and Humanities Research Council e London Southbank University in collaborazione con Consarc architects, Webb Yates Engineers e Setsquare Staging Limited, Super Kingdom è il nuovo progetto sviluppato da Bruce Gilchrist & Jo Joelson di London Fieldworks per l’installazione di nuovi habitat per animali all’interno del King Wood.

Strutturate come case di lusso, ispirate ai palazzi imperiali di Stalin, Ceauscescu e Mussolini, questi condomini per uccelli del luogo e di passaggio, sono il primo passo per una futura installazione digitale realizzata durante l’inverno e presentata in una mostra nella primavera 2009.

Una mostra dedicata alla costruzione e occupazione di questi nuovi habitat da parte dei piccoli amici pennuti, tesa ad individuare e sperimentare proposte interessanti di coabitazione tra l’uomo, gli animali e la natura, grazie all’aiuto di architettura, arte e design.

Via | Designboom.com

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7 commenti

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  • Profilo di max-elle

    max-elle

    01 ott 2008 - 09:25 - #1
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    Bellissimo, architettura & design in una sapiente commistione

  • fringuello

    01 ott 2008 - 09:57 - #2
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    prima di progettare qualsiasi cosa bisognerebbe fare uno studio, in questo caso credo che nessuno si sia informato sulle abitudini che può avere un uccello selvatico; io vedo una pianta soffocata da miriade di casette e uccelli a disagio per i vicini molesti! E ancora una volta un design dell’estetica e assolutamente non funzionale.

  • Profilo di max-elle

    max-elle

    01 ott 2008 - 10:13 - #3
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    Beh, per quanto riguarda la pianta soffocata non mi sembra che quella relativa parte di corteccia così coperta possa essere lesiva alla pianta, almeno dalle mie conoscenze “agrarie”. Quanto poi agli uccelli non sarei così limitante: vespe ed insetti vari, uccelli, tra cui anche rondini, ma anche pipistrelli, lucertole e gechi, credo ci sia tutta una serie di animali che in natura non è che facciano nidi e tane così distanti l’una dall’altra, quindi l’idea di creare una sorta di raggruppamento “animale” non mi sembra campata così folle. Certo invece che concordo che se l’idea è quella di convincere tanti uccelli tutti della stessa specie a coabitare assieme, o il tizio che ha progettato la cosa è be informato su quel posto ed i duoi abitanti “naturali” oppure rimarrà deluso e si ritroverà tutt’altro, magari un nido di vespe o una colonia di pipistrelli.