Italia: Design_kit è una nuova iniziativa di designerblog, una serie di interviste, che si propone di creare una geografia del panorama del giovane design italiano, evidenziando quali sono le icone di riferimento della nuova generazione e le direzioni intraprese dalla nuova creatività. Il bello di questa mappa è che si autogenererà. Ogni intervistato infatti farà il nome del suo successore.
L’ospite di oggi è il designer Rodrigo Torres, Colmbiano di nascita, residente a Milano, invitato da Valerio Sommella.
Descrivi chi sei, cosa fai e come ti piace farlo.
Sono un designer Colombiano, laureato alla Universidad Jorge Tadeo Lozano di Bogotà con un Master alla Domus Academy di Milano. Abito e lavoro a Milano. Ho lavorato per 5 anni allo studio di Stefano Giovannoni, sviluppando prodotti per ditte come Magis, Fiat, Alessi, Deborah, Oregon Scientific ed altre. Dal 2005 lavoro da solo in diversi settori, dal mobile all’oggettistica. Ho collaborato con ditte come: Poliform, Nike, Microsoft, Miller, Domodinamica ed altre. Nel 2005 Sono stato professore all’Istituto Europeo di Design di Torino e dal 2007 sono professore alla Domus Academy di Milano. Mi piace fare il mio lavoro con passione, qualità ed onestà.
Parlaci di un’esperienza che ha influenzato in modo particolare lo stile e l’anima del tuo lavoro.
I mix culturale che ho dentro di me è la risposta. L’energia vitale latinoamericana al mio arrivo in Europa si e mescolata e potenziata al contatto con la cultura europea, l’incontro con la sua gente e l’eccellenza concettuale dei suoi maestri ha lasciato un segno indelebile nel mio lavoro e nella mia vita.
A quale progetto tieni particolarmente.
E difficile scegliere un progetto a cui tengo particolarmente, magari… dal punto di vista industriale la poltroncina Manta per Poliform, dal punto di vista sociale senza dubbio il gioco KOKA. Il progetto si ispira ad un gioco tipico colombiano fatto di legno ricoperto con fili naturali e nasce per gli artigiani colombiani sotto la licenza Copyleft, ovvero io firmo l’oggetto ma cedo tutti i diritti di guadagno economico agli artigiani colombiani che vogliano produrlo.
Qual’è il tuo ‘superpotere’ per far fronte ai momenti di difficoltà.
Magari l’umore… l’autoironia mi ha aiutato in diversi momenti difficili nella mia vita.
Raccontaci per quale icona del design faresti follie.
Non ne ho nessuna in particolare. Ci sono così tanti oggetti belli fatti da grandi maestri che non saprei da dove cominciare, ma alla fine la mia gioia è nel progettare l’oggetto, non nel possederlo.
Quale consiglio daresti ad un giovane designer alle prime armi.
Darsi la possibilità di sognare ed avere delle mete grosse! Non importa se sembrano lontane. Si deve lavorare ogni giorno con passione, disciplina e fede nel fatto che tutto e possibile.
Who’s next?
Il designer di oggi ha scelto per noi l’ospite misterioso della prossima intervista. Prossimamente su designerblog.
Higgs
09 set 2008 - 14:47 - #1Scusami ma non riesco a cogliere nessuna novità nei tuoi prodotti.
La domanda da porsi dovrebbe essere: voglio entrare in un mercato, anche concorrenziale, per distinguermi o per rimanere “uno” fra tanti?
Non vedo soluzioni degne di nota
dav
10 set 2008 - 02:49 - #2Mi piace molto la linea e la scelta dei materiali di diversi prodotti come ad esempio la pelle e le cuciture per Manta.
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Higgs secondo me la domanda è sbagliata perché nel mercato odierno non vedo spazio per la “distinzione duratura”, intesa non solo come segno stilistico di riconoscimento ma rilevanza del personaggio - citiamo il solito Stark come esempio di cosa intendo per emersione duratura, come accadeva fino a una decina di anni fa.
Io la penso così, magari sbaglio… e poi progettare solo per emergere può far perdere di vista ciò su cui si lavora.
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…o forse sarò io che impazzisco e mi stupisco per i dettagli e non amo i fuochi artificiali… ho sempre avuto questo difetto.
Comunque spero che Torres risponda alla tua domanda ;)
ps: il gioco riproposto con KOKA assomiglia a quello che si vedeva in Yattaman :)
max-elle
10 set 2008 - 08:07 - #3concordo in pieno con dav
stu
10 set 2008 - 09:34 - #4tanto ultimamente dico sempre la stessa cosa…
il designer non è un artista, ma una figura professionale molto vicina a quella dell imprenditore. Il famolo strano non porta nulla a nessuno. Per altro siamo in recessione.
Higgs
10 set 2008 - 12:33 - #5Al contrario vedo sempre più esempi di designer che pensano che per farsi notare serva qualcosa di strano e magari poco pratico oppure si disegnano prodotti giusto per dire “ci sono”.
Nelle gallerie vedo delle sedie ma mi chiedo cosa distinguono quelle sedie dalle migliaia che sono sul mercato. I dettagli? Quelli li puoi anche definire nel processo di produzione. Scusatemi ma non vedo qualcosa che colpisca particolarmente la mia attenzione.
Una sedia fra 100, devo poterla notare ma non perchè ha una sola gamba ma perchè pur rimanendo una “sedia” deve colpirmi.
Brinta
10 set 2008 - 16:01 - #6Io penso che un esercizio stilistico invecchia in fretta e che invece ci siano sempre nuove idee pronte ad essere sviluppate. Trovo il lavoro di R.Torres semplicemente uno di stile. Non mi sorprenderei di vedere una di quelle sedi buttate via in starda perche sembrano vecchie tra non molto. Trovo che la poltrona, per dare un esempio, sia curvosa perche la moda lo impone oggi, ma semplicemente un oggetto pesante. Per quanto riguarda philippe starck, quello del tratto stilistico rappresenta/va solo un elemento di un prodotto comunque geniale nella sua idea di base. (Per esempio le sedie trasparenti di kartel… sono trasparenti e le prime di questo tipo. Usate per alleggerire lo spazio) Cito anche i suoi occhiali da sole tutti snodabili etc etc.
PS. Devo ammettere che si e’ un po lasciato andare… annzi, il suo studo (perche non credo lui disegni piu’ una fava ad essere sinceri)
dav
11 set 2008 - 02:13 - #7Higgs adesso capisco meglio cosa intendi.
Avevo scritto una risposta lunghissima ma alla fine convengo con te e Brinta.
Continuo a pensare che la differenza sia l’emozionalità e il dettaglio tra prodotti diversi che comunque risultano omologati dalla moda… dopotutto mi piace pensare che ci sia dell’influenza dovuta dal luogo di nascita nello stile di Torres perché valuto la contaminazione una possibile finestra.
stu
14 set 2008 - 17:41 - #8luke822
01 ott 2008 - 14:09 - #9higgs! facci vedere il tuo lavoro, il tuo talento, devi essere proprio un genio … immaginiamo che tante ditte vogliano collaborare con te… almeno servendo il caffè?…o no?