Italia: Design_kit è una nuova iniziativa di designerblog, una serie di interviste, che si propone di creare una geografia del panorama del giovane design italiano, evidenziando quali sono le icone di riferimento della nuova generazione e le direzioni intraprese dalla nuova creatività. Il bello di questa mappa è che si autogenererà. Ogni intervistato infatti farà il nome del suo successore.
L’ospite di oggi è l’Industrial designer Jasmina Kaluderovic, nata a Fiume in Croazia, che vive e lavora a Trento, invitata da Valentina Downey.
Descrivi chi sei, cosa fai e come ti piace farlo.
Faccio parte di una specie rara che si chiama Donna Designer. Mi occupo in particolare di industrial design ed in generale di tutto l’emisfero irrazionale all’interno della DNA , società di Product & Strategic Consulting della quale sono uno dei soci fondatori. Il mio lavoro, la mia grande passione, mi piace farlo nel massimo relax perché è solo così che si mette in moto la mia anima creativa.
Parlaci dell’esperienza che ha influenzato in modo particolare lo stile e l’anima del tuo lavoro.
La mia prima esperienza di lavoro all’interno della Rossignol-Lange azienda leader nel settore sportivo, ha segnato la mia carriera facendomi appassionare ai progetti molto articolati e complessi, comunemente definiti “difficili”. Ho avuto la possibilità di creare prodotti che vanno valutati contemporaneamente da diverse angolazioni: bio-dinamica, funzionale, estetica, fashion ed è stato amore a prima vista! Questo tipo di prodotti crea una specie di dipendenza psicologica perché anche dopo 15 anni riesce ad ….. emozionarti! I progetti creati in questo periodo sono stati la prima prova tangibile che ce la potevo fare! Nasce in questa fase lavorativa anche la mia grande amicizia con Alessandro Condini, successivamente mio socio nella DNA e responsabile dell’emisfero razionale. Amo tutti i miei progetti. Per me è come se fossero i miei bimbi. Dovendo scegliere, direi che sono particolarmente affezionata a tre di loro. Con la bicicletta per il record dell’ora Galaxy realizzata mentre studiavo con la mia amica Vania Cadamuro, abbiamo cercato di creare un oggetto che è la sintesi delle leggi di aerodinamica e le esigenze biodinamiche dell’uomo. La bicicletta progettata nel 1994, è tutt’oggi in esposizione permanente all’interno della sede Milanese dell’Istituto Europeo di Design. Il progetto che ha segnato in modo significativo la mia carriera è il pattino in linea della Rossignol. Questo prodotto ha creato una specie di disruption in un mercato saturo di prodotti e privo di bisogni. Ha fatto nascere una nuova nicchia del mercato ed un nuovo sport estremo definito “downhill”. Coloro che lo praticano si lanciano nelle acrobazie sulle discese raggiungendo i vertiginosi 120km/h. Uscito nel mercato nel 1998 oggi è considerato un oggetto di culto e collezione per appassionati. Il progetto della cabina armadio hi-tech Planner della Estel messa in produzione nel 2002 è stato una introduzione non invasiva della tecnologia in un prodotto comunemente considerato poco tecnico. Planner, per i suoi contenuti concettuali, è stato vincitore di numerosi premi e segnalazioni; premio innovazione di Camera di commercio, ADI design index, BIO.
Qual’è il tuo ‘superpotere’ per far fronte ai momenti di difficoltà.
Da questo punto sono molto fortunata; ne ho due! Si chiamano Ris e Luna. Sono due gatti di razza maine coon e “lavorano” sempre al mio fianco. Non esiste alcun problema che con le loro fusa non si riesca a risolvere!
Raccontaci per quale icona del design faresti follie.
Per me l’icona insuperabile del design (e non solo ovviamente) rimane Leonardo Da Vinci: per i disegni originali del suo progetto della macchina volante, io che ho paura di volare, farei pazzie !!
Quale consiglio daresti ad un giovane designer alle prime armi.
L’hardware si può comprare, il software idem, ma il talento non ha prezzo!
Who’s next?
Il designer di oggi ha scelto per noi l’ospite misterioso della prossima intervista. Prossimamente su designerblog.