
REsign è un interessante esempio di metaprogetto che partendo dalla considerazione inerente il sovraffollamento di oggetti (soprattutti inutilizzati) che ci circondano cerca di risolvere il problema dell’inquinamento sia oggettuale che progettuale.
Agendo a livello strategico, e cioè dal basso, REsign crea i presupposti per una economia della felicità basata sulle relazioni e non più sulla crescita triste e per attuare ciò organizza una serie di workshop e laboratori ad alto tasso di creatività ed interazione che sfociano in progetti di ottimo valore.
Il metaprogetto REsign nasce in collaborazione con Manitese e si pone l’obiettivo di riciclare i segni di cui sono portatori gli oggetti ormai dismessi mettendo in moto ed in relazione tra loro le menti creative di giovani designer e le realtà che da sempre si occupano del reperimento e lo smaltimento dei rifiuti.
Tra i progetti realizzati c’è anche One Divided By Two la sedia che vedete nella foto sopra e se volete dare un occhio anche ad altri bei progetti andate dopo il salto per vedere una gallery.
Pio Alt
29 giu 2008 - 14:50 - #1Questa è una trasformazione diversa da quella che sostenete:
qui si trasformano i rifiuti di oggi in rifiuti di domani, ma sempre rifiuti restano, anzi considerando che spesso vengono accoppiati materiali che erano disaccoppiati, si trasformano:
rifiuti facilmente riciclabili in rifiuti difficilmente riciclabili, un peggioramento che aumenta l’inquinamento.
Questo è il contrario di ciò che si dovrebbe fare…
…e non chiamatelo design!
petauro
30 giu 2008 - 02:47 - #2Non sono d’accordo: perchè loro hanno agito a livello strategico e cioè dal basso, il che mi ha fatto capire che c’è un metaprogetto dietro.
Altrimenti avrei pensato che 15anni fa andando in una fiera del riciclo e vedendo sedie comode fatte di materiale riciclato fossero un po’ più avanti di questi metaincompetenti.
Poi hanno messo in moto le menti connettendosi, al chè ho capito che hanno dato vita alla economia della felicità.
Ma cos’è: un articolo di design o una propaganda di scientology…. Mio idDio…
Pio Alt
30 giu 2008 - 11:04 - #3E’ solo una bugia: “trasforma i rifiuti in oggetti di design”
Purtroppo questa diventa una moda che si spaccia per “buona” e invece è “cattiva”.
Il mio ragionamento è quanto di più pratico e terraterra è possibile, solo un po’ lungimirante.
Andrea Magnani
30 giu 2008 - 21:02 - #4Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.
L’unica vera forma di ecologia è l’amore.
Se ami un oggetto non lo butti.
acrilico
02 lug 2008 - 18:19 - #5bravo andrea se no il vintage non esiterebbe!!!!!!!!