DOS Disegnare Oggetti Sonori, il suono in mostra all'Auditorium di Roma

DOS disegnare oggetti sonori all\\\'Auditorium di Roma

Immaginare che anche il suono possa essere progettato, oltre che composto, è oramai un concetto scontato. Più difficile, invece, mettere insieme l'ampiezza di prospettive e modalità in cui questa progettazione prende corpo al giorno d'oggi. A tentare di colmare questo vacuum, parlandoci di un territorio scarsamente esplorato quanto fertile di iniziative e tensioni sperimentali, è DOS Disegnare Oggetti Sonori, l'esposizione a cura di Domitilla Dardi e Elisabetta Pisu che si inaugura stasera all'Auditorium di Roma (fino al 24 febbraio).

In mostra, un vasto spettro di artefatti che rispondono a differenti logiche di interazione tra la musica e una funzionalità che si fa a volte consuetudine e a volte pretesto: dalle casse ad altissima fedeltà (i Muon speakers di Ross Lovegrove per KEF), concepite magari per rapportarsi al nostro computer piuttosto che allo stereo tradizionale (Freewheeler di Ron Arad e Francesco Pellisari), fino a strumenti musicali di ultimissima generazione (Gavari Gerda, Semi-acoustic Violin), con un occhio di riguardo a nuove ergonomie e performance, per finire con oggetti quotidiani che con il suono interagiscono (il cuscino sonoro Buonanote di Gum Design, il bollitore Trumpet di Roberto Giacomucci) o a cui semplicemente alludono (le ciotole Infrasons di Matali Crasset).

DOS disegnare oggetti sonori all\\\'Auditorium di Roma
DOS disegnare oggetti sonori all\\\'Auditorium di Roma
DOS disegnare oggetti sonori all\\\'Auditorium di Roma

Non mancano i procedenti illustri, dal radiofonografo Brionvega RR226 dei fratelli Castiglioni fino all'ironica provocazione di Bruno Munari ne "Invece del campanello", a cui si aggiungono lavori recentissimi commissionati ad hoc, tra cui un concerto di mosche intrappolate sotto a bicchieri capovolti del duo austriaco Mischer'Traxler.

E se, paradossalmente, il suono "sotto teca" - come il format di un'esposizione in uno spazio aperto come il foyer dell'Auditorium impone- diventa qualcosa di troppo astratto, ci possiamo rifare le orecchie con Toccata, l'installazione di Angelo Semeraro, borsista di Fabrica, che segue le prassi dell'interazione naturale per mettere in relazione il nostro movimento con una "visualizzazione sonora" sotto forma di impalpabile tessuto digitale.

DOS disegnare oggetti sonori all\\\'Auditorium di Roma

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