Si intitola “Che Carattere!” il nuovo libro di Davide Vasta dedicato alle regole dei caratteri tipografici.
Questo insolito manuale si concentra su argomenti come il carattere, la misura, le classificazioni, le variazioni del design, disposizione, allineamento, editoria e combinazioni di carattere, e mira a definire tutte quelle regole che aiutano ad utilizzare meglio il lettering, al di là delle proprie preferenze di natura meramente estetica.
Uno strumento sicuramente utile per trasformare l’amore per i caratteri in una operazione di scelta e ponderazione misurata e professionale, sotto ogni punto di vista.
piccolabiba
13 mag 2008 - 14:16 - #1Visti i post estremamente rari su libri e pubblicazioni qui su designerblog, mi stupisce Marta che la tua scelta per uno di questi rari post cada proprio su questo testo, che più che un “insolito manuale” mi pare, come posso vedere dalle pagine pubblicate in pdf sul sito, un sotto-sotto-sotto-sotto prodotto di un vero manuale di tipografia come può essere, ad esempio, Gli elementi dello stile tipografico di Robert Bringhurst.
Questo, al contrario, sembra un testo perfettamente adatto ai corsi in cui insegna l’autore: computergrafica all’accademia e alla facoltà di filosofia (ricordando che computer grafica non c’entra nulla con graphic design, e ne è anzi solo uno dei tanti strumenti, nè con la tipografia) - una paginetta per argomento, come dire tutto e niente (ah, l’indice impaginato in myriad poi…)
Ben lungi quindi dall’essere un manuale di tipografia degno di questo nome…(che poi, è lo stesso autore di grafici al bivio, cos’è avete una convenzione?)
daduzzo
13 mag 2008 - 16:04 - #2Cara piccolabiba,
il libro che citi è ovviamente nella mia biblioteca da molto tempo, ed è, per così dire, un must per i designer, soprattutto quelli di una certa età…. 350 pagine di approfondimenti e nozioni davvero utili.
ll mio libro non è di certo minimamente paragonabile a quello di Bringhurst, ne tantomeno lo è il mio nome, al suo cospetto.
Il mio libro, come è scritto nel sottotitolo, è un “manuale illustrato alle regole dei caratteri tipografici”, e le poche pagine di preview che ho lasciato sul sito, ne sono la cristallina manifestazione.
Non c’è nessun mistero, nessuna volontà di far passare per oro ciò che non lo è.
Rispetto invece alle tue valutazioni circa la mia didattica, sei ovviamente libera di presumere quello che più preferisci, ovvero che pensi di interpretare leggendo le poche righe del mio sito.
La realtà dei fatti è però un altra: il corso di Computer Graphics si chiama così, perchè nel 1993, data in cui ho iniziato ad insegnare all’Accademia di Belle Arti di Perugia (che per amor di verità è una delle accademie storiche d’Italia), l’allora direttore, il famoso artista perugino Edgardo Abbozzo, scomparso purtroppo pochi hanni fa, decise che quel nome potesse essere calzante, in un contesto ed un periodo, in cui aveva un senso ampiamente accettato.
Ma valutare un corso dal suo nome, permettini, è a dir poco riduttivo.
Il suo nome è rimasto tale nel tempo (e io ne sono felice), ma ciò che io insegno non è l’utilizzo dei software in se…
Io parlo di teoria del design grafico, dell’equilibrio delle forme, del lettering, della comunicazione pubblicitaria, e molto altro ancora.
Dal 1993 ho insegnato a circa 3000 studenti, e i nomi di molti di questi oggi li ritrovo nelle piccole firme di manifesti, depliant e altri progetti pubblicitari…
E quando mi incontrano per strada, non fanno altro che ringraziarmi per come ho saputo trasmettere loro quel rigore, ma anche quel senso di creatività, che un grafico deve saper coniugare.
Chiudo con due ultime note:
1) Il Myriad PRO è un carattere a cui sono davvero affezionato… non me lo bistrattare così!
2) Ti invito a visitare la nostra Accademia di Belle Arti a Perugia, dove potrai incontrare studenti di grandissimo valore, che fanno, a volte, del computer il proprio strumento creativo, ma che sanno fare arte a prescindere da ciò che utilizzano…
Davide Vasta
piccolabiba
13 mag 2008 - 19:18 - #3Davide,
metto subito in chiaro che non è mia intenzione criticare o giudicare né la tua didattica, né le scuole in cui insegni.
Da graphic designer posso sentirmi perlomeno in diritto di dare un giudizio su un testo che mi viene segnalato su un blog così seguito, ed è proprio da qui che nasce la mia perplessità e la mia attenzione, visto che qui di libri ne viene segnalato uno ogni 20000 post, quindi mi immagino che quel libro su 20000 valga il valore che gli viene attribuito (e due su questi 40000 libri sono tuoi, sebbene il panorama editoriale sulla tipografia non sia certo poco interessante in questo periodo). Sia ben chiaro che non ho nessuna perplessità verso di te o la tua buona fede, quanto verso chi scrive qui.
Per il resto, più che felice di sapere che il tuo corso non si limita o non riguarda i software.
p.s. ti consiglio, visto che ti piace il myriad, il Frutiger di Adrian Frutiger, di cui il myriad è una mera scopiazzatura, ed è per questo che è un buon carattere ed è bello a vedersi :)
daduzzo
13 mag 2008 - 22:19 - #4Grazie per la risposta Benedetta… il Frutiger l’ho usato per una vita e poi mi è andato a noia :-(
Per ora mi sento molto Myriad… :-)