
Alixir è la nuovo linea Barilla di prodotti alimentari arricchiti di elementi nutritivi e principi attivi utili per il benessere fisico. Naturalmente non è questa la sede per disquisire sulla reale efficacia di questi prodotti. Quel che ci interessa qui è la particolare operazione di marketing che è stata creata intorno al lancio. L’immagine di Alixir è stata affidata allo studio londinese Williams, Murray & Hamm, che ha immaginato un packaging completamente nuovo.
Cereali, pan-brioche, barrette, succhi di frutta, crackers, sono confezionati in nero lucido, l’immagine del prodotto è volutamente assente dalle confezioni, solo gli elementi base, chicchi di grano, semi, bacche, spiccano in disegni dal gusto optical che riproducono, a ben vedere, i nostri organi vitali, il cuore, l’intestino, delle cellule, dei batteri.
Abbiamo avuto l’occasione di scambiare qualche battuta con Richard Williams, responsabile della campagna.
Williams ha affermato che l’obiettivo dell’agenzia era creare qualcosa di completamente diverso dalle solite confezioni di zuppe e biscotti, che questi prodotti spiccassero negli scaffali dei supermercati. Biscotti, cereali, succhi di frutta e pane sono collocati in punti differenti nei negozi. Era importante costruire un ponte che li unisse e li rendesse riconoscibili come un’unica linea coerente, non singoli prodotti, ma un programma alimentare .
Alla fine Williams ha aggiunto “Come agenzia non ci interessa solo creare una buona confezione. Vogliamo far parlare di noi. Vogliamo creare rumore attorno ai prodotti”. Il meccanismo è stato innescato: lo spot televisivo è un carosello lisergico di teste d’aglio chicchi di grano e bacche di ribes che si moltiplicano sullo schermo.
Capire quali sono i prodotti pubblicizzati è quasi un azzardo. D’altra parte non si chiede di comprarli perché sono buoni. Ma perché l’organismo ringrazierà. In versione nera ultramoderna, ecco l’elisir di lunga vita di nuova generazione.
elfeliz
02 apr 2008 - 15:16 - #1Oggi il nero è molto utilizzato anche in campo alimentare… inizio tempo fa la mozzarella Francia.
Mah, che dire…
Paolo Tonon
02 apr 2008 - 15:18 - #2A livello inconscio non associo certo il nero a qualcosa di buono da mangiare. Questa comunicazione richiede un approccio fideistico del tipo “non lo puoi capire ma ti fa bene” quasi fosse un oggetto magico, oppure un integratore alimentare in confezione argentea con sostanze di dubbia provenienza. Va bene rompere con la paludata tradizione del “mulino bianco” ma personalmente avrei scelto un approccio certamente essenziale come questo ma meno aggressivo in toni chiari o pastello.
Manlio
02 apr 2008 - 17:12 - #3Questo nero più che una linea alimentare mi fa pensare ad una linea di prodotti per la cura dei capelli… poi il carattere scelto per le scritte fa pensare a qualche prodotto farmaceutico… Secondo me queste confezioni non sono un gran che però almeno hanno voluto azzardare
italianomedio
02 apr 2008 - 19:15 - #4direi che per ammortizzare il maggiore costo del packaging e mantenere il prodotto comunque in un range di mercato la qualità del contenuto non potrebbe esser tanto migliore delle altre confezioni di cereali, barrette, succhi di frutta, mozzarelle ecc… solo che poi in questo caso il design è l’unica cosa che si butta.
italianomedio
02 apr 2008 - 19:23 - #5e comunque tornando a tema: il nero non anche a me sembra una scelta felice, quanto l’unica possibile per “differenziare” il prodotto, poichè è l’unico evitato da tutte le altre confezioni, se si esclude qualche brand di cioccolato fondente (per ovvie ragioni…)
gh3
02 apr 2008 - 21:32 - #6Visti oggi al supermercato per la prima volta e vedere tutto uno scaffale colorato e una striscia nera, fidatevi colpisce e molto.
Devo dire che ho anche acquistato le barrette di cereali e frutta, il packaging è molto curato anche all’interno.
iSimone
03 apr 2008 - 08:57 - #7Secondo me è bellissima l’idea del nero, il packing mi piace molto.
Non posso dire altrettanto del nome… ma quello è un problema di marketing più che di design.
bezerker
03 apr 2008 - 10:26 - #8io credevo fossero mangimi per i cani
Alessio Proietti
03 apr 2008 - 20:38 - #9Mi piace molto lo stile utilizzato ma anch’io, come tanti, ho qualche dubbio sull’efficacia di questo genere di design applicato a dei prodotti alimentari!
carmine2
04 apr 2008 - 10:36 - #10non sono un esperto, ma la confezione non mi invoglia ad acquistarlo anzi mi spinge a starne lontano, per me si può giustificarlo quando si vuole ma è brutto
madbox
04 apr 2008 - 11:08 - #11Per chi abbia voglia di capire le radici delle confezioni nere per i prodotti alimentari consiglio di ricercare le immagini delle seguenti marche: Selfridges e Marks&Spencer. Veri pionieri nell’utilizzo del nero come colore identificativo di prodotti alimentari esclusivi.
Al contario di molti commenti, ritengo il pack molto riuscito, forse l’unico problema, che i designer non potevano risolvere, è legato a come vengono esposti sugli scaffali i prodotti di questo tipo e come impattano rispetto agli altri prodotti presenti nel market.
patrizio rossi designer
29 mag 2008 - 12:21 - #12Pessimo progetto !! il colore nero abbinato al cibo non può essere capito ; il bello che come al solito vanno all ‘ estero per farsi fare stè cajate !! bravi !!! complimenti !!! ma come ti viene voglia di acquistare un cibo “naturale e sano ” dentro una scatola tutta nera ??? non sarebbe stato meglio bianca ?? ma siccome lo studio grafico doveva fare una cosa originale ha fatto l’ opposto . Per me sarà un bel buco !!!
doctordorian
18 lug 2008 - 13:36 - #13Peccato che siate così spaventati dal nero, i biscotti sono molto buoni.
verdedeep
22 set 2008 - 15:34 - #14In tempi di “magra”, in cui per molti anche il pane è diventato un bene di “alta fascia”, secondo me la scelta di un packaging tanto “lussuoso” non è giustificata. neanche per una nicchia di mercato ristretta.