Si chiama Horn Light ed ha le sembianze di un enorme corno, ideale per illuminare il vostro giardino, ma non solo.
E’ stata disegnata dal giovane designer italiano Alberto Brogliato e sarà uno dei prodotti che l’azienda Euro3plast presenterà al prossimo Salone del Mobile di Milano.
Un prodotto di certo provocatorio, anche a detta dello stesso designer, che si presenta come “un’imponente scultura di luce che sembra uscire dal terreno…e che, all’occorrenza, può essere interpretata come il più caratteristico portafortuna della tradizione italiana”.
myartistic
01 apr 2008 - 14:42 - #1Design stupendo linee che creano un effetto quasi mistico!!!!
ray115
01 apr 2008 - 14:43 - #2Ne più ne meno di una lampada Ara di Starck, senza piedistallo.
Sembra un concept perchè non si vede come è sviluppata a livello di ingegnerizzazione (filo, base attacco lampada…)
treppo
01 apr 2008 - 22:01 - #3e anche…
http://www.italiandesign360.com/PRODUCTS/Product_profile.aspx?idp=2776&name=Unikorn
Alberto Brogliato
02 apr 2008 - 14:57 - #4Esordisco col ringraziare chi ha lasciato un commento, fa sempre piacere sentire ogni parere o critica nei confronti di una cosa disegnata.
Per rispondere alla giusta affermazione di Ray115,
effettivamente sì, volendo rappresentare l’archetipo di corno, non si può ottenere un oggetto che non ricordi la splendida Ara di StarcK..
Il risultato ottenuto è però a mio avviso (e lo dico anche per il fatto che ce l’ho in soggiorno) ben differente, dal momento che qui il vero corpo illuminante (ed illuminato) è il corno stesso, e le dimensioni che superano il metro e ottanta le danno quel sapore “fuori scala” che la estraniano dalle lampade da tavolo.
Per quanto riguarda l’ingenierizzazione, la forma illuminata è di materiale plastico rotostampato di colore neutro, mentre all’inteno è posto un kit luce con una lampada a basso consumo.
Il cavo (trasparente o nero a seconda del kit luce scelto) sbuca da dietro, e viene così nascosto.
Probabilmente vederla in foto senza riferimenti dimensionali non fa lo stesso effetto di trovarsela davanti…
top-one
02 apr 2008 - 21:57 - #5Un faro nel buio!!
Molto rassicurante lo voglio anch’io..Complimenti!
ray115
03 apr 2008 - 11:39 - #6@4
ne approffito.
Sicuramente manca un termine di paragone per valutare le dimensioni, che in modo non è possibile definire.
Il tipo di processo utilizzato per la lavorazione, obbliga comunque a pensare ad oggetti che si possano ottenere tramite rotazione, e quindi, essendo una tecnica tutto sommato più economica rispetto alle altre ( e per certi versi obbligata) , secondo me vincola un pò troppo la creativitä.
O sbaglio….
Alberto Brogliato
03 apr 2008 - 12:51 - #7Ne approfitto anch’io per rispondere a ray115..
Ti assicuro, lavorando da più di due anni nel rotazionale, che vincoli ce ne sono, e non pochi..
Mi ricordo però che qualcuno, ora mi sfugge chi, abbia detto:
“Più vincoli mi darete, più riuscirò ad essere creativo…”
Per carità, diciamo che la frase è più poetica che veritiera, ma esistono comunque progetti molto interessanti realizzati con questa tecnologia..
Vediamo MAGIS …
ray115
03 apr 2008 - 15:05 - #8Si, però non so quanti dispongano di quel tipo di tecnologia.
Per gli stampi “tradizionali”in ambito arredi, le cifre sono prossime ai 70.000 euro o anche più. Una scelta sbagliata può pesare non poco e le aziende in grado di assorbire questo tipo di prodotti non sono molte, anzi.
Beh, la capacità sta proprio nel creare un prodotto innovativo avendo vincoli altrimenti si potrebbe fare tutto ma senza avere poi un riscontro reale
Alberto Brogliato
03 apr 2008 - 20:41 - #9pienamente d’accordo…