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La lampada Horn Light di Alberto Brogliato per Euro3plast

Pubblicato: 01 apr 2008 da luca-cosca

Commenti dei lettori


Si chiama Horn Light ed ha le sembianze di un enorme corno, ideale per illuminare il vostro giardino, ma non solo.

E’ stata disegnata dal giovane designer italiano Alberto Brogliato e sarà uno dei prodotti che l’azienda Euro3plast presenterà al prossimo Salone del Mobile di Milano.

Un prodotto di certo provocatorio, anche a detta dello stesso designer, che si presenta come “un’imponente scultura di luce che sembra uscire dal terreno…e che, all’occorrenza, può essere interpretata come il più caratteristico portafortuna della tradizione italiana”.

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9 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di myartistic

    myartistic

    01 apr 2008 - 14:42 - #1
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    Design stupendo linee che creano un effetto quasi mistico!!!!

  • Profilo di ray115

    ray115

    01 apr 2008 - 14:43 - #2
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    Ne più ne meno di una lampada Ara di Starck, senza piedistallo.
    Sembra un concept perchè non si vede come è sviluppata a livello di ingegnerizzazione (filo, base attacco lampada…)

  • treppo

    01 apr 2008 - 22:01 - #3
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  • Alberto Brogliato

    02 apr 2008 - 14:57 - #4
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    Esordisco col ringraziare chi ha lasciato un commento, fa sempre piacere sentire ogni parere o critica nei confronti di una cosa disegnata.
    Per rispondere alla giusta affermazione di Ray115,
    effettivamente sì, volendo rappresentare l’archetipo di corno, non si può ottenere un oggetto che non ricordi la splendida Ara di StarcK..
    Il risultato ottenuto è però a mio avviso (e lo dico anche per il fatto che ce l’ho in soggiorno) ben differente, dal momento che qui il vero corpo illuminante (ed illuminato) è il corno stesso, e le dimensioni che superano il metro e ottanta le danno quel sapore “fuori scala” che la estraniano dalle lampade da tavolo.
    Per quanto riguarda l’ingenierizzazione, la forma illuminata è di materiale plastico rotostampato di colore neutro, mentre all’inteno è posto un kit luce con una lampada a basso consumo.
    Il cavo (trasparente o nero a seconda del kit luce scelto) sbuca da dietro, e viene così nascosto.

    Probabilmente vederla in foto senza riferimenti dimensionali non fa lo stesso effetto di trovarsela davanti…

  • top-one

    02 apr 2008 - 21:57 - #5
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    Un faro nel buio!!
    Molto rassicurante lo voglio anch’io..Complimenti!

  • Profilo di ray115

    ray115

    03 apr 2008 - 11:39 - #6
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    @4

    ne approffito.
    Sicuramente manca un termine di paragone per valutare le dimensioni, che in modo non è possibile definire.
    Il tipo di processo utilizzato per la lavorazione, obbliga comunque a pensare ad oggetti che si possano ottenere tramite rotazione, e quindi, essendo una tecnica tutto sommato più economica rispetto alle altre ( e per certi versi obbligata) , secondo me vincola un pò troppo la creativitä.
    O sbaglio….

  • Alberto Brogliato

    03 apr 2008 - 12:51 - #7
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    Ne approfitto anch’io per rispondere a ray115..
    Ti assicuro, lavorando da più di due anni nel rotazionale, che vincoli ce ne sono, e non pochi..
    Mi ricordo però che qualcuno, ora mi sfugge chi, abbia detto:
    “Più vincoli mi darete, più riuscirò ad essere creativo…”

    Per carità, diciamo che la frase è più poetica che veritiera, ma esistono comunque progetti molto interessanti realizzati con questa tecnologia..
    Vediamo MAGIS …

  • Profilo di ray115

    ray115

    03 apr 2008 - 15:05 - #8
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    Si, però non so quanti dispongano di quel tipo di tecnologia.
    Per gli stampi “tradizionali”in ambito arredi, le cifre sono prossime ai 70.000 euro o anche più. Una scelta sbagliata può pesare non poco e le aziende in grado di assorbire questo tipo di prodotti non sono molte, anzi.

    Beh, la capacità sta proprio nel creare un prodotto innovativo avendo vincoli altrimenti si potrebbe fare tutto ma senza avere poi un riscontro reale

  • Alberto Brogliato

    03 apr 2008 - 20:41 - #9
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    pienamente d’accordo…