
Il prototipo di Laurence Willmott nasce da una seria riflessione sul rapporto che ognuno di noi intrattiene con il tempo che scorre. E dalla considerazione che nella maggior parte dei casi, quando chiediamo l’ora a qualcuno, la risposta ci viene inevitabilmente data in maniera approssimativa. “Sono quasi le dieci”, “le nove meno qualcosa”, “da poco passate le sette”.
Espressioni dettate spesso poi da orologi originali nel loro design quanto imprecisi nel mostrare l’ora esatta. Perché allora non sfruttare questa tendenza e dividere le ore in periodi corretti a rigor di logica? L’orologio It’s About Time divide ogni ora in otto fasi, da “appena passate le dodici” a “quasi l’una”. Per non fare troppa fatica.
elfeliz
25 mar 2008 - 12:40 - #1Simpatico!
meb
25 mar 2008 - 16:38 - #2che idea carina, sarebbe l’orologio perfetto per me
ray115
25 mar 2008 - 23:11 - #3Mi da un senso d’angoscia. Così come siamo abituati al tempo, che tutto regola ed è sempre sotto controllo, sapere che sono quasi le 12 non mi darebbe la cognizione del tempo di cui necessito
stefanucciolo
27 mar 2008 - 17:26 - #4ray anch’io sono uno pragmatico che pensa prima alla funzionalità…
solo che è innegabile la genialata della provocazione :)