
La città di Santa Ana deve proprio essere invasa dai graffiti, se ci tiene tanto a contrastare i giovani writers, o taggers. Ha infatti lanciato una campagna di comunicazione per aiutare i genitori a smascherare i propri figli “graffitari”, molto simile a quelle che da noi fornivano un aiuto per riconoscere segnali di tossicodipendenza nei teenagers.
Certo che viene da sorridere, secondo la guida se nostro figlio esce di casa con: felpa con cappuccio per nascondere il volto, bombolette spray, stencils nello zainetto, guanti protettivi, pantaloni con tasconi che ospitano pennarelli, allora è un tagger! E lo stesso vale se lo scopriamo intento a passare tutto il suo tempo a disegnare la sua firma su libri, tavoli e diari, o se consulta per ore siti sul tagging.
Mi viene da immaginare genitori non proprio simili a Sherlock Holmes per capacità deduttive se hanno bisogno di una guida per scovare simili indizi. Qualcosa mi dice quindi che questa guida non cambierà molto le cose.
Via | NotCot
iemai
03 mar 2008 - 07:38 - #1Sembra quel fumetto di Pazienza in cui spiega come riconoscere se “tuo figlio si droga”…trovi cartine, palline di colore scuro dappertutto, pezzetti di cartoncino arrotolato, allora sicuramente tuo figlio si fa le canne…ma quello era ironico. Propongo di bannare dall’albo (esistesse) l’illustratore che si prestato a simile stupidita’.
carlo77
03 mar 2008 - 10:30 - #2hahahahaha fantastico dovrebbero farlo anche qua a Milano ;-)
Czesco
07 mar 2008 - 13:33 - #3avendo visto qualche “tagger” di milano devo dire che la descrizione è precisa!